Ancora una volta ho trascurato questo blog più del necessario, e sono rimasto indietro sia nella presentazione delle mie letture che nel mio lavoro di "panettiere per caso".
Ma questo credo sia il destino di questo blog e di tanti altri che gli somigliano: sono ormai rottami fuori dal tempo.
Poiché però rimangono indicizzati, e per questa ragione sono ancora letti da qualcuno, quando posso cerco di aggiornarlo.
Oggi vi presento la mia ultima lettura nel campo fantasy. È un vecchio amico di cui ho enormemente apprezzato la trilogia de The First Law, che ho letto in versione originale perché all'epoca non esisteva una edizione tradotta in italiano.
Questo è il quarto (o il quinto, dipende da cosa si considera venire prima) romanzo ambientato nel mondo della trilogia originale. L'ho letto nella traduzione italiana e mi è piaciuta molto meno dei precedenti. Questo giudizio non dipende significativamente dalla traduzione che, anche se io avrei cambiato un poco i termini, è sostanzialmente corretta e praticamente ininfluente per il mio giudizio. A me sembra che Abercrombie abbia scritto questo romanzo per lo meno di malavoglia, o magari in mancanza di un vero stimolo di raccontare una storia che ti viene fuori anche contro la tua volontà. È leggibile con piacere, ma qua e là qualcosa stride anche molto. Vedremo con le sue prossime opere se si è trattato di un incidente di percorso o se Abercrombie ha dato tutto quello che poteva dare...
Visualizzazione post con etichetta fantascienza e fantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantascienza e fantasy. Mostra tutti i post
giovedì 8 gennaio 2015
martedì 9 dicembre 2014
Uno Young Adult di qualità
Nella sua frenetica attività di scrittore a tempo pieno, Brandon Sanderson ha iniziato anche una serie di supereroi decisamente orientata ad un pubblico giovane. Ma essendo uno scrittore di una certa qualità, anche questa serie sembra ben solida qualitativamente.
Oltre al primo volume di questa serie, di cui presento la copertina della edizione italiana e che ho presentato qui, ho letto anche una novella (racconto lungo) che ne è il diretto seguito e mantiene lo stesso stile e tensione narrativa: Mitosis, che non ha ancora avuto una traduzione italiana.
Oltre al primo volume di questa serie, di cui presento la copertina della edizione italiana e che ho presentato qui, ho letto anche una novella (racconto lungo) che ne è il diretto seguito e mantiene lo stesso stile e tensione narrativa: Mitosis, che non ha ancora avuto una traduzione italiana.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
sabato 1 novembre 2014
La Ragazza Meccanica
È il mio consiglio di lettura per il mese di Novembre. The Windup Girl di Paolo Bacigalupi, che nonostante il nome è uno scrittore americano, è il suo primo romanzo, ed ha vinto quasi tutti i premi che poteva vincere, a cominciare dall'Hugo e dal Nebula.
È sicuramente un ottimo romanzo, ma mi sembra presenti ancora qualche legnosità che l'esperienza potrà si spera eliminare nelle opere future di questo promettente autore.
Per i dettagli di queste mie perplessità, che non mi impediscono di apprezzare questo romanzo, rimando al mio consiglio su La Ragazza Meccanica che è anche un po' più corposo del solito.
È sicuramente un ottimo romanzo, ma mi sembra presenti ancora qualche legnosità che l'esperienza potrà si spera eliminare nelle opere future di questo promettente autore.
Per i dettagli di queste mie perplessità, che non mi impediscono di apprezzare questo romanzo, rimando al mio consiglio su La Ragazza Meccanica che è anche un po' più corposo del solito.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
recensioni
venerdì 24 ottobre 2014
Caligo
Un altro racconto presentato al concorso Steampunk indetto dal blog Baionette Librarie. Era stato considerato fuori concorso non mi ricordo più perché.
Marco Carrara, il Duca di Baionette, ideatore e giudice del concorso, aveva ritenuto quel racconto meritevole di uno sviluppo a romanzo, e dopo un certo tempo ecco quel racconto diventato romanzo pubblicato nella nuova collana Vaporteppa dell'esordiente editore Tombolini (esordiente come editore, perché aveva già esordito in tante altre iniziative).
A mio parere l'ampliamento del racconto è riuscito solo in parte, e vicino ad aspetti veramente piacevoli e ben riusciti, ci sono parti e situazioni non molto all'altezza della qualità del resto.
Qualche parola in più la trovate, come al solito, nel mio solito sito web: Caligo
Marco Carrara, il Duca di Baionette, ideatore e giudice del concorso, aveva ritenuto quel racconto meritevole di uno sviluppo a romanzo, e dopo un certo tempo ecco quel racconto diventato romanzo pubblicato nella nuova collana Vaporteppa dell'esordiente editore Tombolini (esordiente come editore, perché aveva già esordito in tante altre iniziative).
A mio parere l'ampliamento del racconto è riuscito solo in parte, e vicino ad aspetti veramente piacevoli e ben riusciti, ci sono parti e situazioni non molto all'altezza della qualità del resto.
Qualche parola in più la trovate, come al solito, nel mio solito sito web: Caligo
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
steampunk
mercoledì 1 ottobre 2014
I consigli di lettura
In questo (lungo) periodo in cui non ho mai aggiornato questo blog, ho invece continuato a pubblicare i miei consigli di lettura di SF e Fantasy. Non voglio ora recuperare quello che è passato, e che chi vuole può tranquillamente ritrovare anche attraverso l'elenco completo dei miei consigli dato nel link precedente.
Però credo sia giusto dare spazio al consiglio più recente, quello di Ottobre 2014.
Che è poi un consiglio per modo di dire, trattandosi di una trilogia fantasy che mi è piaciuta piuttosto poco. Ma ho scritto questo consiglio quando ero ancora in carenza di nuove letture, e avevo deciso di cancellare cosaleggo accorpando nei consigli anche le letture non proprio soddisfacenti.
Ora la situazione è diversa, ma nella programmazione dei post qualcosa della vecchia situazione è rimasta.
E' una trilogia in cui i peggiori cliché del fantasy classico vengono ampiamente utilizzati, con uno stile narrativo non molto sciolto.
Credo che si sarebbe potuto fare molto di meglio.
Però credo sia giusto dare spazio al consiglio più recente, quello di Ottobre 2014.
Che è poi un consiglio per modo di dire, trattandosi di una trilogia fantasy che mi è piaciuta piuttosto poco. Ma ho scritto questo consiglio quando ero ancora in carenza di nuove letture, e avevo deciso di cancellare cosaleggo accorpando nei consigli anche le letture non proprio soddisfacenti.
