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sabato 1 novembre 2014

La Ragazza Meccanica

È il mio consiglio di lettura per il mese di Novembre. The Windup Girl di Paolo Bacigalupi, che nonostante il nome è uno scrittore americano, è il suo primo romanzo, ed ha vinto quasi tutti i premi che poteva vincere, a cominciare dall'Hugo e dal Nebula.
È sicuramente un ottimo romanzo, ma mi sembra presenti ancora qualche legnosità che l'esperienza potrà si spera eliminare nelle opere future di questo promettente autore.
Per i dettagli di queste mie perplessità, che non mi impediscono di apprezzare questo romanzo, rimando al mio consiglio su La Ragazza Meccanica che è anche un po' più corposo del solito.

mercoledì 1 ottobre 2014

I consigli di lettura

In questo (lungo) periodo in cui non ho mai aggiornato questo blog, ho invece continuato a pubblicare i miei consigli di lettura di SF e Fantasy. Non voglio ora recuperare quello che è passato, e che chi vuole può tranquillamente ritrovare anche attraverso l'elenco completo dei miei consigli dato nel link precedente.
Però credo sia giusto dare spazio al consiglio più recente, quello di Ottobre 2014.

Che è poi un consiglio per modo di dire, trattandosi di una trilogia fantasy che mi è piaciuta piuttosto poco. Ma ho scritto questo consiglio quando ero ancora in carenza di nuove letture, e avevo deciso di cancellare cosaleggo accorpando nei consigli anche le letture non proprio soddisfacenti.
Ora la situazione è diversa, ma nella programmazione dei post qualcosa della vecchia situazione è rimasta.
E' una trilogia in cui i peggiori cliché del fantasy classico vengono ampiamente utilizzati, con uno stile narrativo non molto sciolto.
Credo che si sarebbe potuto fare molto di meglio.

venerdì 19 settembre 2014

L1L0, un bel racconto e un'occasione per delle considerazioni

Ho letto questo bel racconto Steampunk, pubblicazione gratuita della Antonio Tombolini Editore nella collana Vaporteppa (che è l'italianizzazione steampunk del termine Steampunk). Ne ho parlato nella mia rubrica cosaleggo, ma qui voglio ampliare le considerazioni che la vicenda di quel racconto mi aveva portato a fare e che avevo già espresso brevemente e magari anche un poco polemicamente in quel commento.
Come avevo detto, questo racconto era stato presentato per un concorso indetto da Il Duca di Baionette sul suo blog, ed era anche risultato vincitore. Diverse vicissitudini avevano impedito la pubblicazione dei racconti ritenuti adatti dopo una loro revisione. Marco Carrara, che è Il Duca di Baionette, è ora diventato il curatore della collana Vaporteppa, e alcuni di quei racconti, dopo profonda revisione, sono stati pubblicati, o lo saranno a breve, in questa collana.
Io ho letto L1L0 sia nella versione originale che in quella attuale, e posso dire che il lavoro di editing che Marco Carrara ha fatto è stato davvero efficace, e ora il racconto non sfigurerebbe nemmeno su riviste anglosassoni. È un racconto leggero e divertente, ma ora è scritto davvero bene, si legge senza alcun intoppo e scorre piacevole sino alla fine.
L'editing, questo è il problema che tutti gli autopubblicati hanno, nessuno escluso, come ho spesso sottolineato nel commento alle diverse opere di cui ho parlato. Per qualcuno il problema è grave ed avrebbero bisogno di un editing molto profondo, che coinvolga anche la gestione della storia, e non solo gli aspetti formali, per altri si tratterebbe solo di smussare ruvidezze, piccoli errori ma irritanti per il lettore, in ogni caso al momento non ho ancora incontrato un'opera autopubblica che non godrebbe di un buon miglioramento da un editing adeguato.
Questo perché quasi sempre, e nei casi migliori, quello che viene definito "editing" si limita alla lettura critica da parte di uno o più amici, che però non hanno la necessaria contrapposizione di interessi da poter davvero imporre le correzioni eventualmente ritenute necessarie, ammesso pure che abbiano le capacità di riconoscerle. Se sono anche loro degli scrittori autoprodotti o aspiranti tali, la possibilità che soffrano degli stessi limiti di giudizio degli autori di cui dovrebbero fare editing è estremamente alta.
Un secondo elemento che mi colpisce, e questa volta anche un po' personalmente, è il fatto che la maggioranza di questi "scrittori" non ama molto le critiche alla loro tecnica narrativa, anche quando ben documentata, arrivando a ritenere che l'unico compito di un lettore sia di dire se la lettura gli è piaciuta o meno, ovviamente senza capire il perché. Che a sostenere questa bestialità siano anche autori che stimo, di cui compero e leggo le opere, mi irrita ancora di più, e mi fa pensare che sia una autodifesa preventiva alla loro vera incapacità di gestire professionalmente la scrittura, perché io ritengo sia non solo diritto, ma addirittura dovere di un lettore il capire perché, per quali ragioni, nella struttura e nella trama di una narrazione, la narrazione stessa gli piace o non gli piace.
Ritengo quindi importante far notare come Marco Carrara, il Duca di Baionette, abbia sempre espresso molto chiaramente, con fermezza e anche molto folclore, le sue idee su come debba essere strutturata una narrazione di genere, e per questo è ritenuto uno dei peggiori talebani delle cosiddette regole, che poi regole non sono ma solo consigli basati sull'esperienza e il buon senso e ampiamente diffusi nel mondo anglosassone, dove sono date per scontate. Ma è proprio Marco Carrara, il talebano, che ha migliorato in modo significativo il racconto L1L0 con il suo lavoro di editing insieme all'autore, a dimostrazione che certe regole, se applicate con la consapevolezza del loro significato generale, portano davvero ad un prodotto migliore, e se i lettori diventano più consapevoli del perché molti dei romanzi che gli vengono proposti sono delle vere schifezze, il mondo inflazionato degli aspiranti scrittori italiani non ne potrà che avere un grosso vantaggio.

