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venerdì 19 settembre 2014

L1L0, un bel racconto e un'occasione per delle considerazioni

Ho letto questo bel racconto Steampunk, pubblicazione gratuita della Antonio Tombolini Editore nella collana Vaporteppa (che è l'italianizzazione steampunk del termine Steampunk). Ne ho parlato nella mia rubrica cosaleggo, ma qui voglio ampliare le considerazioni che la vicenda di quel racconto mi aveva portato a fare e che avevo già espresso brevemente e magari anche un poco polemicamente in quel commento.
Come avevo detto, questo racconto era stato presentato per un concorso indetto da Il Duca di Baionette sul suo blog, ed era anche risultato vincitore. Diverse vicissitudini avevano impedito la pubblicazione dei racconti ritenuti adatti dopo una loro revisione. Marco Carrara, che è Il Duca di Baionette, è ora diventato il curatore della collana Vaporteppa, e alcuni di quei racconti, dopo profonda revisione, sono stati pubblicati, o lo saranno a breve, in questa collana.
Io ho letto L1L0 sia nella versione originale che in quella attuale, e posso dire che il lavoro di editing che Marco Carrara ha fatto è stato davvero efficace, e ora il racconto non sfigurerebbe nemmeno su riviste anglosassoni. È un racconto leggero e divertente, ma ora è scritto davvero bene, si legge senza alcun intoppo e scorre piacevole sino alla fine.
L'editing, questo è il problema che tutti gli autopubblicati hanno, nessuno escluso, come ho spesso sottolineato nel commento alle diverse opere di cui ho parlato. Per qualcuno il problema è grave ed avrebbero bisogno di un editing molto profondo, che coinvolga anche la gestione della storia, e non solo gli aspetti formali, per altri si tratterebbe solo di smussare ruvidezze, piccoli errori ma irritanti per il lettore, in ogni caso al momento non ho ancora incontrato un'opera autopubblica che non godrebbe di un buon miglioramento da un editing adeguato.
Questo perché quasi sempre, e nei casi migliori, quello che viene definito "editing" si limita alla lettura critica da parte di uno o più amici, che però non hanno la necessaria contrapposizione di interessi da poter davvero imporre le correzioni eventualmente ritenute necessarie, ammesso pure che abbiano le capacità di riconoscerle. Se sono anche loro degli scrittori autoprodotti o aspiranti tali, la possibilità che soffrano degli stessi limiti di giudizio degli autori di cui dovrebbero fare editing è estremamente alta.
Un secondo elemento che mi colpisce, e questa volta anche un po' personalmente, è il fatto che la maggioranza di questi "scrittori" non ama molto le critiche alla loro tecnica narrativa, anche quando ben documentata, arrivando a ritenere che l'unico compito di un lettore sia di dire se la lettura gli è piaciuta o meno, ovviamente senza capire il perché. Che a sostenere questa bestialità siano anche autori che stimo, di cui compero e leggo le opere, mi irrita ancora di più, e mi fa pensare che sia una autodifesa preventiva alla loro vera incapacità di gestire professionalmente la scrittura, perché io ritengo sia non solo diritto, ma addirittura dovere di un lettore il capire perché, per quali ragioni, nella struttura e nella trama di una narrazione, la narrazione stessa gli piace o non gli piace.
Ritengo quindi importante far notare come Marco Carrara, il Duca di Baionette, abbia sempre espresso molto chiaramente, con fermezza e anche molto folclore, le sue idee su come debba essere strutturata una narrazione di genere, e per questo è ritenuto uno dei peggiori talebani delle cosiddette regole, che poi regole non sono ma solo consigli basati sull'esperienza e il buon senso e ampiamente diffusi nel mondo anglosassone, dove sono date per scontate. Ma è proprio Marco Carrara, il talebano, che ha migliorato in modo significativo il racconto L1L0 con il suo lavoro di editing insieme all'autore, a dimostrazione che certe regole, se applicate con la consapevolezza del loro significato generale, portano davvero ad un prodotto migliore, e se i lettori diventano più consapevoli del perché molti dei romanzi che gli vengono proposti sono delle vere schifezze, il mondo inflazionato degli aspiranti scrittori italiani non ne potrà che avere un grosso vantaggio.

mercoledì 20 novembre 2013

La Classe Dirigente che si autoassolve

Quindi il PD non voterà la sfiducia alla Cancellieri, perché per Letta sarebbe equivalso ad un voto di sfiducia al governo, e tutti hanno accettato questa assurda equivalenza. Anche Civati ha ritirato la mozione di sfiducia.
E la Cancellieri dichiara che "si difenderà sino all'ultimo", altro che dimissioni.
Come avevo già detto nel post precedente, ci sono situazioni che non hanno rilevanza penale, o magari la hanno ma non può essere dimostrata, ma che hanno enorme rilevanza politica e dovrebbero portare a delle ovvie conseguenze.
Ogni persona può intrattenere rapporti di amicizia con esponenti del mondo finanziario-imprenditoriale, anche se parte di quella zona grigia che separa la legalità dall'illegalità, e che è spesso illegalità non provata. Ma se hai un ruolo istituzionale, di difesa dello Stato, e "vieni beccata" a telefonare a persone ufficialmente indagate per reati gravi, nei cui riguardi "ti metti a disposizione" per fare qualcosa che potrebbe anche alla fine essere niente, in qualunque paese occidentale ti devi dimettere. E senza nemmeno discutere.
Barbara Spinelli, in un articolo su Repubblica oggi mette proprio in evidenza come la responsabilità politica e l'intransigenza nei suoi riguardi sia stata essenziale in Germania per uscire dallo scandalo che travolse anche Schröder, e lo stesso è valso per il Watergate americano.
In Italia abbiamo invece una classe dirigente che tende ad autoassolversi sempre e comunque, rifiutandosi di lasciare i posti di potere anche dopo la condanna di tre diversi gradi di giudizio.
Poi ci si chiede perché il Paese non sembra in grado di uscire dal baratro politico-economico in cui sta precipitando.
In questa situazione, il populista Grillo, pesantemente sconfitto nelle regionali in Basilicata, non può che ringraziare la Cancellieri, Letta e tutto il PD.

