Ho letto questo bel racconto Steampunk, pubblicazione gratuita della Antonio Tombolini Editore nella collana Vaporteppa (che è l'italianizzazione steampunk del termine Steampunk). Ne ho parlato nella mia rubrica cosaleggo, ma qui voglio ampliare le considerazioni che la vicenda di quel racconto mi aveva portato a fare e che avevo già espresso brevemente e magari anche un poco polemicamente in quel commento.
Come avevo detto, questo racconto era stato presentato per un concorso indetto da Il Duca di Baionette sul suo blog, ed era anche risultato vincitore. Diverse vicissitudini avevano impedito la pubblicazione dei racconti ritenuti adatti dopo una loro revisione. Marco Carrara, che è Il Duca di Baionette, è ora diventato il curatore della collana Vaporteppa, e alcuni di quei racconti, dopo profonda revisione, sono stati pubblicati, o lo saranno a breve, in questa collana.
Io ho letto L1L0 sia nella versione originale che in quella attuale, e posso dire che il lavoro di editing che Marco Carrara ha fatto è stato davvero efficace, e ora il racconto non sfigurerebbe nemmeno su riviste anglosassoni. È un racconto leggero e divertente, ma ora è scritto davvero bene, si legge senza alcun intoppo e scorre piacevole sino alla fine.
L'editing, questo è il problema che tutti gli autopubblicati hanno, nessuno escluso, come ho spesso sottolineato nel commento alle diverse opere di cui ho parlato. Per qualcuno il problema è grave ed avrebbero bisogno di un editing molto profondo, che coinvolga anche la gestione della storia, e non solo gli aspetti formali, per altri si tratterebbe solo di smussare ruvidezze, piccoli errori ma irritanti per il lettore, in ogni caso al momento non ho ancora incontrato un'opera autopubblica che non godrebbe di un buon miglioramento da un editing adeguato.
Questo perché quasi sempre, e nei casi migliori, quello che viene definito "editing" si limita alla lettura critica da parte di uno o più amici, che però non hanno la necessaria contrapposizione di interessi da poter davvero imporre le correzioni eventualmente ritenute necessarie, ammesso pure che abbiano le capacità di riconoscerle. Se sono anche loro degli scrittori autoprodotti o aspiranti tali, la possibilità che soffrano degli stessi limiti di giudizio degli autori di cui dovrebbero fare editing è estremamente alta.
Un secondo elemento che mi colpisce, e questa volta anche un po' personalmente, è il fatto che la maggioranza di questi "scrittori" non ama molto le critiche alla loro tecnica narrativa, anche quando ben documentata, arrivando a ritenere che l'unico compito di un lettore sia di dire se la lettura gli è piaciuta o meno, ovviamente senza capire il perché. Che a sostenere questa bestialità siano anche autori che stimo, di cui compero e leggo le opere, mi irrita ancora di più, e mi fa pensare che sia una autodifesa preventiva alla loro vera incapacità di gestire professionalmente la scrittura, perché io ritengo sia non solo diritto, ma addirittura dovere di un lettore il capire perché, per quali ragioni, nella struttura e nella trama di una narrazione, la narrazione stessa gli piace o non gli piace.
Ritengo quindi importante far notare come Marco Carrara, il Duca di Baionette, abbia sempre espresso molto chiaramente, con fermezza e anche molto folclore, le sue idee su come debba essere strutturata una narrazione di genere, e per questo è ritenuto uno dei peggiori talebani delle cosiddette regole, che poi regole non sono ma solo consigli basati sull'esperienza e il buon senso e ampiamente diffusi nel mondo anglosassone, dove sono date per scontate. Ma è proprio Marco Carrara, il talebano, che ha migliorato in modo significativo il racconto L1L0 con il suo lavoro di editing insieme all'autore, a dimostrazione che certe regole, se applicate con la consapevolezza del loro significato generale, portano davvero ad un prodotto migliore, e se i lettori diventano più consapevoli del perché molti dei romanzi che gli vengono proposti sono delle vere schifezze, il mondo inflazionato degli aspiranti scrittori italiani non ne potrà che avere un grosso vantaggio.
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venerdì 19 settembre 2014
mercoledì 20 novembre 2013
La Classe Dirigente che si autoassolve
Quindi il PD non voterà la sfiducia alla Cancellieri, perché per Letta sarebbe equivalso ad un voto di sfiducia al governo, e tutti hanno accettato questa assurda equivalenza. Anche Civati ha ritirato la mozione di sfiducia.
E la Cancellieri dichiara che "si difenderà sino all'ultimo", altro che dimissioni.
Come avevo già detto nel post precedente, ci sono situazioni che non hanno rilevanza penale, o magari la hanno ma non può essere dimostrata, ma che hanno enorme rilevanza politica e dovrebbero portare a delle ovvie conseguenze.
Ogni persona può intrattenere rapporti di amicizia con esponenti del mondo finanziario-imprenditoriale, anche se parte di quella zona grigia che separa la legalità dall'illegalità, e che è spesso illegalità non provata. Ma se hai un ruolo istituzionale, di difesa dello Stato, e "vieni beccata" a telefonare a persone ufficialmente indagate per reati gravi, nei cui riguardi "ti metti a disposizione" per fare qualcosa che potrebbe anche alla fine essere niente, in qualunque paese occidentale ti devi dimettere. E senza nemmeno discutere.
Barbara Spinelli, in un articolo su Repubblica oggi mette proprio in evidenza come la responsabilità politica e l'intransigenza nei suoi riguardi sia stata essenziale in Germania per uscire dallo scandalo che travolse anche Schröder, e lo stesso è valso per il Watergate americano.
In Italia abbiamo invece una classe dirigente che tende ad autoassolversi sempre e comunque, rifiutandosi di lasciare i posti di potere anche dopo la condanna di tre diversi gradi di giudizio.
Poi ci si chiede perché il Paese non sembra in grado di uscire dal baratro politico-economico in cui sta precipitando.
In questa situazione, il populista Grillo, pesantemente sconfitto nelle regionali in Basilicata, non può che ringraziare la Cancellieri, Letta e tutto il PD.
E la Cancellieri dichiara che "si difenderà sino all'ultimo", altro che dimissioni.
Come avevo già detto nel post precedente, ci sono situazioni che non hanno rilevanza penale, o magari la hanno ma non può essere dimostrata, ma che hanno enorme rilevanza politica e dovrebbero portare a delle ovvie conseguenze.
Ogni persona può intrattenere rapporti di amicizia con esponenti del mondo finanziario-imprenditoriale, anche se parte di quella zona grigia che separa la legalità dall'illegalità, e che è spesso illegalità non provata. Ma se hai un ruolo istituzionale, di difesa dello Stato, e "vieni beccata" a telefonare a persone ufficialmente indagate per reati gravi, nei cui riguardi "ti metti a disposizione" per fare qualcosa che potrebbe anche alla fine essere niente, in qualunque paese occidentale ti devi dimettere. E senza nemmeno discutere.
Barbara Spinelli, in un articolo su Repubblica oggi mette proprio in evidenza come la responsabilità politica e l'intransigenza nei suoi riguardi sia stata essenziale in Germania per uscire dallo scandalo che travolse anche Schröder, e lo stesso è valso per il Watergate americano.
In Italia abbiamo invece una classe dirigente che tende ad autoassolversi sempre e comunque, rifiutandosi di lasciare i posti di potere anche dopo la condanna di tre diversi gradi di giudizio.
Poi ci si chiede perché il Paese non sembra in grado di uscire dal baratro politico-economico in cui sta precipitando.