Ora la situazione è diversa, ma nella programmazione dei post qualcosa della vecchia situazione è rimasta.
E' una trilogia in cui i peggiori cliché del fantasy classico vengono ampiamente utilizzati, con uno stile narrativo non molto sciolto.
Credo che si sarebbe potuto fare molto di meglio.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
venerdì 19 settembre 2014
L1L0, un bel racconto e un'occasione per delle considerazioni
Ho letto questo bel racconto Steampunk, pubblicazione gratuita della Antonio Tombolini Editore nella collana Vaporteppa (che è l'italianizzazione steampunk del termine Steampunk). Ne ho parlato nella mia rubrica cosaleggo, ma qui voglio ampliare le considerazioni che la vicenda di quel racconto mi aveva portato a fare e che avevo già espresso brevemente e magari anche un poco polemicamente in quel commento.
Come avevo detto, questo racconto era stato presentato per un concorso indetto da Il Duca di Baionette sul suo blog, ed era anche risultato vincitore. Diverse vicissitudini avevano impedito la pubblicazione dei racconti ritenuti adatti dopo una loro revisione. Marco Carrara, che è Il Duca di Baionette, è ora diventato il curatore della collana Vaporteppa, e alcuni di quei racconti, dopo profonda revisione, sono stati pubblicati, o lo saranno a breve, in questa collana.
Io ho letto L1L0 sia nella versione originale che in quella attuale, e posso dire che il lavoro di editing che Marco Carrara ha fatto è stato davvero efficace, e ora il racconto non sfigurerebbe nemmeno su riviste anglosassoni. È un racconto leggero e divertente, ma ora è scritto davvero bene, si legge senza alcun intoppo e scorre piacevole sino alla fine.
L'editing, questo è il problema che tutti gli autopubblicati hanno, nessuno escluso, come ho spesso sottolineato nel commento alle diverse opere di cui ho parlato. Per qualcuno il problema è grave ed avrebbero bisogno di un editing molto profondo, che coinvolga anche la gestione della storia, e non solo gli aspetti formali, per altri si tratterebbe solo di smussare ruvidezze, piccoli errori ma irritanti per il lettore, in ogni caso al momento non ho ancora incontrato un'opera autopubblica che non godrebbe di un buon miglioramento da un editing adeguato.
Questo perché quasi sempre, e nei casi migliori, quello che viene definito "editing" si limita alla lettura critica da parte di uno o più amici, che però non hanno la necessaria contrapposizione di interessi da poter davvero imporre le correzioni eventualmente ritenute necessarie, ammesso pure che abbiano le capacità di riconoscerle. Se sono anche loro degli scrittori autoprodotti o aspiranti tali, la possibilità che soffrano degli stessi limiti di giudizio degli autori di cui dovrebbero fare editing è estremamente alta.
Un secondo elemento che mi colpisce, e questa volta anche un po' personalmente, è il fatto che la maggioranza di questi "scrittori" non ama molto le critiche alla loro tecnica narrativa, anche quando ben documentata, arrivando a ritenere che l'unico compito di un lettore sia di dire se la lettura gli è piaciuta o meno, ovviamente senza capire il perché. Che a sostenere questa bestialità siano anche autori che stimo, di cui compero e leggo le opere, mi irrita ancora di più, e mi fa pensare che sia una autodifesa preventiva alla loro vera incapacità di gestire professionalmente la scrittura, perché io ritengo sia non solo diritto, ma addirittura dovere di un lettore il capire perché, per quali ragioni, nella struttura e nella trama di una narrazione, la narrazione stessa gli piace o non gli piace.
Ritengo quindi importante far notare come Marco Carrara, il Duca di Baionette, abbia sempre espresso molto chiaramente, con fermezza e anche molto folclore, le sue idee su come debba essere strutturata una narrazione di genere, e per questo è ritenuto uno dei peggiori talebani delle cosiddette regole, che poi regole non sono ma solo consigli basati sull'esperienza e il buon senso e ampiamente diffusi nel mondo anglosassone, dove sono date per scontate. Ma è proprio Marco Carrara, il talebano, che ha migliorato in modo significativo il racconto L1L0 con il suo lavoro di editing insieme all'autore, a dimostrazione che certe regole, se applicate con la consapevolezza del loro significato generale, portano davvero ad un prodotto migliore, e se i lettori diventano più consapevoli del perché molti dei romanzi che gli vengono proposti sono delle vere schifezze, il mondo inflazionato degli aspiranti scrittori italiani non ne potrà che avere un grosso vantaggio.
Come avevo detto, questo racconto era stato presentato per un concorso indetto da Il Duca di Baionette sul suo blog, ed era anche risultato vincitore. Diverse vicissitudini avevano impedito la pubblicazione dei racconti ritenuti adatti dopo una loro revisione. Marco Carrara, che è Il Duca di Baionette, è ora diventato il curatore della collana Vaporteppa, e alcuni di quei racconti, dopo profonda revisione, sono stati pubblicati, o lo saranno a breve, in questa collana.
Io ho letto L1L0 sia nella versione originale che in quella attuale, e posso dire che il lavoro di editing che Marco Carrara ha fatto è stato davvero efficace, e ora il racconto non sfigurerebbe nemmeno su riviste anglosassoni. È un racconto leggero e divertente, ma ora è scritto davvero bene, si legge senza alcun intoppo e scorre piacevole sino alla fine.
L'editing, questo è il problema che tutti gli autopubblicati hanno, nessuno escluso, come ho spesso sottolineato nel commento alle diverse opere di cui ho parlato. Per qualcuno il problema è grave ed avrebbero bisogno di un editing molto profondo, che coinvolga anche la gestione della storia, e non solo gli aspetti formali, per altri si tratterebbe solo di smussare ruvidezze, piccoli errori ma irritanti per il lettore, in ogni caso al momento non ho ancora incontrato un'opera autopubblica che non godrebbe di un buon miglioramento da un editing adeguato.
Questo perché quasi sempre, e nei casi migliori, quello che viene definito "editing" si limita alla lettura critica da parte di uno o più amici, che però non hanno la necessaria contrapposizione di interessi da poter davvero imporre le correzioni eventualmente ritenute necessarie, ammesso pure che abbiano le capacità di riconoscerle. Se sono anche loro degli scrittori autoprodotti o aspiranti tali, la possibilità che soffrano degli stessi limiti di giudizio degli autori di cui dovrebbero fare editing è estremamente alta.