domenica 17 novembre 2013

Perché la Cancellieri si sarebbe dovuta dimettere

Perché la Cancellieri si sarebbe dovuta dimettere (secondo me)?
La risposta breve è perché l’hanno beccata.
La risposta lunga è lunga, perché in Italia gli aspetti più banali non sono mai tali, e specialmente nella politica è veramente difficile far diventare la responsabilità personale un elemento significativo.
Per cercare di chiarire la risposta lunga, partiamo da un elemento che non è discutibile: la Cancellieri è amica dei Ligresti, lo è in modo abbastanza stretto, ed esistono evidenze di passati favori reciproci. Niente di serio e senza significati penali, ma indicatori di una buona conoscenza reciproca.
E veniamo ad uno dei punti principali: si possono avere dubbi che la famiglia Ligresti abbia avuto, nei lunghi anni di successo economico, anche comportamenti legalmente, ma soprattutto moralmente, discutibili? Due fratelli siciliani arrivati al nord senza evidenti capacità economiche, con attività inizialmente banali, sono in pochi anni diventati, entrambi e in modo diverso ma complementare, proprietari di imperi economici. Il farmacista diventato proprietario di una serie di cliniche private, tra cui le più prestigiose della Lombardia (io ho subito un intervento piuttosto complesso in una di queste, e ho potuto conoscerla bene), ed il fratello che diventa uno degli uomini più facoltosi e potenti d’Italia. Un poco come Berlusconi che però, non essendo siciliano, l’aggancio con la Sicilia ha dovuto crearlo per interposta persona.
Così come è chiaro (tranne che alla magistratura) come ha fatto Berlusconi a “trovare” i capitali necessari alla sua crescita economica, i sospetti su pratiche analoghe per i fratelli Ligresti di fatto si sprecano. Sospetti, mai certezze, ma dalle inchieste che hanno portato alle accuse di questi giorni all’intera famiglia risulta anche che certe “pratiche gestionali” al limite della correttezza, e forse solo formalmente corrette, e magari anche no, sono state usate da tempo.
Una persona con un grosso ruolo istituzionale, come era al tempo la Cancellieri, con le competenze che sicuramente ha, e con la familiarità che ha dimostrato di avere con i Ligresti doveva sicuramente essere ben conscia di cosa succedeva e di come tanta ricchezza era ottenuta. Mi rifiuto di pensare che la Cancellieri fosse tanto ottusa solo su questo argomento.
D’altra parte le amicizie potenti, a cui magari chiedere un piccolo, piccolissimo favore quando necessario, da restituire ovviamente quando possibile, non hanno mai fatto male, anzi in Italia sono praticamente la condizione necessaria per poter entrare, e rimanere, in certi ambienti. Il concetto normalmente ritenuto corretto è che se non si viola apertamente la legge, tutto è permesso.
Anche nelle altre democrazie occidentali questi rapporti sono all’ordine del giorno, perché un ceto sociale (non uso la parola “classe” perché non proprio adatta in questa situazione, ma è come se l’avessi usata) si identifica non solo per il proprio ruolo economico ma anche per le proprie relazioni sociali. Quella che è normalmente chiamata “classe dirigente”, anche se non è una vera classe, si identifica in modo particolare per l’interconnessione di favori, di rapporti di amicizia, e di intrecci di interesse. Il che non impedisce certo l’esistenza di guerre feroci e di tradimenti repentini. Però il rapporto familiare con le sue amicizie dirette normalmente è un elemento particolarmente forte, specialmente in Italia.
Ma se questi rapporti esistono anche all’estero, perché ci lamentiamo del caso Cancellieri?
Perché nelle altre democrazie occidentali questi rapporti esistono, ma alcuni di questi sono considerati ufficialmente scorretti, come nel caso di una persona con ruoli politici istituzionali rispetto ad interessi privati che possono configgere con l’interesse pubblico. In casi del genere, anche se si sa che vecchi rapporti di amicizia ci possono ancora essere, è ritenuto estremamente scorretto farsi beccare in un evidente favoritismo. Il politico trovato a fare una cosa del genere normalmente non aspetta il giudizio formale dei suoi pari, che sarebbe d’altronde scontatissimo, ma generalmente si dimette prima ancora di essere messo sotto accusa.
Questa è la garanzia di un buon funzionamento delle istituzioni anche in presenza di rapporti personali che indubbiamente ci sono e non possono essere improvvisamente cancellati: quando una persona è chiamata a compiti istituzionali al di sopra delle parti, i suoi rapporti di amicizia devono necessariamente essere abbassati sotto una soglia di osservabilità piuttosto rigorosa. Se poi ti beccano con anche solo un dito nel vasetto della marmellata, fai il piacere di ringraziare tutti per la fiducia che ti era stata data e te ne torni a casa.
Questo era quello che avrebbe dovuto fare la Cancellieri, se fosse stata persona d’onore, orgogliosa del proprio ruolo e convinta di averlo meritato per la propria capacità.
Se invece pensa che a una come lei è permesso di privilegiare le amicizie rispetto al dovere, che telefonare a persone inquisite per reati gravi e quindi con altissima probabilità sottoposti a controllo telefonico, e “mettersi a disposizione” per aiutare in qualche modo sia un’azione legittima e non invece moralmente criticabile, anche se senza azioni conseguenti illegali, allora non merita nemmeno più il diritto di dimettersi, ma va esonerata e basta.