In questa situazione, il populista Grillo, pesantemente sconfitto nelle regionali in Basilicata, non può che ringraziare la Cancellieri, Letta e tutto il PD.
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domenica 17 novembre 2013
Perché la Cancellieri si sarebbe dovuta dimettere
Perché la
Cancellieri si sarebbe dovuta dimettere (secondo me)?
La risposta breve
è perché l’hanno beccata.
La risposta lunga
è lunga, perché in Italia gli aspetti più banali non sono mai tali, e
specialmente nella politica è veramente difficile far diventare la responsabilità
personale un elemento significativo.
Per cercare di
chiarire la risposta lunga, partiamo da un elemento che non è discutibile: la
Cancellieri è amica dei Ligresti, lo è in modo abbastanza stretto, ed esistono
evidenze di passati favori reciproci. Niente di serio e senza significati
penali, ma indicatori di una buona conoscenza reciproca.
E veniamo ad uno
dei punti principali: si possono avere dubbi che la famiglia Ligresti abbia
avuto, nei lunghi anni di successo economico, anche comportamenti legalmente,
ma soprattutto moralmente, discutibili? Due fratelli siciliani arrivati al nord
senza evidenti capacità economiche, con attività inizialmente banali, sono in
pochi anni diventati, entrambi e in modo diverso ma complementare, proprietari
di imperi economici. Il farmacista diventato proprietario di una serie di
cliniche private, tra cui le più prestigiose della Lombardia (io ho subito un
intervento piuttosto complesso in una di queste, e ho potuto conoscerla bene),
ed il fratello che diventa uno degli uomini più facoltosi e potenti d’Italia.
Un poco come Berlusconi che però, non essendo siciliano, l’aggancio con la
Sicilia ha dovuto crearlo per interposta persona.
Così come è
chiaro (tranne che alla magistratura) come ha fatto Berlusconi a “trovare” i
capitali necessari alla sua crescita economica, i sospetti su pratiche analoghe
per i fratelli Ligresti di fatto si sprecano. Sospetti, mai certezze, ma dalle
inchieste che hanno portato alle accuse di questi giorni all’intera famiglia
risulta anche che certe “pratiche gestionali” al limite della correttezza, e
forse solo formalmente corrette, e magari anche no, sono state usate da tempo.
Una persona con
un grosso ruolo istituzionale, come era al tempo la Cancellieri, con le
competenze che sicuramente ha, e con la familiarità che ha dimostrato di avere
con i Ligresti doveva sicuramente essere ben conscia di cosa succedeva e di
come tanta ricchezza era ottenuta. Mi rifiuto di pensare che la Cancellieri
fosse tanto ottusa solo su questo argomento.
D’altra parte le
amicizie potenti, a cui magari chiedere un piccolo, piccolissimo favore quando
necessario, da restituire ovviamente quando possibile, non hanno mai fatto
male, anzi in Italia sono praticamente la condizione necessaria per poter
entrare, e rimanere, in certi ambienti. Il concetto normalmente ritenuto
corretto è che se non si viola apertamente la legge, tutto è permesso.
Anche nelle altre
democrazie occidentali questi rapporti sono all’ordine del giorno, perché un
ceto sociale (non uso la parola “classe” perché non proprio adatta in questa
situazione, ma è come se l’avessi usata) si identifica non solo per il proprio
ruolo economico ma anche per le proprie relazioni sociali. Quella che è
normalmente chiamata “classe dirigente”, anche se non è una vera classe, si
identifica in modo particolare per l’interconnessione di favori, di rapporti di
amicizia, e di intrecci di interesse. Il che non impedisce certo l’esistenza di
guerre feroci e di tradimenti repentini. Però il rapporto familiare con le sue
amicizie dirette normalmente è un elemento particolarmente forte, specialmente
in Italia.
Ma se questi
rapporti esistono anche all’estero, perché ci lamentiamo del caso Cancellieri?
Perché nelle
altre democrazie occidentali questi rapporti esistono, ma alcuni di questi sono
considerati ufficialmente scorretti, come nel caso di una persona con ruoli
politici istituzionali rispetto ad interessi privati che possono configgere con
l’interesse pubblico. In casi del genere, anche se si sa che vecchi rapporti di
amicizia ci possono ancora essere, è ritenuto estremamente scorretto farsi
beccare in un evidente favoritismo. Il politico trovato a fare una cosa del
genere normalmente non aspetta il giudizio formale dei suoi pari, che sarebbe
d’altronde scontatissimo, ma generalmente si dimette prima ancora di essere
messo sotto accusa.
Questa è la
garanzia di un buon funzionamento delle istituzioni anche in presenza di
rapporti personali che indubbiamente ci sono e non possono essere
improvvisamente cancellati: quando una persona è chiamata a compiti
istituzionali al di sopra delle parti, i suoi rapporti di amicizia devono
necessariamente essere abbassati sotto una soglia di osservabilità piuttosto
rigorosa. Se poi ti beccano con anche solo un dito nel vasetto della marmellata,
fai il piacere di ringraziare tutti per la fiducia che ti era stata data e te
ne torni a casa.
Questo era quello
che avrebbe dovuto fare la Cancellieri, se fosse stata persona d’onore,
orgogliosa del proprio ruolo e convinta di averlo meritato per la propria
capacità.
Se invece pensa
che a una come lei è permesso di privilegiare le amicizie rispetto al dovere,
che telefonare a persone inquisite per reati gravi e quindi con altissima
probabilità sottoposti a controllo telefonico, e “mettersi a disposizione” per
aiutare in qualche modo sia un’azione legittima e non invece moralmente
criticabile, anche se senza azioni conseguenti illegali, allora non merita
nemmeno più il diritto di dimettersi, ma va esonerata e basta.
In ogni caso è un
ottimo (anche se brutto) esempio dei problemi che affliggono la nostra incapace
“classe dirigente” e che stanno portando il paese alla rovina.
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martedì 22 ottobre 2013
A proposito di Stamina: dieci domande alle Iene
Il mio blog può contare, nei momenti fortunati, un numero di lettori da prefisso telefonico, per cui quello che sto per fare potrebbe sembrare patetico.
Ma lo faccio lo stesso, perché ogni goccia può essere utile.
Questa è un'iniziativa nata in un Gruppo Facebook: Dibattito Scienza, che già si era fatto sentire alle ultime elezioni. E' un post collettivo, fatto contemporaneamente da diversi blogger che sono famosi divulgatori scientifici, a diverso titolo.
Io copio-incollo la versione di Marco Cattaneo, Direttore della rivista Le Scienze e che si trova in originale qui.
Ma lo faccio lo stesso, perché ogni goccia può essere utile.
Questa è un'iniziativa nata in un Gruppo Facebook: Dibattito Scienza, che già si era fatto sentire alle ultime elezioni. E' un post collettivo, fatto contemporaneamente da diversi blogger che sono famosi divulgatori scientifici, a diverso titolo.
Io copio-incollo la versione di Marco Cattaneo, Direttore della rivista Le Scienze e che si trova in originale qui.
Dal 17 febbraio scorso, la trasmissione televisiva Le Iene
ha contribuito con numerosi servizi di Giulio Golia a portare sotto i
riflettori il caso Stamina, mostrando alcuni piccoli pazienti sottoposti
al trattamento, mettendo in evidenza la sofferenza delle famiglie e
sollevando ripetutamente la questione della somministrazione di cure
compassionevoli. Tutto questo anche dopo le critiche di gran parte della
comunità scientifica, dopo le accuse di frode scientifica emerse da un
articolo di «Nature» sulla questione relativa alle domande di brevetto,
dopo il pronunciamento del comitato istituito dal Ministero della Salute
e la cancellazione della sperimentazione annunciata dallo stesso
ministro Beatrice Lorenzin.