martedì 3 giugno 2014

DD1 Ignition - Continuiamo a parlare di autopubblicati

Avevo incominciato a parlare degli autopubblica in un vecchio post, poi ho anche incominciato a presentarne qualcuno che mi era sembrato meritare. Continuo ora questa iniziativa parlando di un altro autopubblicato, e questa volta di un vero romanzo, primo volume di una trilogia.
Questo romanzo presenta anche molti difetti, secondo me, ma si fa leggere con una ragionevole fluidità e riesce ad imbastire una storia che ti lascia il desiderio di conoscere il seguito.
Nella speranza che nei romanzi successivi vengano smussati o addirittura eliminati certi elementi che rendono impacciata la lettura, potete trovare una presentazione un poco più completa qui.

sabato 15 febbraio 2014

I Mecha di Napoleone III

In un post precedente, in cui incominciavo una discussione su un fenomeno che si sta sviluppando in questi giorni, e cioè di autori di romanzi, ma anche di saggi, che evitano volutamente di cercare di essere pubblicati attraverso i tradizionali canali delle Case Editrici, e scelgono invece di autopubblicarsi in formato digitale, preoccupandosi personalmente di fare un decente editing, una buona copertina e qualche marketing.
In quel post avevo messo in evidenza la difficoltà che un lettore qualsiasi incontra nel cercare di trovare nella enorme quantità di prodotti di bassissimo livello i pochi degni di essere letti. Avevo anche accennato al fatto che il passaparola può essere utile, anche se vede un grosso limite nell'abitudine di certi gruppi di autori di autoincensarsi a vicenda. Le recensioni da parte di persone che dimostrano la propria indipendenza di giudizio, la capacità di valutare realmente la qualità degli scritti, è in questo caso davvero utile.
Senza pretendere di essere tutte le belle cose che ho detto, ma considerando che mantengo in attività una rubrica di consigli di lettura di romanzi di fantascienza e di fantasy, che compie in questo mese il suo decimo anniversario, credo di poter meritare un minimo di fiducia.
Per questo, e proprio per festeggiare il decennale di attività, ho deciso di consigliare la lettura di un paio di racconti di un autore che volutamente si limita all'autopubblicazione. I costi dei suoi racconti, quando non sono gratuiti, sono estremamente contenuti, il che aiuta al volere perlomeno farsene un'idea.
Quello che voglio consigliarvi di leggere sono due racconti ucronici, di una realtà alternativa, che fanno parte di un progetto più ampio, denominato Risorgimento di Tenebra, che vede la partecipazione di diversi autori e che comporta la riscrittura delle vicende del nostro Risorgimento in versione horror o fantascientifica.
Alessandro Girola è stato il primo degli autopubblicati che mi ha colpito per la sua capacità di scrittura che, seppure ancora bisognosa di qualche aggiustamento, è sufficientemente gradevole e corretta. Questa coppia di racconti, un racconto e un romanzo breve, presentano una storia rivisitata in cui una astronave aliena è costretta all'atterraggio sulla Terra, e il suo equipaggio si divide, per ragioni filosofiche ma anche pratiche, in due parti. La maggior parte di loro appoggia l'impero austroungarico aiutandolo nella sua guerra contro la nascente Germania e contro la Francia e l'Italia. Un gruppo minoritario si trasferisce invece nel giovane Regno d'Italia cercando di potenziarne le capacità belliche. Con più che evidenti richiami alla saga dell'Invasione di Turtledove, e ai vecchi cartoni dei "robottoni" giapponesi, Girola riesce a presentarci una storia che scorre piacevolmente.
Il limite della dimensione narrativa impedisce una completa presentazione della storia alternativa, e anche una completa descrizione dei personaggi. Sarebbe il caso che Girola superasse le ragioni, del tutto ragionevoli, che al momento lo limitano nell'ampiezza della narrazione, ed affrontasse l'impegno di un romanzo completo.
In ogni caso, con tutti i suoi limiti che ho descritto nel mio invito alla lettura, è un autore che si eleva decisamente al di sopra del livello di rumore caotico tipico dell'ambiente, e che quindi credo davvero meriti di essere letto.