Un secondo elemento che mi colpisce, e questa volta anche un po' personalmente, è il fatto che la maggioranza di questi "scrittori" non ama molto le critiche alla loro tecnica narrativa, anche quando ben documentata, arrivando a ritenere che l'unico compito di un lettore sia di dire se la lettura gli è piaciuta o meno, ovviamente senza capire il perché. Che a sostenere questa bestialità siano anche autori che stimo, di cui compero e leggo le opere, mi irrita ancora di più, e mi fa pensare che sia una autodifesa preventiva alla loro vera incapacità di gestire professionalmente la scrittura, perché io ritengo sia non solo diritto, ma addirittura dovere di un lettore il capire perché, per quali ragioni, nella struttura e nella trama di una narrazione, la narrazione stessa gli piace o non gli piace.
Ritengo quindi importante far notare come Marco Carrara, il Duca di Baionette, abbia sempre espresso molto chiaramente, con fermezza e anche molto folclore, le sue idee su come debba essere strutturata una narrazione di genere, e per questo è ritenuto uno dei peggiori talebani delle cosiddette regole, che poi regole non sono ma solo consigli basati sull'esperienza e il buon senso e ampiamente diffusi nel mondo anglosassone, dove sono date per scontate. Ma è proprio Marco Carrara, il talebano, che ha migliorato in modo significativo il racconto L1L0 con il suo lavoro di editing insieme all'autore, a dimostrazione che certe regole, se applicate con la consapevolezza del loro significato generale, portano davvero ad un prodotto migliore, e se i lettori diventano più consapevoli del perché molti dei romanzi che gli vengono proposti sono delle vere schifezze, il mondo inflazionato degli aspiranti scrittori italiani non ne potrà che avere un grosso vantaggio.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
incazzature,
recensioni,
steampunk
lunedì 15 settembre 2014
Per smaltire gli arretrati
La quantità di romanzi e racconti letti questa estate è stata davvero imponente, e le liste di attesa per la pubblicazione dei miei commenti nelle mie rubriche si era allungata.
Ma se per i consigli di lettura devo rispettare la cadenza mensile, per cosaleggo invece sono libero da vincoli temporali. Conta solo la mia capacità di scrivere i commenti ed impaginarli con le relative foto e quarte di copertina, e ora sono in pari.
Metto allora qui dei brevi richiami e rispettivi link per le ultime aggiunte a quella rubrica.
The Ghost Brigades, di John Scalzi
Questo romanzo meriterebbe a pieno titolo di comparire nei consigli di lettura, con un giudizio definitivamente positivo, ma l'ingolfamento di questo periodo e l'essere un volume intermedio di una serie lo ha relegato qui.
È il seguito di Morire per Vivere, romanzo che pur richiamandosi esplicitamente a Heinlein, ha rappresentato una novità felice nel panorama SF americano. Questo secondo episodio continua l'aspetto di avventura militare ma porta in evidenza anche problemi più profondi.
Il Battesimo del Fuoco, di Andrzej Saprowski
Quinto volume delle vicende di Geralt di Rivia ma solo terzo della saga The Witcher, perché i primi due erano raccolte di racconti che introducevano il personaggio e l'ambientazione.
Anche in questo caso non posso che confermare la mia impressione sostanzialmente negativa specialmente per lo stile narrativo di Saprowski, ma anche per lo sviluppo della storia
Ma se per i consigli di lettura devo rispettare la cadenza mensile, per cosaleggo invece sono libero da vincoli temporali. Conta solo la mia capacità di scrivere i commenti ed impaginarli con le relative foto e quarte di copertina, e ora sono in pari.
Metto allora qui dei brevi richiami e rispettivi link per le ultime aggiunte a quella rubrica.
The Ghost Brigades, di John Scalzi
Questo romanzo meriterebbe a pieno titolo di comparire nei consigli di lettura, con un giudizio definitivamente positivo, ma l'ingolfamento di questo periodo e l'essere un volume intermedio di una serie lo ha relegato qui.
È il seguito di Morire per Vivere, romanzo che pur richiamandosi esplicitamente a Heinlein, ha rappresentato una novità felice nel panorama SF americano. Questo secondo episodio continua l'aspetto di avventura militare ma porta in evidenza anche problemi più profondi.
Il Battesimo del Fuoco, di Andrzej Saprowski
Quinto volume delle vicende di Geralt di Rivia ma solo terzo della saga The Witcher, perché i primi due erano raccolte di racconti che introducevano il personaggio e l'ambientazione.
Anche in questo caso non posso che confermare la mia impressione sostanzialmente negativa specialmente per lo stile narrativo di Saprowski, ma anche per lo sviluppo della storia
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
venerdì 12 settembre 2014
Riapre "cosaleggo"
Ho trascurato questo blog fin troppo, al limite dell'abbandono definitivo. Approfitto del fatto di avere ricominciato a scrivere nella mia rubrica "cosaleggo" per ricominciare a postare qualche cosa, e vedere se riesco anche a continuare.
Chi mi ha letto in passato potrebbe sapere che da più di dieci anni mantengo due rubriche in cui parlo di romanzi di fantascienza e fantasy sul mio sito web. Una è una rubrica mensile di consigli di lettura, la seconda un semplice posto dove parlo di quello che ho letto e che non credo possa andare come consiglio di lettura, vuoi perché non di qualità accettabile, vuoi perché volumi intermedi di lunghe serie di cui normalmente consiglio il primo e poi concludo il commento con l'ultimo, o anche perché lettura capitata fuori tempo. Qualche mese fa mi ero trovato in difficoltà a mantenere il ritmo mensile che mi ero imposto per i miei consigli, per cui avevo deciso di chiudere cosaleggo e trasferire alla rubrica principale anche il compito di criticare qualche romanzo e di parlare anche dei volumi intermedi, avendo così più materiale e potendo mantenere la cadenza autoimposta.
Questo cambiamento è andato avanti per diversi mesi, ma questa estate per la concomitanza di diversi fattori, non ultimo l'arrivo di un nuovo lettore Kobo Aura HD veramente ottimo, sono riuscito a leggere moltissimo e, approfittando di alcune offerte estive, ho anche una lista di attesa di romanzi in edizione italiana piuttosto cospicua. Leggere in italiano mi risulta sicuramente molto più veloce, ma era da tempo che avevo difficoltà a trovare nuove proposte di qualità. Di qualche novità editoriale attuale ne parleremo a breve, se, come spero, riuscirò a continuare questa serie di post.
Per farla breve, i miei consigli del mese sono già pronti fino a febbraio 2015, e per molti altri libri che ho letto non vi era assolutamente spazio. Per cui ho deciso di riaprire anche la rubrica "cosaleggo" che ha ormai la sua lista di attesa per la pubblicazione.