Per tutte queste ragioni, e perché ci sono ancora molti punti oscuri in tutta la vicenda, con un gruppo di blogger e giornalisti scientifici abbiamo avvertito il bisogno di porre alcune domande all’autore dei servizi e alla redazione della trasmissione. (Alla stesura di queste domande hanno contribuito Alice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari e il sottoscritto. Un grazie per i suggerimenti a Letizia Gabaglio.)
1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?
2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?
3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?
4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?
5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?
6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?
7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?
8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?
9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?
10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?
Vediamo se, e cosa, sono capaci di rispondere...
Per tutte queste ragioni, e perché ci sono ancora molti punti oscuri in tutta la vicenda, con un gruppo di blogger e giornalisti scientifici abbiamo avvertito il bisogno di porre alcune domande all’autore dei servizi e alla redazione della trasmissione. (Alla stesura di queste domande hanno contribuito Alice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari e il sottoscritto. Un grazie per i suggerimenti a Letizia Gabaglio.)
1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?
2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?
3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?
4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?
5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?
6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?
7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?
8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?
9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?
10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?
Vediamo se, e cosa, sono capaci di rispondere...
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giovedì 17 ottobre 2013
Non sono disposti nemmeno a fare finta
La Legge di Stabilità che è stata messa a
punto in questi giorni sta già facendo morti e feriti.
Monti si è dimesso da Presidente di Scelta
Civica, partito che ha fondato con grandi speranze di ricreare un Grande Centro
e sconfitto inizialmente dagli elettori e ora dai vari Casini e Mauro,
esponenti dei soliti vecchi potentati cattolici.
Fassina, dopo aver fatto alcune
dichiarazioni piuttosto critiche sulla Legge di Stabilità, “sembra”
intenzionato a dimettersi dal governo, ed Epifani “sembra” dargli ragione.
Il risultato degli infiniti compromessi
che hanno portato a questa legge apparentemente sta scontentando tutti, con
Berlusconi che, come al solito preoccupato solo dei suoi fatti personali, dopo
aver scatenato i vari Brunetta contro la concorrenza della RAI, ora minaccia di
far cadere il governo se non viene salvato da altre condanne in arrivo.
Mi sembra evidente che un governo che
accetti di eliminare l’IMU su tutte le prime case (tranne quelle classificate
A1 o A10) e di innalzare l’IVA al 22%, che poi per trovare le risorse
necessarie è costretto a tagliare indiscriminatamente il trasferimento alle
regioni, causando ovviamente l’aumento delle tasse locali, ad introdurre una
nuova tassa sui Servizi Essenziali comunali, che praticamente equivale all’IMU
ma non ha lo stesso significato patrimoniale e non colpisce nello stesso modo,
a bloccare l’adeguamento all’inflazione a buona parte dei pensionati, a
bloccare per altri due anni gli stipendi del pubblico impiego e a limitarne
ancora le assunzioni anche in situazioni di carenza di organico ormai
patologico, stia messo decisamente male.
C’è poi da considerare che la tanto
strombazzata e “decisiva per la crescita” riduzione del “cuneo fiscale” si
concretizza in un massimo aumento, per una ristrettissima fascia di reddito, di
ben 24 € al mese, praticamente tutti ingoiati dall’aumento dell’IRPEF regionale
nel Lazio, dove l’aumento è già stato deciso. Per tutti gli altri ci sarà una
diminuizione netta.
Ma il titolo di questo post si riferisce
ad un altro aspetto di cui sembra essersi persa completamente la memoria.
Qualcuno ricorda le grandi dichiarazioni
per una necessaria, immediata, quasi pronta riduzione dei “costi della
politica”?
Dopo alcuni scandali piuttosto spiacevoli,
se ne riempivano la bocca tutti quanti, ed era una successione di proposte:
riduzione del numero dei parlamentari, riduzione del loro stipendio a livello
della media europea (si sarebbe dovuto dimezzarlo), eliminazione delle
Province, eliminazione, o almeno fortissima riduzione, delle auto blu,
riduzione del numero e dei compensi agli infiniti Presidenti e Consigli di
Amministrazione delle più che infinite Società che gestiscono praticamente
tutti i servizi comunali, specialmente delle grandi e medie città, senza che ci
sia stato una riduzione dei dipendenti diretti.
Le soluzioni erano tante e tutte
praticamente pronte per essere messe in atto.
Ne avete avuto più notizia?
Non solo non hanno ridotto di niente i
costi della politica, ma non ne parlano nemmeno più, non hanno nemmeno fatto
finta di fare qualcosa, tipo ridurre i rimborsi spese per i francobolli, o le
spese per le carrozze a cavalli, cose come queste che non riducono niente ma
possono essere usate per propaganda.
Nulla. Non è più un problema degno di
interesse.
Ma il tempo e la volontà per dimezzare il
massimo detraibile dall’IRPEF del premio delle Polizze Vita, attive ormai da
anni e non più modificabili, invece l’hanno trovato.
Il tempo per non votare la decadenza di
Berlusconi ed eliminare la sua protezione da altre accuse lo trovano sempre.
Il tempo per introdurre numeri falsi per i
prossimi anni nella Legge di Stabilità, in modo che oggi appare tutto in
ordine, ma domani ci dovranno essere nuove tasse e nuovi tagli lo trovano
facilmente.
Solo il tempo per fare almeno finta di
tagliare i costi della politica non si trova mai.
PS - Poi c'è anche chi si lamenta di essere ormai costretto a sopravvivere dolorosamente con un semplice reddito di 12.000 € al mese frutto di cumulo di pensioni pubbliche.
http://www.today.it/rassegna/ripa-di-meana-12-mila-euro-al-mese.html
Dobbiamo avere grande comprensione per questi nostri sfortunati concittadini...
http://www.today.it/rassegna/ripa-di-meana-12-mila-euro-al-mese.html
Dobbiamo avere grande comprensione per questi nostri sfortunati concittadini...
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venerdì 7 dicembre 2012
Brunetta a Otto e Mezzo
Onestamente non sono riuscito a capire la logica della sua presenza a questa trasmissione, a meno che non fosse un maldestro tentativo di sputtanarlo ulteriormente...
Non mi è mai piaciuto Otto e Mezzo, e mi è ancora piaciuto di meno questa sera...
D'altra parte Brunetta è una delle persone più inutili di questo mondo. Non è intelligente, anche se pensa di essere un super, e non è nemmeno divertente come pagliaccio. Non capisco perchè continuare a proporlo in TV...
Non mi è mai piaciuto Otto e Mezzo, e mi è ancora piaciuto di meno questa sera...
D'altra parte Brunetta è una delle persone più inutili di questo mondo. Non è intelligente, anche se pensa di essere un super, e non è nemmeno divertente come pagliaccio. Non capisco perchè continuare a proporlo in TV...
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giovedì 6 dicembre 2012
Ritorna Berlusconi, panico in borsa
Berlusconi dichiara di voler ricandidarsi come aspirante Primo Ministro. Il suo partito, nel senso che è suo per pura proprietà, si spacca, ma una notevole quantità di suoi mantenuti, ed aspiranti a rimanere tali, si dichiara immediatamente entusiasta della soluzione.
Il ministro Passera fa una dichiarazione in cui reputa dannoso per l'Italia questa iniziativa, dichiarazione che nessuno gli aveva chiesto di fare, ma Passera è considerato un esponente molto ubbidiente dell'Opus Dei.