mercoledì 1 gennaio 2014

The Dragon's Path

Il primo volume di una pentologia in corso di scrittura, il cui quarto volume è previsto in questo anno, con il titolo collettivo The Dagger and the Coin, con chiara indicazione dei poteri che si scontrano e si bilanciano.
Dopo The Long Price Quartet, Daniel Abraham apre un mondo completamente nuovo, e ancora una volta con poco a che vedere con il fantasy classico. Ritornando a firmare con il suo nome, e quindi libero da collaborazioni o commistioni, Abraham presenta un'ambientazione in cui convivono un discreto numero di razze umane, che la leggenda dice essere state create dai draghi, che dominavano il mondo, a partire dalla razza umana base. Scomparsi i draghi, per ragioni non chiare ma sicuramente favorite dalla guerra tra di loro, il mondo si è evoluto lentamente, in millenni di storia, in una struttura semifeudale in cui il potere militare e quello economico, dei commerci e delle banche che li favoriscono, si contendono il controllo politico. Questo primo volume è introduttivo, ma già presenta molti personaggi essenziali della vicenda, e i personaggi sono l'aspetto principale, anche più della splendida ambientazione.
Un inizio decisamente positivo, che fa ben sperare per il seguito. E' la mia presentazione per il mese di Gennaio 2014.

venerdì 6 dicembre 2013

Throne of the Crescent Moon

Il romanzo che propongo per il mese di dicembre è Throne of the Crescent Moon, di Saladin Ahmed. Un fantasy che è il primo romanzo scritto dall'autore, già noto per alcuni racconti, e che dovrebbe essere l'inizio di una serie. E' stato nominato sia per l'Hugo che per il Nebula, e ha vinto il premio Locus per il miglior primo romanzo.
Non è un capolavoro, ma è di lettura piacevole e rappresenta una ventata di aria fresca specialmente per la sua ambientazione "arabizzante", con l'intero repertorio dei mostri e miracoli che si possono immaginare. I personaggi sono caratterizzati con sufficienza, ma pagano pegno allo sviluppo della storia, che è la parte privilegiata.
Qualche deus ex machina di troppo dimostra che la mano nel gestire la storia stessa non è ancora del tutto salda. Bisognerà aspettare il seguito per un giudizio più definitivo.

mercoledì 6 novembre 2013

La Paura del Saggio

Secondo episodio della saga Le Cronache dell'Assassino del Re, di Patrick Rothfuss. Dopo Il Nome del Vento, primo episodio della saga e suo romanzo d'esordio, Rothfuss si è forse fatto prendere la mano dalla sua facilità di scrittura, dalla sua narrazione evocativa, e ha scritto un volume di 1200 pagine in cui alcuni episodi sono stiracchiati oltre il necessario.
Rimane un romanzo di alto livello ma, in attesa del terzo e conclusivo capitolo, leggermente inferiore al primo.
Una presentazione un poco più dettagliata può essere trovata nei miei Consigli di Lettura mensili.

domenica 27 ottobre 2013

Mister Rat-Man e la Matematica

Sono a Genova perché quest'anno voglio seguire con più attenzione e continuità il Festival della Scienza. Il primo evento a cui ho partecipato è stato questa conferenza: Comics and Science: da Rat-Man alla scienza. Conversazione con Roberto Natalini, Leo Ortolani e Andrea Piazzi.
Una anteprima della presentazione a Lucca Comics del libretto illustrato nella foto ed edito dal CNR in cui, con fumetti, interviste e saggi più o meno seri ci si diverte su alcune questioni di scienza, ed in particolare di matematica.
Due ore passate molto piacevolmente.