Poiché su questo blog sono rimasto piuttosto indietro, cerco di recuperare presentando le ultime tre uscite di questa rubrica con poche parole di presentazione e rimandando alla rubrica per qualche cosa in più.
Capitan Low, di Diego Bortolozzo
A differenza di molte opere autoprodotte, che si limitano alle dimensioni di un racconto, più o meno lungo, questo è un vero romanzo, scritto da un autore attivo nel mondo editoriale. Purtroppo mi ha molto deluso, per l'ingenuità dello stile narrativo, delle situazioni rappresentate, e per la difficoltà di dare spessore ai personaggi. Un romanzo di pirati alla Salgari con astronavi al posto dei prahos ma con comportamenti assolutamente identici, e senza un minimo di ironia.
Il Re dei Fulmini, di Mark Lawrence
The King of Thorns, in cui le spine diventano fulmini per il titolista italiano, perdendo uno dei legami forti con l'avvenimento che determina l'intera psicologia del personaggio principale.
Rispetto al primo romanzo della serie, c'è meno violenza gratuita, anche nel linguaggio, ma lo stile narrativo di Lawrence continua a non piacermi, e la storia non riesce ad assumere toni coinvolgenti. Non faccio fatica a riconoscere che può avere degli estimatori, ma devono essere di bocca buona su molti aspetti e sopportare pagine su pagine di introspezioni, rimorsi vari e ricordi di ricordi.
Maciste contro Freud, di Alessandro Girola
Di Girola avevo già presentato il suo I Mech di Napoleone III, e avevo detto che è uno dei pochi, al momento, autori autopubblica che ritengo meriti di essere letto. Questo racconto, Maciste contro Freud, è il primo di una serie che vede l'Eroe Mitico attraversare il Tempo per intervenire in varie storie umane su ordine degli dei. E' il primo e deve necessariamente introdurre il personaggio e l'ambientazione, lasciando poco spazio per una storia complessa. Il racconto si legge bene e scorre con pochi problemi, a parte una certa mia avversione per la tendenza di Girola ad usare uno stile ampolloso simil-antico in certe situazioni, ma il contenuto non è particolarmente ricco, e c'è da sperare di meglio per gli episodi successivi.
Chi mi ha letto in passato potrebbe sapere che da più di dieci anni mantengo due rubriche in cui parlo di romanzi di fantascienza e fantasy sul mio sito web. Una è una rubrica mensile di consigli di lettura, la seconda un semplice posto dove parlo di quello che ho letto e che non credo possa andare come consiglio di lettura, vuoi perché non di qualità accettabile, vuoi perché volumi intermedi di lunghe serie di cui normalmente consiglio il primo e poi concludo il commento con l'ultimo, o anche perché lettura capitata fuori tempo. Qualche mese fa mi ero trovato in difficoltà a mantenere il ritmo mensile che mi ero imposto per i miei consigli, per cui avevo deciso di chiudere cosaleggo e trasferire alla rubrica principale anche il compito di criticare qualche romanzo e di parlare anche dei volumi intermedi, avendo così più materiale e potendo mantenere la cadenza autoimposta.
Questo cambiamento è andato avanti per diversi mesi, ma questa estate per la concomitanza di diversi fattori, non ultimo l'arrivo di un nuovo lettore Kobo Aura HD veramente ottimo, sono riuscito a leggere moltissimo e, approfittando di alcune offerte estive, ho anche una lista di attesa di romanzi in edizione italiana piuttosto cospicua. Leggere in italiano mi risulta sicuramente molto più veloce, ma era da tempo che avevo difficoltà a trovare nuove proposte di qualità. Di qualche novità editoriale attuale ne parleremo a breve, se, come spero, riuscirò a continuare questa serie di post.
Per farla breve, i miei consigli del mese sono già pronti fino a febbraio 2015, e per molti altri libri che ho letto non vi era assolutamente spazio. Per cui ho deciso di riaprire anche la rubrica "cosaleggo" che ha ormai la sua lista di attesa per la pubblicazione.
Poiché su questo blog sono rimasto piuttosto indietro, cerco di recuperare presentando le ultime tre uscite di questa rubrica con poche parole di presentazione e rimandando alla rubrica per qualche cosa in più.
Capitan Low, di Diego Bortolozzo
A differenza di molte opere autoprodotte, che si limitano alle dimensioni di un racconto, più o meno lungo, questo è un vero romanzo, scritto da un autore attivo nel mondo editoriale. Purtroppo mi ha molto deluso, per l'ingenuità dello stile narrativo, delle situazioni rappresentate, e per la difficoltà di dare spessore ai personaggi. Un romanzo di pirati alla Salgari con astronavi al posto dei prahos ma con comportamenti assolutamente identici, e senza un minimo di ironia.
Il Re dei Fulmini, di Mark Lawrence
The King of Thorns, in cui le spine diventano fulmini per il titolista italiano, perdendo uno dei legami forti con l'avvenimento che determina l'intera psicologia del personaggio principale.
Rispetto al primo romanzo della serie, c'è meno violenza gratuita, anche nel linguaggio, ma lo stile narrativo di Lawrence continua a non piacermi, e la storia non riesce ad assumere toni coinvolgenti. Non faccio fatica a riconoscere che può avere degli estimatori, ma devono essere di bocca buona su molti aspetti e sopportare pagine su pagine di introspezioni, rimorsi vari e ricordi di ricordi.
Maciste contro Freud, di Alessandro Girola
Di Girola avevo già presentato il suo I Mech di Napoleone III, e avevo detto che è uno dei pochi, al momento, autori autopubblica che ritengo meriti di essere letto. Questo racconto, Maciste contro Freud, è il primo di una serie che vede l'Eroe Mitico attraversare il Tempo per intervenire in varie storie umane su ordine degli dei. E' il primo e deve necessariamente introdurre il personaggio e l'ambientazione, lasciando poco spazio per una storia complessa. Il racconto si legge bene e scorre con pochi problemi, a parte una certa mia avversione per la tendenza di Girola ad usare uno stile ampolloso simil-antico in certe situazioni, ma il contenuto non è particolarmente ricco, e c'è da sperare di meglio per gli episodi successivi.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
martedì 3 giugno 2014
DD1 Ignition - Continuiamo a parlare di autopubblicati
Avevo incominciato a parlare degli autopubblica in un vecchio post, poi ho anche incominciato a presentarne qualcuno che mi era sembrato meritare. Continuo ora questa iniziativa parlando di un altro autopubblicato, e questa volta di un vero romanzo, primo volume di una trilogia.
Questo romanzo presenta anche molti difetti, secondo me, ma si fa leggere con una ragionevole fluidità e riesce ad imbastire una storia che ti lascia il desiderio di conoscere il seguito.