In ogni caso è un ottimo (anche se brutto) esempio dei problemi che affliggono la nostra incapace “classe dirigente” e che stanno portando il paese alla rovina.

martedì 22 ottobre 2013

A proposito di Stamina: dieci domande alle Iene

Il mio blog può contare, nei momenti fortunati, un numero di lettori da prefisso telefonico, per cui quello che sto per fare potrebbe sembrare patetico.
Ma lo faccio lo stesso, perché ogni goccia può essere utile.
Questa è un'iniziativa nata in un Gruppo Facebook: Dibattito Scienza, che già si era fatto sentire alle ultime elezioni. E' un post collettivo, fatto contemporaneamente da diversi blogger che sono famosi divulgatori scientifici, a diverso titolo.
Io copio-incollo la versione di Marco Cattaneo, Direttore della rivista Le Scienze e che si trova in originale qui.

Dal 17 febbraio scorso, la trasmissione televisiva Le Iene ha contribuito con numerosi servizi di Giulio Golia a portare sotto i riflettori il caso Stamina, mostrando alcuni piccoli pazienti sottoposti al trattamento, mettendo in evidenza la sofferenza delle famiglie e sollevando ripetutamente la questione della somministrazione di cure compassionevoli. Tutto questo anche dopo le critiche di gran parte della comunità scientifica, dopo le accuse di frode scientifica emerse da un articolo di «Nature» sulla questione relativa alle domande di brevetto, dopo il pronunciamento del comitato istituito dal Ministero della Salute e la cancellazione della sperimentazione annunciata dallo stesso ministro Beatrice Lorenzin.
Per tutte queste ragioni, e perché ci sono ancora molti punti oscuri in tutta la vicenda, con un gruppo di blogger e giornalisti scientifici abbiamo avvertito il bisogno di porre alcune domande all’autore dei servizi e alla redazione della trasmissione. (Alla stesura di queste domande hanno contribuito Alice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari e il sottoscritto. Un grazie per i suggerimenti a Letizia Gabaglio.)


1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?

3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere? 

7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

Vediamo se, e cosa, sono capaci di rispondere...

giovedì 17 ottobre 2013

Non sono disposti nemmeno a fare finta

La Legge di Stabilità che è stata messa a punto in questi giorni sta già facendo morti e feriti.
Monti si è dimesso da Presidente di Scelta Civica, partito che ha fondato con grandi speranze di ricreare un Grande Centro e sconfitto inizialmente dagli elettori e ora dai vari Casini e Mauro, esponenti dei soliti vecchi potentati cattolici.
Fassina, dopo aver fatto alcune dichiarazioni piuttosto critiche sulla Legge di Stabilità, “sembra” intenzionato a dimettersi dal governo, ed Epifani “sembra” dargli ragione.
Il risultato degli infiniti compromessi che hanno portato a questa legge apparentemente sta scontentando tutti, con Berlusconi che, come al solito preoccupato solo dei suoi fatti personali, dopo aver scatenato i vari Brunetta contro la concorrenza della RAI, ora minaccia di far cadere il governo se non viene salvato da altre condanne in arrivo.
Mi sembra evidente che un governo che accetti di eliminare l’IMU su tutte le prime case (tranne quelle classificate A1 o A10) e di innalzare l’IVA al 22%, che poi per trovare le risorse necessarie è costretto a tagliare indiscriminatamente il trasferimento alle regioni, causando ovviamente l’aumento delle tasse locali, ad introdurre una nuova tassa sui Servizi Essenziali comunali, che praticamente equivale all’IMU ma non ha lo stesso significato patrimoniale e non colpisce nello stesso modo, a bloccare l’adeguamento all’inflazione a buona parte dei pensionati, a bloccare per altri due anni gli stipendi del pubblico impiego e a limitarne ancora le assunzioni anche in situazioni di carenza di organico ormai patologico, stia messo decisamente male.
C’è poi da considerare che la tanto strombazzata e “decisiva per la crescita” riduzione del “cuneo fiscale” si concretizza in un massimo aumento, per una ristrettissima fascia di reddito, di ben 24 € al mese, praticamente tutti ingoiati dall’aumento dell’IRPEF regionale nel Lazio, dove l’aumento è già stato deciso. Per tutti gli altri ci sarà una diminuizione netta.
Ma il titolo di questo post si riferisce ad un altro aspetto di cui sembra essersi persa completamente la memoria.
Qualcuno ricorda le grandi dichiarazioni per una necessaria, immediata, quasi pronta riduzione dei “costi della politica”?
Dopo alcuni scandali piuttosto spiacevoli, se ne riempivano la bocca tutti quanti, ed era una successione di proposte: riduzione del numero dei parlamentari, riduzione del loro stipendio a livello della media europea (si sarebbe dovuto dimezzarlo), eliminazione delle Province, eliminazione, o almeno fortissima riduzione, delle auto blu, riduzione del numero e dei compensi agli infiniti Presidenti e Consigli di Amministrazione delle più che infinite Società che gestiscono praticamente tutti i servizi comunali, specialmente delle grandi e medie città, senza che ci sia stato una riduzione dei dipendenti diretti.
Le soluzioni erano tante e tutte praticamente pronte per essere messe in atto.
Ne avete avuto più notizia?
Non solo non hanno ridotto di niente i costi della politica, ma non ne parlano nemmeno più, non hanno nemmeno fatto finta di fare qualcosa, tipo ridurre i rimborsi spese per i francobolli, o le spese per le carrozze a cavalli, cose come queste che non riducono niente ma possono essere usate per propaganda.
Nulla. Non è più un problema degno di interesse.
Ma il tempo e la volontà per dimezzare il massimo detraibile dall’IRPEF del premio delle Polizze Vita, attive ormai da anni e non più modificabili, invece l’hanno trovato.
Il tempo per non votare la decadenza di Berlusconi ed eliminare la sua protezione da altre accuse lo trovano sempre.
Il tempo per introdurre numeri falsi per i prossimi anni nella Legge di Stabilità, in modo che oggi appare tutto in ordine, ma domani ci dovranno essere nuove tasse e nuovi tagli lo trovano facilmente.
Solo il tempo per fare almeno finta di tagliare i costi della politica non si trova mai.