sabato 19 ottobre 2013

Benvenuti nel mondo degli autopubblicati


Con questo post voglio solo introdurre il tema e fare qualche considerazione derivata dalla mia esperienza di questi anni. Su questo argomento ci sono ampie discussioni in rete, e mi guardo bene dal volerle riassumere qui, né al momento voglio prendere una esplicita posizione sul problema, a parte per le esperienze personali che illustrerò. E’ certo un tema su cui penso di ritornare.
Da diversi anni in campo internazionale, e più di recente anche in Italia, si sta diffondendo l’uso dei libri elettronici, gli ebook. La loro diffusione, inizialmente molto temuta dagli editori tradizionali di libri di carta, non ha invece comportato una proporzionale riduzione della vendita di questi ultimi, risultando alla fine in un incremento delle vendite totali. Questo concetto non è stato ancora capito dagli editori italiani, che si sono arroccati in una difesa ad oltranza, boicottando gli ebook in ogni modo, ad incominciare dal prezzo di vendita, di poco inferiore al cartaceo e spesso superiore, in presenza di particolari campagne di sconti. Ma non è questo l’argomento di questo post, anche se meriterebbe una discussione approfondita.
La nascita di questa tecnologia e il contemporaneo sviluppo delle librerie on-line, naturalmente attrezzate per la loro vendita, ha ovviamente comportato, in poco tempo, l’apparizione di libri editi esclusivamente in formato elettronico. A parte piccoli problemi di formato, soprattutto per la volontà di Amazon di mantenere ad ogni costo un formato proprietario per tutti gli ebook venduti sulla sua piattaforma, e la frequente presenza, ossessiva in Italia, dei cosiddetti Digital Rights Management (DRM), cioè una limitazione inserita nel file digitale per impedirne la diffusione, analogo al fallimentare controllo di riproduzione per i CD musicali, la diffusione degli ebook è stata travolgente.
Poiché la produzione di un ebook è tutto sommato semplice, ad iniziare dagli Stati Uniti si sono incominciati a moltiplicare degli autori che hanno completamente saltato il passaggio da un Editore ufficiale, mettendo direttamente in vendita il proprio ebook su delle librerie on-line disposte ad ospitarli in cambio di una percentuale del prezzo. Non stiamo parlando di piccoli siti sconosciuti, ma di Amazon stessa che è stata proprio l’iniziatrice di tutta la faccenda. Il vantaggio da parte dello scrittore è un guadagno decisamente maggiore, anche in presenza di un prezzo di vendita molto minore del cartaceo, per l’alta percentuale sul prezzo stesso e la possibilità, nei casi più fortunati, di grossi volumi di vendita.
Non voglio qui entrare nella discussione su vantaggi o svantaggi di questa scelta per lo scrittore, perché il tema è complesso, ma voglio velocemente invece arrivare al punto che mi interessa di più ora, e cioè il significato di questo nuovo fenomeno per il lettore, specialmente il lettore italiano di letteratura fantastica.
Il primo vantaggio per il lettore è sicuramente il prezzo, perché il costo delle opere autopubblicate è normalmente molto basso, e spesso sono distribuiti inizialmente del tutto gratis.
Il primo svantaggio è ovviamente che si tratta di opere praticamente “scritte come vengono” con scarso o nullo lavoro di editing, di prelettura da parte di terzi e revisione assistita. Strafalcioni grammaticali e refusi vari sono la norma. Ma è uno svantaggio piuttosto limitato, perché ormai anche le maggiori Case Editrici hanno ridotto al minimo, e spesso annullato del tutto, l’editing professionale sulle opere pubblicate. Spesso si trovano refusi che anche un semplice correttore automatico avrebbe dovuto segnalare.
C’è però un altro svantaggio che deve essere preso in considerazione: è ben noto che in Italia ci sono più (aspiranti) scrittori che lettori, e la possibilità di eliminare il filtro rappresentato dalle scelte delle Case Editrici ha di fatto trasformato quella che era solo un’aspirazione in una realtà concreta.
In prima approssimazione non vi è stato un peggioramento qualitativo, e mi riferisco solo al settore del fantastico, perché ultimamente le scelte editoriali erano state di puntare ad un pubblico di lettori casuali, facilmente influenzabile da mode e belle copertine, dall’età sempre minore degli pseudo-scrittori di turno, ma la valanga di ebook di fantascienza, horror, fantasy, urban romance (i vampiri brilluccicosi) etc è tale che è addirittura impossibile seguirne l’apparizione, non dico leggerli.
Se volete un’idea dei numeri in questione date un’occhiata a questa recente pagina FaceBook dove da pochissimi giorni si presentano con le loro opere autori italiani del genere fantastico. Almeno quelli che hanno saputo dell’iniziativa.
Schiacciati dal numero esorbitante, diventa difficile scegliere, perché per fortuna tra questi c’è anche chi sa scrivere, chi ha delle belle idee, chi sa sviluppare delle storie… e qualche volta chi sa fare tutte e tre le cose…
Prima di aver fatto una ragionevole esperienza, aver potuto selezionare qualche autore che merita, bisogna inevitabilmente leggere delle grandi stupidaggini, il più delle volte scritte male, senza alcuna competenza stilistica, e questa ricerca, anche se non costa molti soldi, costa però un mucchio di tempo, che deve essere tolto a quello dedicato a leggere degli ottimi romanzi pubblicati da case editrici estere, ben selezionati, con un editing professionale e anche molto divertenti.
Per fare due esempi, ero stato piacevolmente sorpreso da New Babel di Laura Schirru, un ebook distribuito gratuitamente, da alcuni racconti di Alessandro Girola, di cui non ho ancora parlato, ma succede anche di incontrare cose come il recente Epopea dellaColonizzazione – Fase Uno di F. V. Ottavian (credo uno pseudonimo) che dovrebbe essere il primo di una serie ma dimostra solo l’incapacità dell’autore a narrare decentemente una storia.
Per riassumere il discorso, se l’autopubblicazione ha permesso a molti autori di superare i limiti spesso corporativi se non nepotistici delle Case Editrici ufficiali, in Italia la loro massa è tale che trovare le poche perle nel montone di rifiuti è davvero problematico.