Nella speranza che nei romanzi successivi vengano smussati o addirittura eliminati certi elementi che rendono impacciata la lettura, potete trovare una presentazione un poco più completa qui.
Questo romanzo presenta anche molti difetti, secondo me, ma si fa leggere con una ragionevole fluidità e riesce ad imbastire una storia che ti lascia il desiderio di conoscere il seguito.
Nella speranza che nei romanzi successivi vengano smussati o addirittura eliminati certi elementi che rendono impacciata la lettura, potete trovare una presentazione un poco più completa qui.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
horror,
recensioni,
steampunk
sabato 15 febbraio 2014
I Mecha di Napoleone III
In un post precedente, in cui incominciavo una discussione su un fenomeno che si sta sviluppando in questi giorni, e cioè di autori di romanzi, ma anche di saggi, che evitano volutamente di cercare di essere pubblicati attraverso i tradizionali canali delle Case Editrici, e scelgono invece di autopubblicarsi in formato digitale, preoccupandosi personalmente di fare un decente editing, una buona copertina e qualche marketing.
In quel post avevo messo in evidenza la difficoltà che un lettore qualsiasi incontra nel cercare di trovare nella enorme quantità di prodotti di bassissimo livello i pochi degni di essere letti. Avevo anche accennato al fatto che il passaparola può essere utile, anche se vede un grosso limite nell'abitudine di certi gruppi di autori di autoincensarsi a vicenda. Le recensioni da parte di persone che dimostrano la propria indipendenza di giudizio, la capacità di valutare realmente la qualità degli scritti, è in questo caso davvero utile.
Senza pretendere di essere tutte le belle cose che ho detto, ma considerando che mantengo in attività una rubrica di consigli di lettura di romanzi di fantascienza e di fantasy, che compie in questo mese il suo decimo anniversario, credo di poter meritare un minimo di fiducia.
Per questo, e proprio per festeggiare il decennale di attività, ho deciso di consigliare la lettura di un paio di racconti di un autore che volutamente si limita all'autopubblicazione. I costi dei suoi racconti, quando non sono gratuiti, sono estremamente contenuti, il che aiuta al volere perlomeno farsene un'idea.
Quello che voglio consigliarvi di leggere sono due racconti ucronici, di una realtà alternativa, che fanno parte di un progetto più ampio, denominato Risorgimento di Tenebra, che vede la partecipazione di diversi autori e che comporta la riscrittura delle vicende del nostro Risorgimento in versione horror o fantascientifica.
Alessandro Girola è stato il primo degli autopubblicati che mi ha colpito per la sua capacità di scrittura che, seppure ancora bisognosa di qualche aggiustamento, è sufficientemente gradevole e corretta. Questa coppia di racconti, un racconto e un romanzo breve, presentano una storia rivisitata in cui una astronave aliena è costretta all'atterraggio sulla Terra, e il suo equipaggio si divide, per ragioni filosofiche ma anche pratiche, in due parti. La maggior parte di loro appoggia l'impero austroungarico aiutandolo nella sua guerra contro la nascente Germania e contro la Francia e l'Italia. Un gruppo minoritario si trasferisce invece nel giovane Regno d'Italia cercando di potenziarne le capacità belliche. Con più che evidenti richiami alla saga dell'Invasione di Turtledove, e ai vecchi cartoni dei "robottoni" giapponesi, Girola riesce a presentarci una storia che scorre piacevolmente.
Il limite della dimensione narrativa impedisce una completa presentazione della storia alternativa, e anche una completa descrizione dei personaggi. Sarebbe il caso che Girola superasse le ragioni, del tutto ragionevoli, che al momento lo limitano nell'ampiezza della narrazione, ed affrontasse l'impegno di un romanzo completo.
In ogni caso, con tutti i suoi limiti che ho descritto nel mio invito alla lettura, è un autore che si eleva decisamente al di sopra del livello di rumore caotico tipico dell'ambiente, e che quindi credo davvero meriti di essere letto.
In quel post avevo messo in evidenza la difficoltà che un lettore qualsiasi incontra nel cercare di trovare nella enorme quantità di prodotti di bassissimo livello i pochi degni di essere letti. Avevo anche accennato al fatto che il passaparola può essere utile, anche se vede un grosso limite nell'abitudine di certi gruppi di autori di autoincensarsi a vicenda. Le recensioni da parte di persone che dimostrano la propria indipendenza di giudizio, la capacità di valutare realmente la qualità degli scritti, è in questo caso davvero utile.
Senza pretendere di essere tutte le belle cose che ho detto, ma considerando che mantengo in attività una rubrica di consigli di lettura di romanzi di fantascienza e di fantasy, che compie in questo mese il suo decimo anniversario, credo di poter meritare un minimo di fiducia.
Per questo, e proprio per festeggiare il decennale di attività, ho deciso di consigliare la lettura di un paio di racconti di un autore che volutamente si limita all'autopubblicazione. I costi dei suoi racconti, quando non sono gratuiti, sono estremamente contenuti, il che aiuta al volere perlomeno farsene un'idea.
Quello che voglio consigliarvi di leggere sono due racconti ucronici, di una realtà alternativa, che fanno parte di un progetto più ampio, denominato Risorgimento di Tenebra, che vede la partecipazione di diversi autori e che comporta la riscrittura delle vicende del nostro Risorgimento in versione horror o fantascientifica.
Alessandro Girola è stato il primo degli autopubblicati che mi ha colpito per la sua capacità di scrittura che, seppure ancora bisognosa di qualche aggiustamento, è sufficientemente gradevole e corretta. Questa coppia di racconti, un racconto e un romanzo breve, presentano una storia rivisitata in cui una astronave aliena è costretta all'atterraggio sulla Terra, e il suo equipaggio si divide, per ragioni filosofiche ma anche pratiche, in due parti. La maggior parte di loro appoggia l'impero austroungarico aiutandolo nella sua guerra contro la nascente Germania e contro la Francia e l'Italia. Un gruppo minoritario si trasferisce invece nel giovane Regno d'Italia cercando di potenziarne le capacità belliche. Con più che evidenti richiami alla saga dell'Invasione di Turtledove, e ai vecchi cartoni dei "robottoni" giapponesi, Girola riesce a presentarci una storia che scorre piacevolmente.
Il limite della dimensione narrativa impedisce una completa presentazione della storia alternativa, e anche una completa descrizione dei personaggi. Sarebbe il caso che Girola superasse le ragioni, del tutto ragionevoli, che al momento lo limitano nell'ampiezza della narrazione, ed affrontasse l'impegno di un romanzo completo.