Il PDL (ma solo una parte anche se significativa) decide che questa esternazione è inaccettabile e toglie la fiducia al governo Monti.
La borsa di Milano crolla, unica in tutta Europa, e lo spread dei titoli italiani rispetto ai tedeschi aumenta di nuovo.
A parte questo, la situazione economica generale rimane tranquilla, perchè la speculazione finanziaria stava abbandonando l'attacco all'Italia, e ci metterà forse qualche altra ora per decidere se riprenderlo o meno...
Tutto questo ad un osservatore neutrale dovrebbe apparire come una farsa, un gioco di ruolo, senza nessuna correlazione con la realtà, diretta invece da valori concreti, di economia, di redditi individuali decrescenti, di povertà incombente, di un futuro senza speranze...
Ma Berlusconi dice che si candida proprio per questo... e a parte i suoi mantenuti ci sono anche altri che ci credono...
Per fortuna si è appena conclusa in modo ottimale la procedura delle primarie del centrosinistra per designare il candidato di questa coalizione ad essere il prossimo Primo Ministro. Il successo dell'iniziativa ha portato molto in alto l'indice di apprezzamento di questa coalizione, a fronte inoltre dei litigi interni dell'avversario principale.
Berlusconi decide di candidarsi... e cerca ancora una volta, come ha fatto spesso nel passato, di capovolgere il tavolo delle discussioni, di apparire come il vero ed unico possibile salvatore del paese... ma credo che ormai saranno pochi a dargli fiducia, visti i tantissimi precedenti, e la declassificazione delle notizie fino ad ora secretate di molti degli errori, o meglio delle puttanate, compiute da quell'illuso megalomane.
Rimane però attivo il ricatto di dover formare un governo tecnico affidabile, magari un nuovo governo Monti, perchè serve la fiducia dei mercati internazionali.
E' un brutto ricatto, che ha dalla sua parte una forza non trascurabile, dato che sono tanti in Italia a sperare in una continuazione di un governo classista come è stato il governo Monti attualmente in carica, comprese forze non politicamente ufficiali, vero Passera?
Io spero che il risultato delle elezioni dia ampia maggioranza ad un governo Bersani, che sarà necessariamente un governo equilibrato, che terrà fede agli impegni presi, ma che magari avrà al suo interno meno membri dell'Opus Dei, e spererei anche meno esponenti della finanza vaticana.
Se succede questo, sono sicuro che staremo tutti un po' meglio...
Il ministro Passera fa una dichiarazione in cui reputa dannoso per l'Italia questa iniziativa, dichiarazione che nessuno gli aveva chiesto di fare, ma Passera è considerato un esponente molto ubbidiente dell'Opus Dei.
Il PDL (ma solo una parte anche se significativa) decide che questa esternazione è inaccettabile e toglie la fiducia al governo Monti.
La borsa di Milano crolla, unica in tutta Europa, e lo spread dei titoli italiani rispetto ai tedeschi aumenta di nuovo.
A parte questo, la situazione economica generale rimane tranquilla, perchè la speculazione finanziaria stava abbandonando l'attacco all'Italia, e ci metterà forse qualche altra ora per decidere se riprenderlo o meno...
Tutto questo ad un osservatore neutrale dovrebbe apparire come una farsa, un gioco di ruolo, senza nessuna correlazione con la realtà, diretta invece da valori concreti, di economia, di redditi individuali decrescenti, di povertà incombente, di un futuro senza speranze...
Ma Berlusconi dice che si candida proprio per questo... e a parte i suoi mantenuti ci sono anche altri che ci credono...
Per fortuna si è appena conclusa in modo ottimale la procedura delle primarie del centrosinistra per designare il candidato di questa coalizione ad essere il prossimo Primo Ministro. Il successo dell'iniziativa ha portato molto in alto l'indice di apprezzamento di questa coalizione, a fronte inoltre dei litigi interni dell'avversario principale.
Berlusconi decide di candidarsi... e cerca ancora una volta, come ha fatto spesso nel passato, di capovolgere il tavolo delle discussioni, di apparire come il vero ed unico possibile salvatore del paese... ma credo che ormai saranno pochi a dargli fiducia, visti i tantissimi precedenti, e la declassificazione delle notizie fino ad ora secretate di molti degli errori, o meglio delle puttanate, compiute da quell'illuso megalomane.
Rimane però attivo il ricatto di dover formare un governo tecnico affidabile, magari un nuovo governo Monti, perchè serve la fiducia dei mercati internazionali.
E' un brutto ricatto, che ha dalla sua parte una forza non trascurabile, dato che sono tanti in Italia a sperare in una continuazione di un governo classista come è stato il governo Monti attualmente in carica, comprese forze non politicamente ufficiali, vero Passera?
Io spero che il risultato delle elezioni dia ampia maggioranza ad un governo Bersani, che sarà necessariamente un governo equilibrato, che terrà fede agli impegni presi, ma che magari avrà al suo interno meno membri dell'Opus Dei, e spererei anche meno esponenti della finanza vaticana.
Se succede questo, sono sicuro che staremo tutti un po' meglio...
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martedì 27 novembre 2012
La sostenibilità della Sanità italiana
Il primo Ministro Monti, in una delle tante esternazioni che
ultimamente gli riescono facili, anche se poi è tutto un rincorrersi a
cercare di mettere pezze e/o smentire questo e quello, ha fatto la
seguente affermazione
"Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento"
Da Repubblica.it
Correzioni e smentite, insieme a interpretazioni di quali avrebbero dovuto essere le nuove modalità di finanziamento, da una totale privatizzazione della sanità a nuove tasse dedicate, si sono abbattute come uno tsunami su tutti i media.
Mi chiedo se Monti, nel pronunciare quelle parole avesse chiaro cosa stava dicendo, o stava solo parlando in libertà, proponendo un possibile, ma per lui non reale, problema.
Nel primo caso le preoccupazioni di chi vede l'ennesimo e più forte tentativo di privatizzare quella che è probabilmente la maggiore fonte di ricchezza del futuro sarebbero decisamente fondate, e quindi un deciso cambio di governo, con idee del tutto contrarie, diventerebbe essenziale.
Nel secondo caso, che personalmente non credo sia del tutto da escludere, Monti dimostra tutti i suoi limiti come politico. Chi lo consiglia, e spero ci sia qualcuno con esperienza politica addetto a quello scopo, dovrebbe assolutamente impedirgli di parlare in questo modo.
In ogni caso se ne può derivare la conclusione che il costo del nostro Sistema Sanitario Nazionale è alto, e forse troppo alto per le nostre attuali risorse. Questa sarebbe una considerazione accettabile, ovviamente di fronte a documentazione concreta e non taroccata. Ma la conseguenza sarebbe quella di trovare il modo di razionalizzare le spese in modo da ridurle senza ridurre gli effetti sui pazienti, e chiunque abbia frequentato ospedali pubblici ma anche e sostanzialmente ospedali e cliniche private sa bene che di margini di risparmio ce ne sono a iosa.
A me però preme ricordare una precedente, e di molto poco, esternazione del nostro Primo Ministro, quella che condannava l'esistenza di resistenze corporative tra gli insegnanti delle nostre scuole. In un mio precedente post avevo invitato Monti, che giustamente si lamentava dei legami corporativi ancora forti nella nostra società, ad incominciare ad agire contro quelli evidentemente più forti, quelli che condizionano la nostra economia e anche l'intera struttura sociale. Ad incominciare, ad esempio, a scardinare completamente le corporazioni dei medici e dei farmacisti, che sono anche quelle che rendono molto più costoso del necessario il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Lo vedi, Monti, che le soluzioni semplici ed efficaci esistono?