venerdì 31 maggio 2013

Nata dal Vulcano

Cercando di mettere ordine nelle migliaia di ebook che possiedo, sono capitato sui romanzi di Tanith Lee, molti dei quali giacciono anche in forma cartacea nella mia libreria e che non avevo più riletto dopo la prima volta.
Il ricordo che ne avevo non era molto positivo, nonostante la fama che l'autrice si era conquistata anche in Italia.
Per cercare di capire perché avessi un ricordo del genere, ho riletto questo Nata dal Vulcano che è stato il suo primo successo editoriale.
Il romanzo è scritto estremamente male, e solo la mia incapacità di capire questa semplice verità quando l'ho letto la prima volta molti anni fa mi aveva lasciato una impressione solo parzialmente negativa.
Un commento più articolato è leggibile sul mio sito.

lunedì 4 marzo 2013

Embassytown di China Miéville

Dopo l'eccellente trilogia del Bas-Lag, e specialmente con il suo primo episodio Perdido Street Station, che mi aveva veramente entusiasmato nonostante i suoi difetti stilistici, ritorno a leggere un romanzo di China Miéville, e questa volta il suo primo romanzo di fantascienza.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.

venerdì 21 settembre 2012

A Shadow in Summer


E' il primo episodio di una quadrologia di Daniel Abraham, un Fantasy originale che ha alla base una società di tipo orientale in cui il controllo del potere è affidato ai poeti, persone in grado di creare e legare a sè gli andat, idee e concetti astratti resi reali e vincolati, loro malgrado, alla volontà dei poeti. Quasi dei semidei con poteri straordinari, in grado di dare ai loro controllori il potere di dominare il mondo, ma anche di generare una forte opposizione.
Un'opera di alta qualità, un altro dei tanti esempi che il genere Fantasy non è (solo) quello che circola maggiormente nelle librerie italiane.
Il mio invito a questa lettura si può trovare qui:
http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Settembre2012.html

domenica 5 agosto 2012

Invito alla lettura di Agosto 2012

I Mendicanti di Spagna 

di Nancy Kress

Urania (2008) (Beggers in Spain - 1993)


Il primo romanzo di una serie che non ho ancora continuato a leggere. Come spesso nelle opere della Kress, lo spunto di partenza è biologico, o meglio un'estrapolazione più o meno ragionevole di un argomento scientifico in campo biologico. In questo caso si tratta della possibilità di ridurre con una modifica genetica la necessità del sonno negli essere umani.