PS - Poi c'è anche chi si lamenta di essere ormai costretto a sopravvivere dolorosamente con un semplice reddito di 12.000 € al mese frutto di cumulo di pensioni pubbliche.

http://www.today.it/rassegna/ripa-di-meana-12-mila-euro-al-mese.html

Dobbiamo avere grande comprensione per questi nostri sfortunati concittadini...

venerdì 7 dicembre 2012

Brunetta a Otto e Mezzo

Onestamente non sono riuscito a capire la logica della sua presenza a questa trasmissione, a meno che non fosse un maldestro tentativo di sputtanarlo ulteriormente...
Non mi è mai piaciuto Otto e Mezzo, e mi è ancora piaciuto di meno questa sera...
D'altra parte Brunetta è una delle persone più inutili di questo mondo. Non è intelligente, anche se pensa di essere un super, e non è nemmeno divertente come pagliaccio. Non capisco perchè continuare a proporlo in TV...

giovedì 6 dicembre 2012

Ritorna Berlusconi, panico in borsa

Berlusconi dichiara di voler ricandidarsi come aspirante Primo Ministro. Il suo partito, nel senso che è suo per pura proprietà, si spacca, ma una notevole quantità di suoi mantenuti, ed aspiranti a rimanere tali, si dichiara immediatamente entusiasta della soluzione.
Il ministro Passera fa una dichiarazione in cui reputa dannoso per l'Italia questa iniziativa, dichiarazione che nessuno gli aveva chiesto di fare, ma Passera è considerato un esponente molto ubbidiente dell'Opus Dei.
Il PDL (ma solo una parte anche se significativa) decide che questa esternazione è inaccettabile e toglie la fiducia al governo Monti.
La borsa di Milano crolla, unica in tutta Europa, e lo spread dei titoli italiani rispetto ai tedeschi aumenta di nuovo.
A parte questo, la situazione economica generale rimane tranquilla, perchè la speculazione finanziaria stava abbandonando l'attacco all'Italia, e ci metterà forse qualche altra ora per decidere se riprenderlo o meno...
Tutto questo ad un osservatore neutrale dovrebbe apparire come una farsa, un gioco di ruolo, senza nessuna correlazione con la realtà, diretta invece da valori concreti, di economia, di redditi individuali decrescenti, di povertà incombente, di un futuro senza speranze...
Ma Berlusconi dice che si candida proprio per questo... e a parte i suoi mantenuti ci sono anche altri che ci credono...
Per fortuna si è appena conclusa in modo ottimale la procedura delle primarie del centrosinistra per designare il candidato di questa coalizione ad essere il prossimo Primo Ministro. Il successo dell'iniziativa ha portato molto in alto l'indice di apprezzamento di questa coalizione, a fronte inoltre dei litigi interni dell'avversario principale.
Berlusconi decide di candidarsi... e cerca ancora una volta, come ha fatto spesso nel passato, di capovolgere il tavolo delle discussioni, di apparire come il vero ed unico possibile salvatore del paese... ma credo che ormai saranno pochi a dargli fiducia, visti i tantissimi precedenti, e la declassificazione delle notizie fino ad ora secretate di molti degli errori, o meglio delle puttanate, compiute da quell'illuso megalomane.
Rimane però attivo il ricatto di dover formare un governo tecnico affidabile, magari un nuovo governo Monti, perchè serve la fiducia dei mercati internazionali.
E' un brutto ricatto, che ha dalla sua parte una forza non trascurabile, dato che sono tanti in Italia a sperare in una continuazione di un governo classista come è stato il governo Monti attualmente in carica, comprese forze non politicamente ufficiali, vero Passera?
Io spero che il risultato delle elezioni dia ampia maggioranza ad un governo Bersani, che sarà necessariamente un governo equilibrato, che terrà fede agli impegni presi, ma che magari avrà al suo interno meno membri dell'Opus Dei, e spererei anche meno esponenti della finanza vaticana.
Se succede questo, sono sicuro che staremo tutti un po' meglio...

martedì 27 novembre 2012

La sostenibilità della Sanità italiana

Il primo Ministro Monti, in una delle tante esternazioni che ultimamente gli riescono facili, anche se poi è tutto un rincorrersi a cercare di mettere pezze e/o smentire questo e quello, ha fatto la seguente affermazione

"Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento"