Bisogna però che attacchi i veri poteri che bloccano l'Italia, non sempre e solo i pensionati e i lavoratori senza peso contrattuale, come hai fatto in modo pesante e molto poco sociale fino ad ora...
Per non parlar della Chiesa...
"Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento"
Da Repubblica.it
Correzioni e smentite, insieme a interpretazioni di quali avrebbero dovuto essere le nuove modalità di finanziamento, da una totale privatizzazione della sanità a nuove tasse dedicate, si sono abbattute come uno tsunami su tutti i media.
Mi chiedo se Monti, nel pronunciare quelle parole avesse chiaro cosa stava dicendo, o stava solo parlando in libertà, proponendo un possibile, ma per lui non reale, problema.
Nel primo caso le preoccupazioni di chi vede l'ennesimo e più forte tentativo di privatizzare quella che è probabilmente la maggiore fonte di ricchezza del futuro sarebbero decisamente fondate, e quindi un deciso cambio di governo, con idee del tutto contrarie, diventerebbe essenziale.
Nel secondo caso, che personalmente non credo sia del tutto da escludere, Monti dimostra tutti i suoi limiti come politico. Chi lo consiglia, e spero ci sia qualcuno con esperienza politica addetto a quello scopo, dovrebbe assolutamente impedirgli di parlare in questo modo.
In ogni caso se ne può derivare la conclusione che il costo del nostro Sistema Sanitario Nazionale è alto, e forse troppo alto per le nostre attuali risorse. Questa sarebbe una considerazione accettabile, ovviamente di fronte a documentazione concreta e non taroccata. Ma la conseguenza sarebbe quella di trovare il modo di razionalizzare le spese in modo da ridurle senza ridurre gli effetti sui pazienti, e chiunque abbia frequentato ospedali pubblici ma anche e sostanzialmente ospedali e cliniche private sa bene che di margini di risparmio ce ne sono a iosa.
A me però preme ricordare una precedente, e di molto poco, esternazione del nostro Primo Ministro, quella che condannava l'esistenza di resistenze corporative tra gli insegnanti delle nostre scuole. In un mio precedente post avevo invitato Monti, che giustamente si lamentava dei legami corporativi ancora forti nella nostra società, ad incominciare ad agire contro quelli evidentemente più forti, quelli che condizionano la nostra economia e anche l'intera struttura sociale. Ad incominciare, ad esempio, a scardinare completamente le corporazioni dei medici e dei farmacisti, che sono anche quelle che rendono molto più costoso del necessario il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Lo vedi, Monti, che le soluzioni semplici ed efficaci esistono?
Bisogna però che attacchi i veri poteri che bloccano l'Italia, non sempre e solo i pensionati e i lavoratori senza peso contrattuale, come hai fatto in modo pesante e molto poco sociale fino ad ora...
Per non parlar della Chiesa...
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martedì 23 ottobre 2012
La ciliegina sulla torta
Vittorio Grilli è sempre stato un burocrate di altissimo livello nel
Ministero dell'Economia, ma ha anche continuamente cercato di crearsi
ruoli più consoni alla capacità che pensa di avere. Con la piena
accettazione da parte di Tremonti ha costruito quell'assurdità
scientifica che è l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), diretto
personalmente da lui medesimo, iperfinanziato per legge e per lunghi
dieci anni, in un periodo di tagli consistenti alla ricerca e
all'Università. Ci sono anche intercettazioni telefoniche che dimostrano
la sua affannata ricerca di appoggi piuttosto discutibili per riuscire,
per fortuna senza successo, a diventare Governatore della Banca
d'Italia. Un personaggio tutto sommato che si presenta più per la sua
ansia di potere che per le sue dimostrazioni di equilibrio
istituzionale.
In un governo apparentemente "tecnico" che sta sempre più mostrando delle tendenze conservative, se non proprio di destra, Grilli rappresenta proprio la ciliegina sulla torta. Una torta per festeggiare il controllo della finanza sullo Stato Italiano, e per far definire questo Governo totalmente di destra. Una destra ben diversa da quella populista ed incapace di Berlusconi, ma pur sempre destra.
In un governo apparentemente "tecnico" che sta sempre più mostrando delle tendenze conservative, se non proprio di destra, Grilli rappresenta proprio la ciliegina sulla torta. Una torta per festeggiare il controllo della finanza sullo Stato Italiano, e per far definire questo Governo totalmente di destra. Una destra ben diversa da quella populista ed incapace di Berlusconi, ma pur sempre destra.
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lunedì 22 ottobre 2012
Evacuiamo immediatamente Napoli
Dopo la sentenza che ha condannato a 6 (sei) anni di carcere con l'interdizione dai pubblici uffici (quindi dal loro posto di lavoro?) tutta la commissione Alti Rischi che, per tamponare le deliranti dichiarazioni di un tecnico elettronico, Giampaolo Giuliani, che da giorni prediceva imminenti scosse distruttive qui o là, generando il panico, aveva usato parole magari troppo tranquillizzanti, ora bisognerà trarne le vere conseguenze:
EVACUIAMO IMMEDIATAMENTE TUTTA L'AREA METROPOLITANA DI NAPOLI
Il Vesuvio è un vulcano molto attivo, anche se senza manifestazioni esteriori perché il cratere principale è "tappato". Ma il magma sottostante è in continuo movimento, e a mia conoscenza per diverse volte almeno uno dei livelli di pericolo (credo ne servano almeno tre in contemporanea per fare scattare l'allarme evacuazione) è stato superato. Mi chiedo quindi come facciano gli scienziati che hanno stabilito le soglie di pericolo e il loro numero per DOVER dare il segnale di evacuazione dell'area metropolitana, o almeno della parte definita "zona rossa", ad accettare di essere sottomessi, a posteriori, ad un giudizio come quello che ha colpito la commissione Grandi Rischi per l'episodio dell'Aquila. Fossi in loro mi garantirei personalmente abbassando il livello di rischio fino a richiedere l'evacuazione istantanea almeno dell'area rossa, poi il resto a seguire...
E chi se ne fotte se ci saranno più vittime che all'Aquila, almeno loro personalmente, come Giuliani, se la sfangano, e dell'interesse generale chi se ne importa...
Siamo proprio il Paese del Diritto...
EVACUIAMO IMMEDIATAMENTE TUTTA L'AREA METROPOLITANA DI NAPOLI
Il Vesuvio è un vulcano molto attivo, anche se senza manifestazioni esteriori perché il cratere principale è "tappato". Ma il magma sottostante è in continuo movimento, e a mia conoscenza per diverse volte almeno uno dei livelli di pericolo (credo ne servano almeno tre in contemporanea per fare scattare l'allarme evacuazione) è stato superato. Mi chiedo quindi come facciano gli scienziati che hanno stabilito le soglie di pericolo e il loro numero per DOVER dare il segnale di evacuazione dell'area metropolitana, o almeno della parte definita "zona rossa", ad accettare di essere sottomessi, a posteriori, ad un giudizio come quello che ha colpito la commissione Grandi Rischi per l'episodio dell'Aquila. Fossi in loro mi garantirei personalmente abbassando il livello di rischio fino a richiedere l'evacuazione istantanea almeno dell'area rossa, poi il resto a seguire...
E chi se ne fotte se ci saranno più vittime che all'Aquila, almeno loro personalmente, come Giuliani, se la sfangano, e dell'interesse generale chi se ne importa...
Siamo proprio il Paese del Diritto...