Continua su http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Agosto2012.html

martedì 1 maggio 2012

The First Law, un Fantasy di successo in tutto il mondo ma non in Italia

La trilogia fantasy The First Law, composta dai romanzi The Blade Itself, Before They are Hanged e Last Argument of Kings è stata pubblicata tra il 2006 e il 2008, e al momento è stata tradotta in tedesco, olandese, spagnolo, francese e russo, ma non in italiano. I nostri baldi editori, ma su di loro dovrò intervenire di nuovo tra poco, preferiscono inondare le librerie con le varie Unika, giocando sul nome dell'autore, ma che sono in ogni caso prodotti editoriali di marketing e di quallità che dire squallida è fargli molto onore. O i Bryan di Boscoquieto, prodotto diretto ad adolescenti pruriginosi, e scritto da uno di quelli, che anche anche quando descrive uno stupro, non ha personalmente ancora idea di cosa sta parlando. Come le Strazzulla o le Elisa Rosso, adolescenti che sono state pompate dalla pubblicità editoriale, ma che da adolescenti normali non sono in grado di presentare storie con un minimo di complessità e con valori ed interessi adeguati ai loro coetanei... non hanno la maturità necessaria per poterlo fare.
Il caso Troisi meriterebbe un lungo discorso che non voglio fare ora, ma in ogni caso si tratta di un'autrice per ragazzi che scrive estremamente male e che non è riuscita ad avere un'evoluzione positiva in circa dieci anni, ma tra le altre "perle" proposte dai nostri sagaci editori spicca come una singola stella luminosa nel cielo scuro.
Le ragioni di tutto questo sono piuttosto complesse, ma gli editori, e tutta la catena che li unisce alle librerie tramite le società di distribuzione, tenendo poi conto del fatto che spesso l'intera catena verticale è di un'unica proprietà, ne hanno la massima responsabilità.
Ma torniamo alla trilogia The First Law. Ho commentato i primi due volumi qui e qui. Sto per incominciare a leggere il terzo.
Non voglio ripetere quello che ho detto nelle due recensioni, ma voglio semplicemente ribadire che si tratta di una storia di ottimo livello, con personaggi caratterizzati nei minimi dettagli, con un controllo completo dei diversi punti di vista e una capacità di descrizione delle scene di azione, specialmente quelle di battaglie campali, di livello veramente superiore. La trama, al momento, non presenta innovazioni sostanziali rispetto alla tradizione fantasy, specialmente con la versione che le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin stanno facendo diventare più classica di quella di Tolkien.
Per chi è in grado di leggere in inglese, garantisco che è veramente un bel leggere, alla faccia dei nostri pseudo-editori.

mercoledì 1 febbraio 2012

Brandon Sanderson: The Alloy of Law

Questo è il Consiglio di Lettura del mese per Febbraio 2012 che ho appena pubblicato sul mio sito web:

Dopo aver iniziato solo il mese scorso a presentare e a consigliare dei romanzi in lingua originale non (ancora ?) tradotti in italiano con The Return of the Crimson Guard di Esslemont, non credevo di ripetermi subito nel mese successivo, convinto che questo tipo di proposta di lettura dovesse avvenire a scadenze piuttosto allungate. Ma mi è capitato di leggere questo The Alloy of Law, di Brandon Sanderson, e non ho saputo resistere all'impulso di presentarlo subito.
Sanderson sembra uno scrittore molto prolifico, e che spero riesca a mantenere la qualità delle sue prime opere anche nelle tante successive che ha intenzione di portare avanti. Dopo aver completato la trilogia dei Mistborn, ha accettato di completare la saga de La Ruota del Tempo di Jordan lasciata incompiuta per la morte dell'autore e che ha comportato la scrittura di tre poderosi volumi. Ha incominciato una nuova saga fantasy prevista in dieci volumi di cui il primo La Via dei Re (The Way of Kings) è già stato pubblicato in Italia, un mattone di più di 1000 pagine a 30 €. Ha inoltre dichiarato che la saga dei Mistborn sarebbe stata composta da tre triologie. Sicuramente Sanderson scrive con facilità e con un ritmo frenetico, ma in ogni caso il programma che si è posto è veramente strabiliante.
Questo The Alloy of Law è apparentemente, e anche secondo le dichiarazioni di Sanderson stesso, una deviazione dalla struttura centrale delle triologie previste, un poco fine a se stessa, se non fosse che il finale è così aperto da far capire che Sanderson si è riservato la possibilità di sviluppare a piacere anche questa linea narrativa, forse in un delirio di omnipotentia narranti.
Siamo in un mondo, Scadial, trecento anni dopo gli avvenimenti della Saga dei Mistborn, che sta scoprendo lentamente la tecnologia basata sulla fisica tradizionale, e in cui le capacità allomantiche e feruchemiche sono ancora presenti in alcuni individui, ma con molta meno frequenza e in modo ridotto. Non ci sono più Mistborn, i quasi leggendari individui capaci di sfruttare i poteri di tutti e sedici i metalli ed i loro composti. Ora poche persone posseggono la capacità di sfruttarne al massimo uno, ed ancora meno sono capaci di accoppiare le potenzialità allomantiche e quelle feruchemiche dello stesso metallo. Mentre la città di Elendel si sviluppa sempre più sfruttando le nuove conquiste della tecnologia, nei territori periferici, in cui la penetrazione umana sta lentamente ricominciando, nasce una società selvaggia e dalle regole spicce, come nel classico west americano. Waxillium Ladrian, diventato un famoso sceriffo dopo il suo volontario abbandono dei lussi di Elendel, è costretto a tornare in città per cercare di gestire le non buone condizioni economiche della sua casata, lasciata in difficoltà dalla morte dello zio che ne era a capo. Il conflitto interiore tra l'aspirazione ad una vita libera anche se pericolosa, ma con il pieno sfruttamento delle sue capacità allomantiche e feruchemiche basate sull'acciaio, con la capacità di spingere e di aumentare o diminuire il proprio peso usando gli anelli feruchemici come riserva, e la noiosa vita di un nobile, con i doveri di rappresentanza e la necessità di sapersi muovere nella guerra politica sempre presente ed attiva nella grande città di Elendel, è la base della rappresentazione del personaggio principale. Per di più angosciato dall'aver incidentalmente ucciso la propria amante nel tentativo di colpire un criminale che se ne faceva scudo. L'apparizione di una gang che riesce a rubare carichi preziosi senza lasciare alcuna traccia e senza che sia possibile capire come il furto avvenga è l'occasione per Waxillium di tornare ad utilizzare le proprie capacità.
Come sempre nei romanzi di Sanderson le scene di azione sono descritte con grande efficacia, e la trama è sempre tenuta sotto stretto controllo, in modo che i tantissimi fili tornino sempre a riannodarsi alla fine. L'enigma della tecnica del furto è tenuto abbastanza nascosto, anche se poi non si rivela essere niente di speciale, con qualche problema tecnico che viene di fatto ignorato. I personaggi sono molto ben descritti, e i dialoghi sono spesso brillanti. Devo però ripetere una critica già fatta al volume iniziale dei Mistborn: Sanderson non sta scrivendo un racconto per ragazzi e nemmeno per young adults, ma lo stile di scrittura è invece come se lo fosse. Se capisse che sta scrivendo per adulti, ed adeguasse quindi il linguaggio e le scelte delle scene da presentare, farebbe, secondo me, un grande salto di qualità.
In ogni caso è un romanzo che si legge con piacere, anche se lascia di fatto la vicenda del tutto aperta. E' una capacità di Sanderson, già notata nel primo volume dei Mistborn, di concludere di fatto una vicenda senza aver concluso per niente l'intera storia. Il lettore rimane tutto sommato soddisfatto che le linee del racconto più immediate trovino la loro conclusione, anche se si tratta, più in generale, di una conclusione solo parziale, con la vera storia ancora da capire.
Nel caso dei Mistborn alla fine si conclude tutto, mentre in questo caso rimangono molti dubbi che troveranno soluzione solo se Sanderson troverà il tempo per portare anche questa vicenda alla sua totale conclusione.

sabato 14 gennaio 2012

Ian C. Esslemont - The Return of the Crimson Guard

Ho da poco finito di leggere questo libro, in versione elettronica, e l'ho subito raccomandato per la lettura nella sezione del mio sito dove presento un romanzo di fantascienza o fantasy ogni mese. Con Gennaio 2012 ho completato otto anni di consigli di lettura, un tempo infinito e inimmaginabile quando ho cominciato, nel lontano febbraio 2004. La rubrica, se così posso chiamarla, ha cambiato faccia rispetto all'inizio, quando dicevo molto poco sulla trama dei libri che presentavo, limitandomi alle ragioni, qualche volta personali, che mi spingevano a raccomandarli. Poi poco alla volta il discorso si è un po' allargato, ho cominciato ad illustrare aspetti della trama per giustificare meglio la mia scelta, e a fare confronti con altri libri, fino ad arrivare qualche volta vicino ad una minirecensione.
Questo è quello che ho scritto su The Return of the Crimson Guard:

Questo è un suggerimento del mese molto particolare, non solo perchè completa l'ottavo anno di questi consigli mensili, ma perchè si tratta di un libro che non è stato tradotto in italiano e che io ho letto in versione elettronica. Dopo averci pensato su a lungo, ho infatti deciso di dare anche questo tipo di consiglio di lettura, perchè data la situazione dell'editoria italiana per quanto riguarda i generi di Fantascienza e Fantasy, ma sopratutto di Fantascienza, ho ormai scelto di leggere sempre più spesso le edizioni originali. Le ragioni sono abbastanza evidenti: non solo non viene tradotto in italiano quasi niente di quello che di valido esiste nel mondo, ma quel pochissimo che lo è viene poi venduto ad un prezzo assurdo, sia nella versione cartacea ma specialmente nella versione elettronica. Che questo atteggiamento dell'editoria italiana possa solo portare ad un aumento del tutto giustificato della pirateria non sono il solo a pensarlo, e la cosa mi sembra anche del tutto ragionevole. La pirateria sarà riportata a livelli fisiologici solo quando il costo di un romanzo in versione ebook, senza legacci (il)legali che ne condizionino la lettura, sarà portata al livello di una scelta senza praticamente conseguenze economiche per chi la esegue.
In parole più dirette: 16-19 € per un libro di intrattenimento, quasi sempre non rilegato o rilegato molto leggermente, è un costo molto pesante per un lettore abituale, che cioè legge molti libri all'anno. La scelta dell'ebook potrebbe aiutare la vendita specialmente di romanzi di interesse non particolarmente elevato, ma solo se l'ebook è veramente più economico del libro cartaceo, al limite del livello dell'acquisto compusivo, cioè pochi €, assolutamente meno di 4.99.
Detto questo, torniamo al romanzo che presento questo mese. Esslemont nei lunghi periodi di ricerca sui campi archeologi passati insieme a Steven Erikson ha contribuito allo sviluppo del mondo dell'Impero di Malaz, scenario pensato inizialmente per un possibile gioco di ruolo. Dopo l'insuccesso di una prima stesura de I Giardini della Luna come sceneggiatura per un film, Erikson ne trasse un lungo romanzo che però stentò molto per essere pubblicato. Il seguito è stato invece solo una serie continua di successi, con i dieci volumi de The Malazan Book of the Fallen di Erikson, i romanzi sulla storia parallela di Bauchelain e Korbal Broach dello stesso Erikson ed infine l'inizio dell'intervento diretto di Esslemont nella storia di Malaz con il romanzo breve Night of Knives, a cui ha fatto seguito questo The Return of the Crimson Guard.
Esslemont è stato costretto a ritardare la sua partecipazione alla novelizzazione del loro mondo anche perchè impegnato ad ottenere il Dottorato di Ricerca, e al momento ha deciso di impegnarsi per rischiarare episodi non esplicitati nella saga di Erikson ma che erano solo accennati o tralasciati.
In Night of Knives, che si svolge interamente nell'arco di 24 ore, viene chiarito un aspetto cruciale dell'intera storia, a cui si fa spesso accenno nei romanzi di Erikson, e cioè la trascendenza di Kellanved e Dancer. The Return of the Crimson Guard è invece molto più complesso e si dovrebbe posizionare temporalmente dopo gli avvenimenti descritti nel sesto volume di Erikson, I Cacciatori di Ossa (The Bonehunters), che non ho ancora letto e che quindi non posso commentare. Lo stile di scrittura di Esslemont mi sembra abbastanza simile a quello di Erikson, ma di Erikson ho al momento solo letto le versioni italiane, e quindi non posso fare un confronto diretto. Ho intenzione di ricominciare l'intera saga de The Malazan Book of the Fallen in lingua originale, per cui poi potrò fare un vero confronto. In ogni caso la trama di The return of the Crimson Guard è intricata come quelle di Erikson, con lo stesso sterminato numero di personaggi, le cui vicende sono a volte difficili da seguire proprio per il gran numero di salti da una vicenda all'altra, forse troppo più freneticamente di quanto faccia Erikson. L'epicità della vicenda, l'accuratezza delle descrizioni e l'altissima qualità delle scene di azione sono all'altezza delle opere del suo predecessore. Anche la morale generale, la descrizione di un momento di crisi di un impero, con la nascita di tante aspirazioni di libertà particolari e spesso in contrasto tra di loro, è resa splendidamente, tanto da convincermi quasi a continuare la lettura della saga di Erikson, di cui invece aspettavo il completamento della pubblicazione italiana per continuarla. Ma forse faccio prima a ricominciare in inglese.
In conclusione, è un romanzo che mi è piaciuto molto, anche se mi è costato qualche fatica sia per l'inglese con molti arcaismi, sia per adeguare la terminologia originale con quella delle traduzioni italiane, e non sempre è banale.