Da Repubblica.it

Correzioni e smentite, insieme a  interpretazioni di quali avrebbero dovuto essere le nuove modalità di finanziamento, da una totale privatizzazione della sanità a nuove tasse dedicate, si sono abbattute come uno tsunami su tutti i media.
Mi chiedo se Monti, nel pronunciare quelle parole avesse chiaro cosa stava dicendo, o stava solo parlando in libertà, proponendo un possibile, ma per lui non reale, problema.
Nel primo caso le preoccupazioni di chi vede l'ennesimo e più forte tentativo di privatizzare quella che è probabilmente la maggiore fonte di ricchezza del futuro sarebbero decisamente fondate, e quindi un deciso cambio di governo, con idee del tutto contrarie, diventerebbe essenziale.
Nel secondo caso, che personalmente non credo sia del tutto da escludere, Monti dimostra tutti i suoi limiti come politico. Chi lo consiglia, e spero ci sia qualcuno con esperienza politica addetto a quello scopo, dovrebbe assolutamente impedirgli di parlare in questo modo.
In ogni caso se ne può derivare la conclusione che il costo del nostro Sistema Sanitario Nazionale è alto, e forse troppo alto per le nostre attuali risorse. Questa sarebbe una considerazione accettabile, ovviamente di fronte a documentazione concreta e non taroccata. Ma la conseguenza sarebbe quella di trovare il modo di razionalizzare le spese in modo da ridurle senza ridurre gli effetti sui pazienti, e chiunque abbia frequentato ospedali pubblici ma anche e sostanzialmente ospedali e cliniche private sa bene che di margini di risparmio ce ne sono a iosa.
A me però preme ricordare una precedente, e di molto poco, esternazione del nostro Primo Ministro, quella che condannava l'esistenza di resistenze corporative tra gli insegnanti delle nostre scuole. In un mio precedente post avevo invitato Monti, che giustamente si lamentava dei legami corporativi ancora forti nella nostra società, ad incominciare ad agire contro quelli evidentemente più forti, quelli che condizionano la nostra economia e anche l'intera struttura sociale. Ad incominciare, ad esempio, a scardinare completamente le corporazioni dei medici e dei farmacisti, che sono anche quelle che rendono molto più costoso del necessario il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Lo vedi, Monti, che le soluzioni semplici ed efficaci esistono?
Bisogna però che attacchi i veri poteri che bloccano l'Italia, non sempre e solo i pensionati e i lavoratori senza peso contrattuale, come hai fatto in modo pesante e molto poco sociale fino ad ora...
Per non parlar della Chiesa...

martedì 23 ottobre 2012

La ciliegina sulla torta

Vittorio Grilli è sempre stato un burocrate di altissimo livello nel Ministero dell'Economia, ma ha anche continuamente cercato di crearsi ruoli più consoni alla capacità che pensa di avere. Con la piena accettazione da parte di Tremonti ha costruito quell'assurdità scientifica che è l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), diretto personalmente da lui medesimo, iperfinanziato per legge e per lunghi dieci anni, in un periodo di tagli consistenti alla ricerca e all'Università. Ci sono anche intercettazioni telefoniche che dimostrano la sua affannata ricerca di appoggi piuttosto discutibili per riuscire, per fortuna senza successo, a diventare Governatore della Banca d'Italia. Un personaggio tutto sommato che si presenta più per la sua ansia di potere che per le sue dimostrazioni di equilibrio istituzionale.
In un governo apparentemente "tecnico" che sta sempre più mostrando delle tendenze conservative, se non proprio di destra, Grilli rappresenta proprio la ciliegina sulla torta. Una torta per festeggiare il controllo della finanza sullo Stato Italiano, e per far definire questo Governo totalmente di destra. Una destra ben diversa da quella populista ed incapace di Berlusconi, ma pur sempre destra.

lunedì 22 ottobre 2012

Evacuiamo immediatamente Napoli

Dopo la sentenza che ha condannato a 6 (sei) anni di carcere con l'interdizione dai pubblici uffici (quindi dal loro posto di lavoro?) tutta la commissione Alti Rischi che, per tamponare le deliranti dichiarazioni di un tecnico elettronico, Giampaolo Giuliani, che da giorni prediceva imminenti scosse distruttive qui o là, generando il panico, aveva usato parole magari troppo tranquillizzanti, ora bisognerà trarne le vere conseguenze:
EVACUIAMO IMMEDIATAMENTE TUTTA L'AREA METROPOLITANA DI NAPOLI
Il Vesuvio è un vulcano molto attivo, anche se senza manifestazioni esteriori perché il cratere principale è "tappato". Ma il magma sottostante è in continuo movimento, e a mia conoscenza per diverse volte almeno uno dei livelli di pericolo (credo ne servano almeno tre in contemporanea per fare scattare l'allarme evacuazione) è stato superato. Mi chiedo quindi come facciano gli scienziati che hanno stabilito le soglie di pericolo e il loro numero per DOVER dare il segnale di evacuazione dell'area metropolitana, o almeno della parte definita "zona rossa", ad accettare di essere sottomessi, a posteriori, ad un giudizio come quello che ha colpito la commissione Grandi Rischi per l'episodio dell'Aquila. Fossi in loro mi garantirei personalmente abbassando il livello di rischio fino a richiedere l'evacuazione istantanea almeno dell'area rossa, poi il resto a seguire...
E chi se ne fotte se ci saranno più vittime che all'Aquila, almeno loro personalmente, come Giuliani, se la sfangano, e dell'interesse generale chi se ne importa...
Siamo proprio il Paese del Diritto...

lunedì 1 ottobre 2012

Decreto anticorruzione, Berlusconi e Ruby

Da Repubblica.it:

Tutti dicono di volerlo e subito, il ddl anticorruzione. Ma l'iter del provvedimento appare sempre più tortuoso. E sulla strada dell'approvazione spunta anche un emendamento salva-Ruby. Parole solenni sono venute dal presidente del Senato: "Sono fiducioso e ottimista - ha detto Renato Schifani - anche perché cercherò di dare una accelerazione ai lavori in commissione. C'è una richiesta ormai unanime che viene dal Paese di dotarlo di una legge che dia anche una risposta immediata ed efficace ai fatti di corruttela che stanno scuotendo pesantemente l'opinione pubblica". Pochissime ore dopo, però, il partito di Schifani - il Pdl - ha presentato un altro emendamento che avrebbe l'effetto di far saltare il processo milanese per il caso Ruby, in cui Berlusconi è accusato di concussione: oltre alla proposta di modifica che punta a concretizzare questo reato solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale - cioè l'ormai noto 'emendamento Sisto' - ne è spuntata un'altra che travolgerebbe i processi in corso perchè cambia di fatto la condotta della concussione. 