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lunedì 1 ottobre 2012
Decreto anticorruzione, Berlusconi e Ruby
Da Repubblica.it:
Tutti dicono di volerlo e subito, il ddl anticorruzione. Ma l'iter del provvedimento appare sempre più tortuoso. E sulla strada dell'approvazione spunta anche un emendamento salva-Ruby. Parole solenni sono venute dal presidente del Senato: "Sono fiducioso e ottimista - ha detto Renato Schifani - anche perché cercherò di dare una accelerazione ai lavori in commissione. C'è una richiesta ormai unanime che viene dal Paese di dotarlo di una legge che dia anche una risposta immediata ed efficace ai fatti di corruttela che stanno scuotendo pesantemente l'opinione pubblica". Pochissime ore dopo, però, il partito di Schifani - il Pdl - ha presentato un altro emendamento che avrebbe l'effetto di far saltare il processo milanese per il caso Ruby, in cui Berlusconi è accusato di concussione: oltre alla proposta di modifica che punta a concretizzare questo reato solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale - cioè l'ormai noto 'emendamento Sisto' - ne è spuntata un'altra che travolgerebbe i processi in corso perchè cambia di fatto la condotta della concussione.
Sarebbe ora di dire BASTAAAA...
Smettiamola con questa storia che per salvare il culo ad un vecchio satiro si debbano anche salvare i culi molto meno "nobili" di un innumerevole quantità di farabutti in sevizio continuato alla politica.
Si stabilisca una buona volta in modo ufficiale nella legge anticorruzione che da questa è esplicitamente esentato il cittadino Silvio Berlusconi, purchè, ovviamente, si ritiri a vita privata e rinunci ad ogni funzione pubblica (deve essere condizione obbligatoria per l'applicazione dell'esenzione).
Si viola l'articolo della Costituzione per cui tutti sono uguali davanti alla legge?
Ma quando mai siamo stati tutti uguali davanti alla legge?
Non prendiamoci per i fondelli da soli, evitiamo di cercare di sbattere in galera il vecchio satiro, perchè tanto non ci possiamo riuscire, ma cerchiamo di liberarcene una volta per tutte...
Tutti dicono di volerlo e subito, il ddl anticorruzione. Ma l'iter del provvedimento appare sempre più tortuoso. E sulla strada dell'approvazione spunta anche un emendamento salva-Ruby. Parole solenni sono venute dal presidente del Senato: "Sono fiducioso e ottimista - ha detto Renato Schifani - anche perché cercherò di dare una accelerazione ai lavori in commissione. C'è una richiesta ormai unanime che viene dal Paese di dotarlo di una legge che dia anche una risposta immediata ed efficace ai fatti di corruttela che stanno scuotendo pesantemente l'opinione pubblica". Pochissime ore dopo, però, il partito di Schifani - il Pdl - ha presentato un altro emendamento che avrebbe l'effetto di far saltare il processo milanese per il caso Ruby, in cui Berlusconi è accusato di concussione: oltre alla proposta di modifica che punta a concretizzare questo reato solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale - cioè l'ormai noto 'emendamento Sisto' - ne è spuntata un'altra che travolgerebbe i processi in corso perchè cambia di fatto la condotta della concussione.
Sarebbe ora di dire BASTAAAA...
Smettiamola con questa storia che per salvare il culo ad un vecchio satiro si debbano anche salvare i culi molto meno "nobili" di un innumerevole quantità di farabutti in sevizio continuato alla politica.
Si stabilisca una buona volta in modo ufficiale nella legge anticorruzione che da questa è esplicitamente esentato il cittadino Silvio Berlusconi, purchè, ovviamente, si ritiri a vita privata e rinunci ad ogni funzione pubblica (deve essere condizione obbligatoria per l'applicazione dell'esenzione).
Si viola l'articolo della Costituzione per cui tutti sono uguali davanti alla legge?
Ma quando mai siamo stati tutti uguali davanti alla legge?
Non prendiamoci per i fondelli da soli, evitiamo di cercare di sbattere in galera il vecchio satiro, perchè tanto non ci possiamo riuscire, ma cerchiamo di liberarcene una volta per tutte...
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giovedì 27 settembre 2012
Berlusconi, grazie per farci ricordare
Da Repubblica.it:
L'euro? Un grande imbroglio. L'inflazione? Se aumenta di un paio di punti, potrebbe favorire l'economia. La Germania? Non è stato un Paese solidale. E se uscisse dall'euro, non sarebbe una tragedia. E' un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla presentazione del libro di Renato Brunetta, che si intitola, appunto "Il grande imbroglio".
....
L'attacco alla Germania continua: "Il fiscal compact esprime in sé le idee di una politica imposta dalla Germania, paese egemone, che dovrebbe essere paese solidale e che invece ha rifiutato questa solidarietà". "Se la Germania uscisse dall'euro", dice ancora, "non sarebbe una tragedia". Per l'ex premier, infatti, sono due le strade possibili per aiutare l'Europa ad uscire dalla crisi: dare più poteri alla Bce oppure far sì che Berlino esca dall'euro, cosa che, chiosa, "non è una tragedia, anzi è una soluzione che molte banche tedesche prendono in considerazione".
....
Berlusconi non risparmia dure critiche al governo: "si è inoltrato in una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, ha sottratto soldi alle famiglie e li ha portati nelle casse dello Stato. Così facendo ha creato ansia, preoccupazione, paura del futuro: è il primo fattore che pesa sull'economia". E questo clima di paura, prosegue l'ex premier, "ci impoverirà sempre di più". Gli italiani, prosegue, sono "terrorizzati da questo stato di polizia tributaria".
Dopo diversi mesi passati con il Governo Monti in azione, un governo liberista, che ha difeso sopratutto le strutture bancarie, che ha sicuramente tenuto in piedi l'Italia ma con politiche al momento solo restrittive e un po' troppo classiste, stavamo sviluppando, almeno io ma credo di essere in abbondante compagnia, una reazione sempre più pesante allo stesso Governo Monti.
Devo quindi ringraziare Berlusconi per queste sue parole, perchè mi hanno fatto ricordare da dove eravamo partiti, da quale situazione abbiamo faticato ad uscire, ammesso che ci siamo poi riusciti. Mi ha fatto ricordare sopratutto chi era stato il responsabile del disastro in cui eravamo precipitati, e che di quel responsabile non ci siamo ancora liberati, ma sta sempre lì a ricattare per quel che può (e può) il Governo Monti e spera di tornare a governare l'Italia, o perlomeno a continuare a condizionare pesantemente anche il prossimo governo.
Per cui l'irritazione verso il Governo Monti continua a sussistere, ma è temperata dalla consapevolezza che al momento attuale sarebbe molto difficile avere di meglio, e non è detto che sia possibile anche nel futuro, specialmente se la sinistra continua a dividersi e a litigare su questioni di principio, dimenticando i fatti di base su cui dovrebbe essere possibile trovare facilmente un accordo.
L'euro? Un grande imbroglio. L'inflazione? Se aumenta di un paio di punti, potrebbe favorire l'economia. La Germania? Non è stato un Paese solidale. E se uscisse dall'euro, non sarebbe una tragedia. E' un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla presentazione del libro di Renato Brunetta, che si intitola, appunto "Il grande imbroglio".
....
L'attacco alla Germania continua: "Il fiscal compact esprime in sé le idee di una politica imposta dalla Germania, paese egemone, che dovrebbe essere paese solidale e che invece ha rifiutato questa solidarietà". "Se la Germania uscisse dall'euro", dice ancora, "non sarebbe una tragedia". Per l'ex premier, infatti, sono due le strade possibili per aiutare l'Europa ad uscire dalla crisi: dare più poteri alla Bce oppure far sì che Berlino esca dall'euro, cosa che, chiosa, "non è una tragedia, anzi è una soluzione che molte banche tedesche prendono in considerazione".