In ogni caso, con tutti i suoi limiti che ho descritto nel mio invito alla lettura, è un autore che si eleva decisamente al di sopra del livello di rumore caotico tipico dell'ambiente, e che quindi credo davvero meriti di essere letto.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
mercoledì 1 gennaio 2014
The Dragon's Path
Il primo volume di una pentologia in corso di scrittura, il cui quarto volume è previsto in questo anno, con il titolo collettivo The Dagger and the Coin, con chiara indicazione dei poteri che si scontrano e si bilanciano.
Dopo The Long Price Quartet, Daniel Abraham apre un mondo completamente nuovo, e ancora una volta con poco a che vedere con il fantasy classico. Ritornando a firmare con il suo nome, e quindi libero da collaborazioni o commistioni, Abraham presenta un'ambientazione in cui convivono un discreto numero di razze umane, che la leggenda dice essere state create dai draghi, che dominavano il mondo, a partire dalla razza umana base. Scomparsi i draghi, per ragioni non chiare ma sicuramente favorite dalla guerra tra di loro, il mondo si è evoluto lentamente, in millenni di storia, in una struttura semifeudale in cui il potere militare e quello economico, dei commerci e delle banche che li favoriscono, si contendono il controllo politico. Questo primo volume è introduttivo, ma già presenta molti personaggi essenziali della vicenda, e i personaggi sono l'aspetto principale, anche più della splendida ambientazione.
Un inizio decisamente positivo, che fa ben sperare per il seguito. E' la mia presentazione per il mese di Gennaio 2014.
Dopo The Long Price Quartet, Daniel Abraham apre un mondo completamente nuovo, e ancora una volta con poco a che vedere con il fantasy classico. Ritornando a firmare con il suo nome, e quindi libero da collaborazioni o commistioni, Abraham presenta un'ambientazione in cui convivono un discreto numero di razze umane, che la leggenda dice essere state create dai draghi, che dominavano il mondo, a partire dalla razza umana base. Scomparsi i draghi, per ragioni non chiare ma sicuramente favorite dalla guerra tra di loro, il mondo si è evoluto lentamente, in millenni di storia, in una struttura semifeudale in cui il potere militare e quello economico, dei commerci e delle banche che li favoriscono, si contendono il controllo politico. Questo primo volume è introduttivo, ma già presenta molti personaggi essenziali della vicenda, e i personaggi sono l'aspetto principale, anche più della splendida ambientazione.
Un inizio decisamente positivo, che fa ben sperare per il seguito. E' la mia presentazione per il mese di Gennaio 2014.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
libri,
recensioni
venerdì 6 dicembre 2013
Throne of the Crescent Moon
Il romanzo che propongo per il mese di dicembre è Throne of the Crescent Moon, di Saladin Ahmed. Un fantasy che è il primo romanzo scritto dall'autore, già noto per alcuni racconti, e che dovrebbe essere l'inizio di una serie. E' stato nominato sia per l'Hugo che per il Nebula, e ha vinto il premio Locus per il miglior primo romanzo.
Non è un capolavoro, ma è di lettura piacevole e rappresenta una ventata di aria fresca specialmente per la sua ambientazione "arabizzante", con l'intero repertorio dei mostri e miracoli che si possono immaginare. I personaggi sono caratterizzati con sufficienza, ma pagano pegno allo sviluppo della storia, che è la parte privilegiata.
Qualche deus ex machina di troppo dimostra che la mano nel gestire la storia stessa non è ancora del tutto salda. Bisognerà aspettare il seguito per un giudizio più definitivo.
Non è un capolavoro, ma è di lettura piacevole e rappresenta una ventata di aria fresca specialmente per la sua ambientazione "arabizzante", con l'intero repertorio dei mostri e miracoli che si possono immaginare. I personaggi sono caratterizzati con sufficienza, ma pagano pegno allo sviluppo della storia, che è la parte privilegiata.
Qualche deus ex machina di troppo dimostra che la mano nel gestire la storia stessa non è ancora del tutto salda. Bisognerà aspettare il seguito per un giudizio più definitivo.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
mercoledì 6 novembre 2013
La Paura del Saggio
Secondo episodio della saga Le Cronache dell'Assassino del Re, di Patrick Rothfuss. Dopo Il Nome del Vento, primo episodio della saga e suo romanzo d'esordio, Rothfuss si è forse fatto prendere la mano dalla sua facilità di scrittura, dalla sua narrazione evocativa, e ha scritto un volume di 1200 pagine in cui alcuni episodi sono stiracchiati oltre il necessario.
Rimane un romanzo di alto livello ma, in attesa del terzo e conclusivo capitolo, leggermente inferiore al primo.
Una presentazione un poco più dettagliata può essere trovata nei miei Consigli di Lettura mensili.
Rimane un romanzo di alto livello ma, in attesa del terzo e conclusivo capitolo, leggermente inferiore al primo.
Una presentazione un poco più dettagliata può essere trovata nei miei Consigli di Lettura mensili.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
sabato 19 ottobre 2013
Benvenuti nel mondo degli autopubblicati
Con questo post voglio solo introdurre il
tema e fare qualche considerazione derivata dalla mia esperienza di questi
anni. Su questo argomento ci sono ampie discussioni in rete, e mi guardo bene
dal volerle riassumere qui, né al momento voglio prendere una esplicita
posizione sul problema, a parte per le esperienze personali che illustrerò. E’
certo un tema su cui penso di ritornare.
Da diversi anni in campo internazionale, e
più di recente anche in Italia, si sta diffondendo l’uso dei libri elettronici,
gli ebook. La loro diffusione, inizialmente molto temuta dagli editori
tradizionali di libri di carta, non ha invece comportato una proporzionale
riduzione della vendita di questi ultimi, risultando alla fine in un incremento
delle vendite totali. Questo concetto non è stato ancora capito dagli editori
italiani, che si sono arroccati in una difesa ad oltranza, boicottando gli
ebook in ogni modo, ad incominciare dal prezzo di vendita, di poco inferiore al
cartaceo e spesso superiore, in presenza di particolari campagne di sconti. Ma
non è questo l’argomento di questo post, anche se meriterebbe una discussione
approfondita.
La nascita di questa tecnologia e il
contemporaneo sviluppo delle librerie on-line, naturalmente attrezzate per la
loro vendita, ha ovviamente comportato, in poco tempo, l’apparizione di libri
editi esclusivamente in formato elettronico. A parte piccoli problemi di
formato, soprattutto per la volontà di Amazon di mantenere ad ogni costo un
formato proprietario per tutti gli ebook venduti sulla sua piattaforma, e la
frequente presenza, ossessiva in Italia, dei cosiddetti Digital Rights
Management (DRM), cioè una limitazione inserita nel file digitale per impedirne la
diffusione, analogo al fallimentare controllo di riproduzione per i CD
musicali, la diffusione degli ebook è stata travolgente.