Sarebbe ora di dire BASTAAAA...
Smettiamola con questa storia che per salvare il culo ad un vecchio satiro si debbano anche salvare i culi molto meno "nobili" di un innumerevole quantità di farabutti in sevizio continuato alla politica.
Si stabilisca una buona volta in modo ufficiale nella legge anticorruzione che da questa è esplicitamente esentato il cittadino Silvio Berlusconi, purchè, ovviamente, si ritiri a vita privata e rinunci ad ogni funzione pubblica (deve essere condizione obbligatoria per l'applicazione dell'esenzione).
Si viola l'articolo della Costituzione per cui tutti sono uguali davanti alla legge?
Ma quando mai siamo stati tutti uguali davanti alla legge?
Non prendiamoci per i fondelli da soli, evitiamo di cercare di sbattere in galera il vecchio satiro, perchè tanto non ci possiamo riuscire, ma cerchiamo di liberarcene una volta per tutte...

giovedì 27 settembre 2012

Berlusconi, grazie per farci ricordare

Da Repubblica.it:

L'euro? Un grande imbroglio. L'inflazione? Se aumenta di un paio di punti, potrebbe favorire l'economia. La Germania? Non è stato un Paese solidale. E se uscisse dall'euro, non sarebbe una tragedia. E' un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla presentazione del libro di Renato Brunetta, che si intitola, appunto "Il grande imbroglio". 
....
L'attacco alla Germania continua: "Il fiscal compact esprime in sé le idee di una politica imposta dalla Germania, paese egemone, che dovrebbe essere paese solidale e che invece ha rifiutato questa solidarietà". "Se la Germania uscisse dall'euro", dice ancora, "non sarebbe una tragedia". Per l'ex premier, infatti, sono due le strade possibili per aiutare l'Europa ad uscire dalla crisi: dare più poteri alla Bce oppure far sì che Berlino esca dall'euro, cosa che, chiosa, "non è una tragedia, anzi è una soluzione che molte banche tedesche prendono in considerazione".
....
Berlusconi non risparmia dure critiche al governo: "si è inoltrato in una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, ha sottratto soldi alle famiglie e li ha portati nelle casse dello Stato. Così facendo ha creato ansia, preoccupazione, paura del futuro: è il primo fattore che pesa sull'economia". E questo clima di paura, prosegue l'ex premier, "ci impoverirà sempre di più". Gli italiani, prosegue, sono "terrorizzati da questo stato di polizia tributaria".  

Dopo diversi mesi passati con il Governo Monti in azione, un governo liberista, che ha difeso sopratutto le strutture bancarie, che ha sicuramente tenuto in piedi l'Italia ma con politiche al momento solo restrittive e un po' troppo classiste, stavamo sviluppando, almeno io ma credo di essere in abbondante compagnia, una reazione sempre più pesante allo stesso Governo Monti.
Devo quindi ringraziare Berlusconi per queste sue parole, perchè mi hanno fatto ricordare da dove eravamo partiti, da quale situazione abbiamo faticato ad uscire, ammesso che ci siamo poi riusciti. Mi ha fatto ricordare sopratutto chi era stato il responsabile del disastro in cui eravamo precipitati, e che di quel responsabile non ci siamo ancora liberati, ma sta sempre lì a ricattare per quel che può (e può) il Governo Monti e spera di tornare a governare l'Italia, o perlomeno a continuare a condizionare pesantemente anche il prossimo governo.
Per cui l'irritazione verso il Governo Monti continua a sussistere, ma è temperata dalla consapevolezza che al momento attuale sarebbe molto difficile avere di meglio, e non è detto che sia possibile anche nel futuro, specialmente se la sinistra continua a dividersi e a litigare su questioni di principio, dimenticando i fatti di base su cui dovrebbe essere possibile trovare facilmente un accordo.

mercoledì 26 settembre 2012

Sallusti, le opinioni e i reati


Il giornalista Alessandro Sallusti è stato definitivamente condannato a 14 mesi di carcere per aver fatto pubblicare sul giornale Libero, di cui era Direttore Responsabile, un articolo anonimo considerato diffamatorio. Che giornalisti vari diffamino più o meno a piacere, è un fatto abbastanza scontato. Che diffamino qualcuno che ha la forza di reagire e querelarli è già abbastanza più raro. Che poi si finisca con un giudizio di colpevolezza con pena in carcere è quasi un caso unico. Ma non per l’arbitrarietà del giudizio, ma per una semplice osservazione che “cane non morde cane”, e che questi affari si “giudicano” normalmente in altra sede, e con altri mezzi. Questo è stato evidentemente un caso particolare.
Però a me questo giudizio piace molto. Sallusti è un personaggio molto antipatico, che si è venduto, come giornalista, ad una parte politica in modo esplicito. Il cadere in qualche incidente come questo l’aveva sicuramente messo in conto. Normalmente quando si è condannati per reati di questo genere si finisce a dover pagare delle cifre, anche notevoli, di denaro. Che per una persona nella posizione di Sallusti significa sicuramente che non la paga lui, ma il giornale o qualche assicurazione stipulata all’uopo (sempre a spese del giornale).
Per questo ritengo questa sentenza molto esemplare, perché punisce il reo di un reato (non di un’opinione) con una pena che “gli brucia” personalmente, e che non può scaricare sul giornale come ha sempre fatto in precedenza.
Mi offro volontario per portare a Sallusti delle arance fresche, purchè lui stia in galera effettivamente (ma sembra già che ci siano poche speranze che questo sia possibile).