....
Berlusconi non risparmia dure critiche al governo: "si è inoltrato in una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, ha sottratto soldi alle famiglie e li ha portati nelle casse dello Stato. Così facendo ha creato ansia, preoccupazione, paura del futuro: è il primo fattore che pesa sull'economia". E questo clima di paura, prosegue l'ex premier, "ci impoverirà sempre di più". Gli italiani, prosegue, sono "terrorizzati da questo stato di polizia tributaria".
Dopo diversi mesi passati con il Governo Monti in azione, un governo liberista, che ha difeso sopratutto le strutture bancarie, che ha sicuramente tenuto in piedi l'Italia ma con politiche al momento solo restrittive e un po' troppo classiste, stavamo sviluppando, almeno io ma credo di essere in abbondante compagnia, una reazione sempre più pesante allo stesso Governo Monti.
Devo quindi ringraziare Berlusconi per queste sue parole, perchè mi hanno fatto ricordare da dove eravamo partiti, da quale situazione abbiamo faticato ad uscire, ammesso che ci siamo poi riusciti. Mi ha fatto ricordare sopratutto chi era stato il responsabile del disastro in cui eravamo precipitati, e che di quel responsabile non ci siamo ancora liberati, ma sta sempre lì a ricattare per quel che può (e può) il Governo Monti e spera di tornare a governare l'Italia, o perlomeno a continuare a condizionare pesantemente anche il prossimo governo.
Per cui l'irritazione verso il Governo Monti continua a sussistere, ma è temperata dalla consapevolezza che al momento attuale sarebbe molto difficile avere di meglio, e non è detto che sia possibile anche nel futuro, specialmente se la sinistra continua a dividersi e a litigare su questioni di principio, dimenticando i fatti di base su cui dovrebbe essere possibile trovare facilmente un accordo.
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mercoledì 26 settembre 2012
Sallusti, le opinioni e i reati
Il giornalista
Alessandro Sallusti è stato definitivamente condannato a 14 mesi di carcere per
aver fatto pubblicare sul giornale Libero, di cui era Direttore Responsabile,
un articolo anonimo considerato diffamatorio. Che giornalisti vari diffamino
più o meno a piacere, è un fatto abbastanza scontato. Che diffamino qualcuno
che ha la forza di reagire e querelarli è già abbastanza più raro. Che poi si
finisca con un giudizio di colpevolezza con pena in carcere è quasi un caso
unico. Ma non per l’arbitrarietà del giudizio, ma per una semplice osservazione
che “cane non morde cane”, e che questi affari si “giudicano” normalmente in altra sede, e
con altri mezzi. Questo è stato evidentemente un caso particolare.
Però a me questo
giudizio piace molto. Sallusti è un personaggio molto antipatico, che si è
venduto, come giornalista, ad una parte politica in modo esplicito. Il cadere
in qualche incidente come questo l’aveva sicuramente messo in conto.
Normalmente quando si è condannati per reati di questo genere si finisce a
dover pagare delle cifre, anche notevoli, di denaro. Che per una persona nella
posizione di Sallusti significa sicuramente che non la paga lui, ma il giornale
o qualche assicurazione stipulata all’uopo (sempre a spese del giornale).
Per questo
ritengo questa sentenza molto esemplare, perché punisce il reo di un reato (non
di un’opinione) con una pena che “gli brucia” personalmente, e che non può
scaricare sul giornale come ha sempre fatto in precedenza.
Mi offro
volontario per portare a Sallusti delle arance fresche, purchè lui stia in
galera effettivamente (ma sembra già che ci siano poche speranze che questo sia
possibile).
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sabato 11 agosto 2012
Il doping sportivo, Schwazer e l’ipocrisia
Con la “scoperta”
dell’uso di Epo da parte di Schwazer, uno dei favoriti per le gare di
marcia alle Olimpiadi di Londra,
si è assistito alle solite sceneggiate: da una parte pianti, confessioni,
assicurazioni che si è trattato di un errore di cui ci si pente, dimissioni
varie etcetera. Dall’altra sgomento, meraviglia, sorpresa, dichiarazioni che
l’ambiente è però in generale pulito, con la solita ricerca dei capri espiatori
di prammatica. In mezzo un’opinione pubblica divisa tra l’insulto becero e la
rassegnazione, con la prima parte ovviamente in molto maggiore esposizione
mediatica.
Nessuno che si
ponga veramente il problema, dopo questa ennesima dimostrazione, di cosa sia
veramente il doping e se sia davvero possibile eliminarlo, ammesso che lo si
voglia.
Io non sono
sicuramente un esperto, né ho competenze particolari, ma mi è bastato leggere
con una certa attenzione quello che è stato detto ufficialmente, raccogliere le
notizie di dominio pubblico, utilizzare la competenza scientifica che ho, per
concludere che si tratta di un problema che viene affrontato in modo molto
sbagliato, o magari in modo molto ambiguo proprio per non risolverlo. Intanto
già definire cosa si intenda per doping in ambito sportivo è difficile, perché
si arriva sempre a mettere un limite, a tracciare una riga netta tra “buono” e
“cattivo”, che nella realtà non esiste ed è una semplice convenzione molto
arbitraria. Nella semplice versione popolare in cui il doping consiste
nell’assumere della “chimica” per potenziare le prestazioni fisiche rientrano
sicuramente anche pratiche come seguire una dieta particolare, assumere
integratori e/o vitamine, e anche forzare con l’allenamento il proprio
organismo a produrre una quantità di molecole utili per il potenziamento
fisico. Anche l’assumere medicine per “migliorare” il proprio organismo preda
di una patologia rientra tutto sommato nella stessa scala di continuità. Non so
se mi sono spiegato bene, ma voglio dire che da una acclarata patologia a un evidente
super potenziamento dell’organismo esiste una continuità di condizioni in cui è
difficile porre la banda di “normalità sana”, per cui al di sotto si è malati e
al di sopra si è dopati, valida per tutti.
Vi è poi da
considerare che come ci sono tante discipline sportive diverse, così ci sono
tanti tipi di doping. Quando è richiesto uno sforzo prolungato è importante
avere un efficace sistema di rifornimento di ossigeno da parte del sangue, e
quindi i vari interventi che hanno afflitto ad esempio il ciclismo, dove il
doping è così generalizzato da interessare non solo i dilettanti, ma anche i
“ciclisti della domenica”, perché, parafrasando una frase di un vecchio film
western di Sergio Leone sull’uomo con il fucile e quello con la pistola, in
questo caso si può dire che se un atleta “normale” incontra un atleta dopato, quello
“normale” è un atleta sconfitto, tanti sono i vantaggi di un doping anche non
fortissimo. Ma ci sono anche sport dove al momento della gara l’atleta può
risultare completamente “pulito”, solo che durante gli allenamenti gli è
necessario assumere sostanze che permettano al suo fisico di sopportare il peso
durissimo degli allenamenti stessi, al fine di sviluppare la massa muscolare
adatta al tipo di sport in questione.