Poiché la produzione di un ebook è tutto
sommato semplice, ad iniziare dagli Stati Uniti si sono incominciati a
moltiplicare degli autori che hanno completamente saltato il passaggio da un
Editore ufficiale, mettendo direttamente in vendita il proprio ebook su delle
librerie on-line disposte ad ospitarli in cambio di una percentuale del prezzo.
Non stiamo parlando di piccoli siti sconosciuti, ma di Amazon stessa che è stata
proprio l’iniziatrice di tutta la faccenda. Il vantaggio da parte dello
scrittore è un guadagno decisamente maggiore, anche in presenza di un prezzo di
vendita molto minore del cartaceo, per l’alta percentuale sul prezzo stesso e
la possibilità, nei casi più fortunati, di grossi volumi di vendita.
Non voglio qui entrare nella discussione
su vantaggi o svantaggi di questa scelta per lo scrittore, perché il tema è
complesso, ma voglio velocemente invece arrivare al punto che mi interessa di
più ora, e cioè il significato di questo nuovo fenomeno per il lettore,
specialmente il lettore italiano di letteratura fantastica.
Il primo vantaggio per il lettore è
sicuramente il prezzo, perché il costo delle opere autopubblicate è normalmente
molto basso, e spesso sono distribuiti inizialmente del tutto gratis.
Il primo svantaggio è ovviamente che si
tratta di opere praticamente “scritte come vengono” con scarso o nullo lavoro
di editing, di prelettura da parte di terzi e revisione assistita. Strafalcioni
grammaticali e refusi vari sono la norma. Ma è uno svantaggio piuttosto
limitato, perché ormai anche le maggiori Case Editrici hanno ridotto al minimo,
e spesso annullato del tutto, l’editing professionale sulle opere pubblicate.
Spesso si trovano refusi che anche un semplice correttore automatico avrebbe
dovuto segnalare.
C’è però un altro svantaggio che deve
essere preso in considerazione: è ben noto che in Italia ci sono più
(aspiranti) scrittori che lettori, e la possibilità di eliminare il filtro
rappresentato dalle scelte delle Case Editrici ha di fatto trasformato quella
che era solo un’aspirazione in una realtà concreta.
In prima approssimazione non vi è stato un
peggioramento qualitativo, e mi riferisco solo al settore del fantastico,
perché ultimamente le scelte editoriali erano state di puntare ad un pubblico
di lettori casuali, facilmente influenzabile da mode e belle copertine,
dall’età sempre minore degli pseudo-scrittori di turno, ma la valanga di ebook
di fantascienza, horror, fantasy, urban romance (i vampiri brilluccicosi) etc è
tale che è addirittura impossibile seguirne l’apparizione, non dico leggerli.
Se volete un’idea dei numeri in questione
date un’occhiata a questa recente pagina FaceBook dove da pochissimi giorni si
presentano con le loro opere autori italiani del genere fantastico. Almeno
quelli che hanno saputo dell’iniziativa.
Schiacciati dal numero esorbitante,
diventa difficile scegliere, perché per fortuna tra questi c’è anche chi sa
scrivere, chi ha delle belle idee, chi sa sviluppare delle storie… e qualche
volta chi sa fare tutte e tre le cose…
Prima di aver fatto una ragionevole
esperienza, aver potuto selezionare qualche autore che merita, bisogna
inevitabilmente leggere delle grandi stupidaggini, il più delle volte scritte
male, senza alcuna competenza stilistica, e questa ricerca, anche se non costa
molti soldi, costa però un mucchio di tempo, che deve essere tolto a quello
dedicato a leggere degli ottimi romanzi pubblicati da case editrici estere, ben
selezionati, con un editing professionale e anche molto divertenti.
Per fare due esempi, ero stato
piacevolmente sorpreso da New Babel di Laura Schirru, un ebook distribuito
gratuitamente, da alcuni racconti di Alessandro Girola, di cui non ho ancora
parlato, ma succede anche di incontrare cose come il recente Epopea dellaColonizzazione – Fase Uno di F. V. Ottavian (credo uno pseudonimo) che dovrebbe
essere il primo di una serie ma dimostra solo l’incapacità dell’autore a
narrare decentemente una storia.
Per riassumere il discorso, se l’autopubblicazione
ha permesso a molti autori di superare i limiti spesso corporativi se non
nepotistici delle Case Editrici ufficiali, in Italia la loro massa è tale che
trovare le poche perle nel montone di rifiuti è davvero problematico.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
mercoledì 9 ottobre 2013
Cosa è successo nel frattempo
Dato il lungo intervallo in cui non ho postato niente in questo blog, invece di fare tanti post per recuperare il passato, cerco di riassumere in un unico post quello che ho fatto in questo periodo. Ovviamente i pensieri, le considerazioni, le imprecazioni e gli insulti che hanno avuto origine a vario titolo in questo periodo sono andati definitivamente persi.
Per quanto riguarda il pane non ci sono state molte novità, un poco per il periodo estivo che non permette una panificazione facile in assenza di cella di lievitazione, e un poco perché sto mettendo a punto qualche ricetta piuttosto restia a farsi controllare.
L'unica cosa nuova è stata la ricetta definitiva delle Batard al Farro Integrale, che entra ufficialmente tra i miei standard.
Ho però aggiunto due nuove pagine sulle tecniche: la Cottura del Pane e I Miglioranti. La prima è un'esposizione semplice ma credo scientificamente corretta dei processi chimici e fisici che avvengono durante la cottura. La seconda è un'illustrazione di alcuni composti del tutto naturali e spesso usati per ragioni salutistiche che possono essere utilizzati nella preparazione del pane per dare qualche vantaggio strutturale.
Ho invece letto e presentato diversi romanzi di fantascienza e di fantasy.
Incominciando da una recensionecompleta, non un semplice invito di lettura del romanzo di Neal Stephenson Cryptonomicon. Un romanzo che sfugge una facile definizione di genere e che rappresenta la prima opera non post-cyberpunk di Stephenson. Un romanzo che rappresenta ancora uno sviluppo della tecnica narrativa di questo grande scrittore, con molti difetti, ma che deve assolutamente essere letto.
Poi diversi Consigli di Lettura mensili:
Un consiglio non molto positivo per l'ultima opera pubblicata in Italia di Andrzej Sapkowskj, Il Tempo della Guerra
Un ottimo thriller fantascientifico, ultima opera di Greg Bear: Hull Zero Three
Il ricordo di un vecchio romanzo di Michael Moorcock: Il Mastino della Guerra
Ma sono già pronti gli inviti alla lettura per i prossimi mesi, e una nuova recensione.