sabato 11 agosto 2012

Il doping sportivo, Schwazer e l’ipocrisia


Con la “scoperta” dell’uso di Epo da parte di Schwazer, uno dei favoriti per le gare di marcia  alle Olimpiadi di Londra, si è assistito alle solite sceneggiate: da una parte pianti, confessioni, assicurazioni che si è trattato di un errore di cui ci si pente, dimissioni varie etcetera. Dall’altra sgomento, meraviglia, sorpresa, dichiarazioni che l’ambiente è però in generale pulito, con la solita ricerca dei capri espiatori di prammatica. In mezzo un’opinione pubblica divisa tra l’insulto becero e la rassegnazione, con la prima parte ovviamente in molto maggiore esposizione mediatica.
Nessuno che si ponga veramente il problema, dopo questa ennesima dimostrazione, di cosa sia veramente il doping e se sia davvero possibile eliminarlo, ammesso che lo si voglia.
Io non sono sicuramente un esperto, né ho competenze particolari, ma mi è bastato leggere con una certa attenzione quello che è stato detto ufficialmente, raccogliere le notizie di dominio pubblico, utilizzare la competenza scientifica che ho, per concludere che si tratta di un problema che viene affrontato in modo molto sbagliato, o magari in modo molto ambiguo proprio per non risolverlo. Intanto già definire cosa si intenda per doping in ambito sportivo è difficile, perché si arriva sempre a mettere un limite, a tracciare una riga netta tra “buono” e “cattivo”, che nella realtà non esiste ed è una semplice convenzione molto arbitraria. Nella semplice versione popolare in cui il doping consiste nell’assumere della “chimica” per potenziare le prestazioni fisiche rientrano sicuramente anche pratiche come seguire una dieta particolare, assumere integratori e/o vitamine, e anche forzare con l’allenamento il proprio organismo a produrre una quantità di molecole utili per il potenziamento fisico. Anche l’assumere medicine per “migliorare” il proprio organismo preda di una patologia rientra tutto sommato nella stessa scala di continuità. Non so se mi sono spiegato bene, ma voglio dire che da una acclarata patologia a un evidente super potenziamento dell’organismo esiste una continuità di condizioni in cui è difficile porre la banda di “normalità sana”, per cui al di sotto si è malati e al di sopra si è dopati, valida per tutti.
Vi è poi da considerare che come ci sono tante discipline sportive diverse, così ci sono tanti tipi di doping. Quando è richiesto uno sforzo prolungato è importante avere un efficace sistema di rifornimento di ossigeno da parte del sangue, e quindi i vari interventi che hanno afflitto ad esempio il ciclismo, dove il doping è così generalizzato da interessare non solo i dilettanti, ma anche i “ciclisti della domenica”, perché, parafrasando una frase di un vecchio film western di Sergio Leone sull’uomo con il fucile e quello con la pistola, in questo caso si può dire che se un atleta “normale” incontra un atleta dopato, quello “normale” è un atleta sconfitto, tanti sono i vantaggi di un doping anche non fortissimo. Ma ci sono anche sport dove al momento della gara l’atleta può risultare completamente “pulito”, solo che durante gli allenamenti gli è necessario assumere sostanze che permettano al suo fisico di sopportare il peso durissimo degli allenamenti stessi, al fine di sviluppare la massa muscolare adatta al tipo di sport in questione.
C’è poi il caso di chi è geneticamente predisposto ad una più efficiente produzione delle molecole necessarie per favorire le attività sportive. E’ normale considerare una persona del genere un atleta naturalmente più dotato. Ma questo apre ovviamente la strada verso la possibiità di selezionare adeguatamente il patrimonio genetico, in un modo qualsiasi, al momento non è importante il come, per favorire la nascita di atleti naturali superiori. E’ di questi giorni l’accusa da parte di ambienti statunitensi alla Cina di aver effettuato “doping genetico” per il caso di una giovane nuotratice che ha avuto performance notevoli nelle ultime olimpiadi (qui e qui). Anche in campo americano vi è stato un caso di risultati eccezionali sempre da parte di una giovane nuotatrice, e l’accusa verso la Cina potrebbe far pensare, ad un estraneo ignorante sospettoso come me, che in realtà si sentano in grosso ritardo nei riguardi di una tecnica innovativa, mentre il loro caso potrebbe rientrare probabilmente nelle tecnologie più tradizionali.
Sembrerebbe quindi che, al di là delle dichiarazioni ufficiali scontate, la ricerca verso prestazioni sportive sempre superiori sia continua su molti fronti, molti dei quali sono definibili come doping alla luce della legislazione attuale, mentre altri sono estremamente sospetti ed in lista di esame.
D’altra parte al momento attuale la “lotta al doping” consiste solamente nel cercare la presenza nel sangue o nelle urine di un atleta di una qualsiasi sostanza compresa in un definito elenco. In questo elenco ci sono anche sostanze di uso medico comune, utilizzate per curare malattie vere, il cui uso, quando necessario, comporta procedure complesse, fastidiose e non sempre irreprensibili. Ovviamente il gioco vero è la continua gara tra chi cerca di scoprire nuove molecole in grado di favorire le prestazioni sportive e chi deve scoprire l’esistenza di queste molecole e farle inserire nell’apposito elenco, sviluppando anche la tecnologia per poterle riconoscere in modo il più semplice ed economico, perché si tratta pur sempre di analizzare migliaia di atleti. E’ ovviamente una gara ad handicap, in cui la parte che cerca di scoprire il doping è perennemente svantaggiata, lavorando solo di rimessa. Se poi si aggiunge che il ritmo delle analisi è, per ogni atleta, molto blando e non sempre casuale, la frittata è fatta. Si ha il risultato sotto gli occhi di tutti. Una notizia di questi giorni è quella di un uso massiccio del Viagra da parte di atleti cui è richiesto uno sforzo concentrato, uso che avrebbe lasciato “tracce visibili” documentate da alcunefoto.
Non so quanto questo sia vero, ma sembrerebbe in ogni caso che dalle prossime olimpiadi anche il Viagra sarà compreso nel famoso elenco. Nel frattempo è stato usato liberamente. Se si vuole combattere il doping seguendo questa strada, bisogna allora investire grosse somme in laboratori e personale specializzato per ridurre il più possibile il gap temporale tra la scoperta di una molecola dopante, e il suo riconoscimento come tale, inserimento nell’elenco delle sostanze proibite e lo sviluppo di una tecnica di identificazione. Inoltre la frequenza di controllo di ogni singolo atleta deve diventare molto alta, coprendo ogni periodo della sua attività. Certamente i costi sarebbero estremamente alti, ma non vedo altra soluzione.
C’è poi chi ritiene, secondo me con argomenti non proprio trascurabili, che la lotta al doping è impossibile, per tutto quello detto prima, e che quindi sia molto meglio lasciarlo libero ma sotto un certo controllo medico. E’ un’argomentazione molto simile a quella che si è dimostrata corretta contro il proibizionismo dell’alcol, e a quella portata avanti a favore della liberalizzazione e controllo della prostituzione. D’altra parte lo sport professionistico è ormai esclusivamente uno spettacolo, e quindi è più ragionevole usare le categorie di valore adatte a questa classificazione che quelle moraleggianti relative ad una generica attività ludica umana, ma sostanzialmente privata. Non dobbiamo dimenticare che tra le attività spettacolari erano comprese, fino a qualche tempo fa, anche scontri armati il cui obiettivo era la morte di uno dei partecipanti , o scontri violenti in cui la menomazione fisica era un risultato abbastanza frequente. Viviamo pur sempre in una società in cui è considerato normale che per sopravvivere, e nemmeno tanto bene, si facciano lavori usuranti e spesso estremamente pericolosi. Perché allora non ammettere che a fronte di un guadagno di livello superiore non possa essere possibile affrontare un rischio fisico controllato?
Onestamente io non ho una risposta, non so decidere cosa sia meglio, perché vedo i problemi che entrambe le soluzioni lascerebbero aperti.
Quello di cui sono sicuro è però che continuando come ora è sostanzialmente una pagliacciata. Si lascia completamente vivo l’interesse al doping, anche se clandestino, perché la probabilità di essere scoperti è relativamente bassa rispetto al guadagno potenziale, ma quando si becca qualcuno, per caso o per volontà politica, lo si mette alla gogna come se il poveretto fosse un peccatore terribile e non invece una semplice vittima del sistema come di fatto è.
Ovviamente a livello dirigenziale risultano tutti angioletti, perché la “lotta al doping” loro la perseguono ufficialmente, anche se di fatto, come è evidente a chiunque sappia guardare appena dietro le apparenze, lasciano liberi tutti di fare quello che vogliono. Di questa pagliacciata loro il prezzo non lo pagano mai.