C’è poi il caso
di chi è geneticamente predisposto ad una più efficiente produzione delle
molecole necessarie per favorire le attività sportive. E’ normale considerare
una persona del genere un atleta naturalmente più dotato. Ma questo apre
ovviamente la strada verso la possibiità di selezionare adeguatamente il
patrimonio genetico, in un modo qualsiasi, al momento non è importante il come,
per favorire la nascita di atleti naturali superiori. E’ di questi giorni
l’accusa da parte di ambienti statunitensi alla Cina di aver effettuato “doping
genetico” per il caso di una giovane nuotratice che ha avuto performance
notevoli nelle ultime olimpiadi (qui e qui). Anche in campo americano vi è stato un caso di
risultati eccezionali sempre da parte di una giovane nuotatrice, e l’accusa
verso la Cina potrebbe far pensare, ad un estraneo ignorante sospettoso come
me, che in realtà si sentano in grosso ritardo nei riguardi di una tecnica
innovativa, mentre il loro caso potrebbe rientrare probabilmente nelle
tecnologie più tradizionali.
Sembrerebbe
quindi che, al di là delle dichiarazioni ufficiali scontate, la ricerca verso
prestazioni sportive sempre superiori sia continua su molti fronti, molti dei
quali sono definibili come doping alla luce della legislazione attuale, mentre
altri sono estremamente sospetti ed in lista di esame.
D’altra parte al
momento attuale la “lotta al doping” consiste solamente nel cercare la presenza
nel sangue o nelle urine di un atleta di una qualsiasi sostanza compresa in un
definito elenco. In questo elenco ci sono anche sostanze di uso medico comune,
utilizzate per curare malattie vere, il cui uso, quando necessario, comporta
procedure complesse, fastidiose e non sempre irreprensibili. Ovviamente il
gioco vero è la continua gara tra chi cerca di scoprire nuove molecole in grado
di favorire le prestazioni sportive e chi deve scoprire l’esistenza di queste
molecole e farle inserire nell’apposito elenco, sviluppando anche la tecnologia
per poterle riconoscere in modo il più semplice ed economico, perché si tratta pur
sempre di analizzare migliaia di atleti. E’ ovviamente una gara ad handicap, in
cui la parte che cerca di scoprire il doping è perennemente svantaggiata,
lavorando solo di rimessa. Se poi si aggiunge che il ritmo delle analisi è, per
ogni atleta, molto blando e non sempre casuale, la frittata è fatta. Si ha il
risultato sotto gli occhi di tutti. Una notizia di questi giorni è quella di un
uso massiccio del Viagra da parte di atleti cui è richiesto uno sforzo
concentrato, uso che avrebbe lasciato “tracce visibili” documentate da alcunefoto.
Non so quanto
questo sia vero, ma sembrerebbe in ogni caso che dalle prossime olimpiadi anche
il Viagra sarà compreso nel famoso elenco. Nel frattempo è stato usato
liberamente. Se si vuole combattere il doping seguendo questa strada, bisogna
allora investire grosse somme in laboratori e personale specializzato per
ridurre il più possibile il gap temporale tra la scoperta di una molecola
dopante, e il suo riconoscimento come tale, inserimento nell’elenco delle
sostanze proibite e lo sviluppo di una tecnica di identificazione. Inoltre la
frequenza di controllo di ogni singolo atleta deve diventare molto alta,
coprendo ogni periodo della sua attività. Certamente i costi sarebbero
estremamente alti, ma non vedo altra soluzione.
C’è poi chi ritiene,
secondo me con argomenti non proprio trascurabili, che la lotta al doping è
impossibile, per tutto quello detto prima, e che quindi sia molto meglio
lasciarlo libero ma sotto un certo controllo medico. E’ un’argomentazione molto
simile a quella che si è dimostrata corretta contro il proibizionismo
dell’alcol, e a quella portata avanti a favore della liberalizzazione e
controllo della prostituzione. D’altra parte lo sport professionistico è ormai
esclusivamente uno spettacolo, e quindi è più ragionevole usare le categorie di
valore adatte a questa classificazione che quelle moraleggianti relative ad una
generica attività ludica umana, ma sostanzialmente privata. Non dobbiamo
dimenticare che tra le attività spettacolari erano comprese, fino a qualche tempo
fa, anche scontri armati il cui obiettivo era la morte di uno dei partecipanti
, o scontri violenti in cui la menomazione fisica era un risultato abbastanza
frequente. Viviamo pur sempre in una società in cui è considerato normale che
per sopravvivere, e nemmeno tanto bene, si facciano lavori usuranti e spesso
estremamente pericolosi. Perché allora non ammettere che a fronte di un
guadagno di livello superiore non possa essere possibile affrontare un rischio
fisico controllato?
Onestamente io
non ho una risposta, non so decidere cosa sia meglio, perché vedo i problemi
che entrambe le soluzioni lascerebbero aperti.
Quello di cui
sono sicuro è però che continuando come ora è sostanzialmente una pagliacciata.
Si lascia completamente vivo l’interesse al doping, anche se clandestino,
perché la probabilità di essere scoperti è relativamente bassa rispetto al
guadagno potenziale, ma quando si becca qualcuno, per caso o per volontà
politica, lo si mette alla gogna come se il poveretto fosse un peccatore terribile
e non invece una semplice vittima del sistema come di fatto è.
Ovviamente a
livello dirigenziale risultano tutti angioletti, perché la “lotta al doping”
loro la perseguono ufficialmente, anche se di fatto, come è evidente a chiunque
sappia guardare appena dietro le apparenze, lasciano liberi tutti di fare
quello che vogliono. Di questa pagliacciata loro il prezzo non lo pagano mai.
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martedì 8 maggio 2012
Un sentito ringraziamento a Beppe Grillo, alla luce delle recenti elezioni
Grazie Grillo per aver evitato che il più becero populismo morisse con Berlusconi...
Grazie per aver reso il populismo veramente super partes, dato che tu e tutti i tuoi slogan principali siete decisamente di destra, mentre buona parte dei tuoi fanatici seguaci pensa di essere di sinistra...
Grazie per il contributo essenziale ad evitare che l'italia corra il rischio di diventare un paese normale...
Grazie per tutto e a buon rendere...
Grazie per aver reso il populismo veramente super partes, dato che tu e tutti i tuoi slogan principali siete decisamente di destra, mentre buona parte dei tuoi fanatici seguaci pensa di essere di sinistra...
Grazie per il contributo essenziale ad evitare che l'italia corra il rischio di diventare un paese normale...
Grazie per tutto e a buon rendere...
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lunedì 7 maggio 2012
Elezioni. Boom di 5 Stelle. Crollo della Lega Nord
Da Repubblica.it
Si vede che non avendo più il coraggio di votare per il Trota, hanno votato per il Grillo.
Continuano a votare delle bestie, però...
Si vede che non avendo più il coraggio di votare per il Trota, hanno votato per il Grillo.
Continuano a votare delle bestie, però...
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venerdì 4 maggio 2012
Giornata Internazionale contro i DRM
Cosa sono i DRM? Perchè dovreste protestare in favore della loro eliminazione?
Se non siete un fruitore di musica in formato MP3, acquistabile in rete, o lettore di ebooks, cioè di libri in formato digitale, leggibili sugli appositi lettori e/o su PC, Tablet come iPad o anche, come ho spesso fatto io, su iPhone, probabilmente non capirete le ragioni di questa protesta. Per non perdere troppo tempo a descrivere le sue ragioni vi linko un sito dove queste ragioni vengono spiegate in modo elementare, anche se era prima che il problema colpisse anche i libri, che ancora non c'erano. Qui invece un posto più recente, dove si fa propaganda per questo evento.
Il problema degli ebooks, del loro prezzo eccessivo, delle limitazioni anticostituzionali che i DRM pongono, merita sicuramente un approfondimento specifico, e prometto di farlo nel prossimo futuro.
Nel frattempo, datemi un po' di fiducia e protestate ad alta voce contro questo abuso.
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