Spero anche di tenere vivi gli interventi sui fatti policici e culturali dell'attualità.
Per quanto riguarda il pane non ci sono state molte novità, un poco per il periodo estivo che non permette una panificazione facile in assenza di cella di lievitazione, e un poco perché sto mettendo a punto qualche ricetta piuttosto restia a farsi controllare.
L'unica cosa nuova è stata la ricetta definitiva delle Batard al Farro Integrale, che entra ufficialmente tra i miei standard.
Ho però aggiunto due nuove pagine sulle tecniche: la Cottura del Pane e I Miglioranti. La prima è un'esposizione semplice ma credo scientificamente corretta dei processi chimici e fisici che avvengono durante la cottura. La seconda è un'illustrazione di alcuni composti del tutto naturali e spesso usati per ragioni salutistiche che possono essere utilizzati nella preparazione del pane per dare qualche vantaggio strutturale.
Ho invece letto e presentato diversi romanzi di fantascienza e di fantasy.
Incominciando da una recensionecompleta, non un semplice invito di lettura del romanzo di Neal Stephenson Cryptonomicon. Un romanzo che sfugge una facile definizione di genere e che rappresenta la prima opera non post-cyberpunk di Stephenson. Un romanzo che rappresenta ancora uno sviluppo della tecnica narrativa di questo grande scrittore, con molti difetti, ma che deve assolutamente essere letto.
Poi diversi Consigli di Lettura mensili:
Un consiglio non molto positivo per l'ultima opera pubblicata in Italia di Andrzej Sapkowskj, Il Tempo della Guerra
Un ottimo thriller fantascientifico, ultima opera di Greg Bear: Hull Zero Three
Il ricordo di un vecchio romanzo di Michael Moorcock: Il Mastino della Guerra
Ma sono già pronti gli inviti alla lettura per i prossimi mesi, e una nuova recensione.
Spero anche di tenere vivi gli interventi sui fatti policici e culturali dell'attualità.
Etichette:
cronaca,
fantascienza e fantasy,
pane fatto in casa
venerdì 31 maggio 2013
Nata dal Vulcano
Cercando di mettere ordine nelle migliaia di ebook che possiedo, sono capitato sui romanzi di Tanith Lee, molti dei quali giacciono anche in forma cartacea nella mia libreria e che non avevo più riletto dopo la prima volta.
Il ricordo che ne avevo non era molto positivo, nonostante la fama che l'autrice si era conquistata anche in Italia.
Per cercare di capire perché avessi un ricordo del genere, ho riletto questo Nata dal Vulcano che è stato il suo primo successo editoriale.
Il romanzo è scritto estremamente male, e solo la mia incapacità di capire questa semplice verità quando l'ho letto la prima volta molti anni fa mi aveva lasciato una impressione solo parzialmente negativa.
Un commento più articolato è leggibile sul mio sito.
Il ricordo che ne avevo non era molto positivo, nonostante la fama che l'autrice si era conquistata anche in Italia.
Per cercare di capire perché avessi un ricordo del genere, ho riletto questo Nata dal Vulcano che è stato il suo primo successo editoriale.
Il romanzo è scritto estremamente male, e solo la mia incapacità di capire questa semplice verità quando l'ho letto la prima volta molti anni fa mi aveva lasciato una impressione solo parzialmente negativa.
Un commento più articolato è leggibile sul mio sito.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy,
recensioni
lunedì 4 marzo 2013
Embassytown di China Miéville
Dopo l'eccellente trilogia del Bas-Lag, e specialmente con il suo primo episodio Perdido Street Station, che mi aveva veramente entusiasmato nonostante i suoi difetti stilistici, ritorno a leggere un romanzo di China Miéville, e questa volta il suo primo romanzo di fantascienza.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
recensioni
giovedì 13 dicembre 2012
The White Rose
The White Rose è il terzo volume della serie The Black Company, di cui ho già commentato il primo romanzo.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
lunedì 19 novembre 2012
The Black Company
The Black Company è il primo romanzo di una serie che, a partire dal lontano 1984, è arrivata a 10 volumi, e altri due sono annunciati.
E' una serie che ha avuto un successo non altissimo ma continuo, con un gran numero di affezionati che li hanno letti tutti.
Il genere è quello definito Dark Fantasy, in cui stregonerie malvage, mostri di vario genere e cattivi potentissimi dominano la scena in atmosfere cupe e tenebrose. Apparentemente però la fama della serie sembra dovuta maggiormente all'avere al centro della narrazione le vicende di una compagnia mercenaria, tanto da essere stata anche chiamata il primo esempio di Fantasy Militare.
Come ho detto nella mia presentazione, questo primo romanzo mi lascia molto perplesso, perchè mi sembra raggiungere a malapena la sufficienza e non riesco a capire le ragioni del suo successo.
Probabilmente solo dalla lettura del seguito riuscirò a risolvere quello che al momento è un grosso dubbio.
E' una serie che ha avuto un successo non altissimo ma continuo, con un gran numero di affezionati che li hanno letti tutti.
Il genere è quello definito Dark Fantasy, in cui stregonerie malvage, mostri di vario genere e cattivi potentissimi dominano la scena in atmosfere cupe e tenebrose. Apparentemente però la fama della serie sembra dovuta maggiormente all'avere al centro della narrazione le vicende di una compagnia mercenaria, tanto da essere stata anche chiamata il primo esempio di Fantasy Militare.
Come ho detto nella mia presentazione, questo primo romanzo mi lascia molto perplesso, perchè mi sembra raggiungere a malapena la sufficienza e non riesco a capire le ragioni del suo successo.
Probabilmente solo dalla lettura del seguito riuscirò a risolvere quello che al momento è un grosso dubbio.
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
domenica 4 novembre 2012
The Price of Spring
The Price of Spring è il quarto e conclusivo capitolo della saga The Long Price Quartet di Daniel Abraham. Una splendida storia fantasy che trova in questo volume una conclusione soddisfacente, in linea con la filosofia dell'intera narrazione, per cui le buone intenzioni fin troppo spesso portano a dolori più grandi di quelli che vorrebbero sanare. Ma alla fine un minimo di speranza di poter ottenere un mondo migliore sembra nascere dai sacrifici dei protagonisti.
Qualche parola in più qui
Qualche parola in più qui
Etichette:
fantascienza e fantasy,
fantasy
Iscriviti a:
Post (Atom)