martedì 8 maggio 2012

Un sentito ringraziamento a Beppe Grillo, alla luce delle recenti elezioni

Grazie Grillo per aver evitato che il più becero populismo morisse con Berlusconi...
Grazie per aver reso il populismo veramente super partes, dato che tu e tutti i tuoi slogan principali siete decisamente di destra, mentre buona parte dei tuoi fanatici seguaci pensa di essere di sinistra...
Grazie per il contributo essenziale ad evitare che l'italia corra il rischio di diventare un paese normale...
Grazie per tutto e a buon rendere...

lunedì 7 maggio 2012

Elezioni. Boom di 5 Stelle. Crollo della Lega Nord

Da Repubblica.it

Si vede che non avendo più il coraggio di votare per il Trota, hanno votato per il Grillo.
Continuano a votare delle bestie, però...

venerdì 4 maggio 2012

Giornata Internazionale contro i DRM




Cosa sono i DRM? Perchè dovreste protestare in favore della loro eliminazione?
Se non siete un fruitore di musica in formato MP3, acquistabile in rete, o lettore di ebooks, cioè di libri in formato digitale, leggibili sugli appositi lettori e/o su PC, Tablet come iPad o anche, come ho spesso fatto io, su iPhone, probabilmente non capirete le ragioni di questa protesta. Per non perdere troppo tempo a descrivere le sue ragioni vi linko un sito dove queste ragioni vengono spiegate in modo elementare, anche se era prima che il problema colpisse anche i libri, che ancora non c'erano. Qui invece un posto più recente, dove si fa propaganda per questo evento.
Il problema degli ebooks, del loro prezzo eccessivo, delle limitazioni anticostituzionali che i DRM pongono, merita sicuramente un approfondimento specifico, e prometto di farlo nel prossimo futuro.
Nel frattempo, datemi un po' di fiducia e protestate ad alta voce contro questo abuso.