Secondo episodio della quadrologia The Long Price Quartet di Daniel Abraham. In questo romanzo il personaggio dominante diventa Otah Machi, costretto dagli avvenimenti a lottare per salvare se stesso e la propria donna, e per farlo deve cambiare le tradizioni secolari dele città dei Khaiem e bloccare un'altro tentativo di destabilizzazione dei Galts. Gli andat, i concetti immateriali che i Poeti concretizzano in persone con poteri da semidei, e il suo vecchio amico e rivale in amore Maati hanno ancora un ruolo fondamentale.
La struttura generale del racconto si rinforza sempre più e molti più aspetti di questa società instabile ma tenuta fermamente sotto controllo tramite i Poeti e i loro andat diventano chiari. Una lettura veramente consigliabile, e una quadrologia che chissà se verrà mai tradotta in italiano, visto che i nostri editori preferiscono dedicarsi a vampiri sbriluccicosi e a soft porno per casalinghe frustrate.
Una presentazione più dettagliata può essere trovata qui.
domenica 14 ottobre 2012
sabato 13 ottobre 2012
Ichino, "la sinistra che ha sbagliato tutto" e l'acqua sporca
In un lungo articolo sul suo blog in favore di Matteo Renzi, Pietro Ichino identifica con facilità dei difetti della politica passata di una parte della sinistra, quella più legata alle vecchie posizioni ideologiche e incapace di capire che il mondo evolve, e anche l'analisi politica del mondo stesso deve conseguenzialmente evolvere. Ne ricava però la facile identificazione di "una sinistra che ha sbagliato tutto", facendo proprio il gesto di chi vuole liberarsi dell'acqua sporca e la getta con violenza, solo che nel caso di Ichino il bambino che è nascosto nell'acqua non è buttato via insieme alla stessa per errore, ma assolutamente di proposito, cercando però di non farsene accorgere.
Insieme all'acqua sporca delle vecchie incrostazioni ideologiche, di un marxismo deterministico e fortemente vincolato ad una identità di classe che sta svanendo, non perchè non ci sono più lavoratori sfruttati, ma solo perchè non posseggono più un progetto di società alternativa, con il vecchio modello comunista travolto dallo sviluppo sociale attuale ed incapace di adattarsi alle nuove condizioni, Ichino butta, cercando di nasconderlo con argomentazioni fumose e senza basi concrete, anche tutto il fondamento di solidarietà e di equilibrio sociale basato sulla partecipazione di tutti al governo della società che è alla base stessa del socialismo più generale. Solidarietà che è cosa molto diversa dall'assistenzialismo di stampo cattolico, differenza sostanziale che rende in realtà molto difficile la coesistenza delle due anime del PD. Di fatto Ichino cerca di conciliare l'assistenzialismo con un liberismo moderato, ma l solidarietà la dimentica totalmente.
Per questo appoggia Renzi, perchè è un democristiano totale e convinto, e può tornare utile per spostare ancora più al centro il PD, nel disgraziato caso riuscisse a prevalere.
Insieme all'acqua sporca delle vecchie incrostazioni ideologiche, di un marxismo deterministico e fortemente vincolato ad una identità di classe che sta svanendo, non perchè non ci sono più lavoratori sfruttati, ma solo perchè non posseggono più un progetto di società alternativa, con il vecchio modello comunista travolto dallo sviluppo sociale attuale ed incapace di adattarsi alle nuove condizioni, Ichino butta, cercando di nasconderlo con argomentazioni fumose e senza basi concrete, anche tutto il fondamento di solidarietà e di equilibrio sociale basato sulla partecipazione di tutti al governo della società che è alla base stessa del socialismo più generale. Solidarietà che è cosa molto diversa dall'assistenzialismo di stampo cattolico, differenza sostanziale che rende in realtà molto difficile la coesistenza delle due anime del PD. Di fatto Ichino cerca di conciliare l'assistenzialismo con un liberismo moderato, ma l solidarietà la dimentica totalmente.
Per questo appoggia Renzi, perchè è un democristiano totale e convinto, e può tornare utile per spostare ancora più al centro il PD, nel disgraziato caso riuscisse a prevalere.
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lunedì 1 ottobre 2012
Decreto anticorruzione, Berlusconi e Ruby
Da Repubblica.it:
Tutti dicono di volerlo e subito, il ddl anticorruzione. Ma l'iter del provvedimento appare sempre più tortuoso. E sulla strada dell'approvazione spunta anche un emendamento salva-Ruby. Parole solenni sono venute dal presidente del Senato: "Sono fiducioso e ottimista - ha detto Renato Schifani - anche perché cercherò di dare una accelerazione ai lavori in commissione. C'è una richiesta ormai unanime che viene dal Paese di dotarlo di una legge che dia anche una risposta immediata ed efficace ai fatti di corruttela che stanno scuotendo pesantemente l'opinione pubblica". Pochissime ore dopo, però, il partito di Schifani - il Pdl - ha presentato un altro emendamento che avrebbe l'effetto di far saltare il processo milanese per il caso Ruby, in cui Berlusconi è accusato di concussione: oltre alla proposta di modifica che punta a concretizzare questo reato solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale - cioè l'ormai noto 'emendamento Sisto' - ne è spuntata un'altra che travolgerebbe i processi in corso perchè cambia di fatto la condotta della concussione.
Sarebbe ora di dire BASTAAAA...
Smettiamola con questa storia che per salvare il culo ad un vecchio satiro si debbano anche salvare i culi molto meno "nobili" di un innumerevole quantità di farabutti in sevizio continuato alla politica.
Si stabilisca una buona volta in modo ufficiale nella legge anticorruzione che da questa è esplicitamente esentato il cittadino Silvio Berlusconi, purchè, ovviamente, si ritiri a vita privata e rinunci ad ogni funzione pubblica (deve essere condizione obbligatoria per l'applicazione dell'esenzione).
Si viola l'articolo della Costituzione per cui tutti sono uguali davanti alla legge?
Ma quando mai siamo stati tutti uguali davanti alla legge?
Non prendiamoci per i fondelli da soli, evitiamo di cercare di sbattere in galera il vecchio satiro, perchè tanto non ci possiamo riuscire, ma cerchiamo di liberarcene una volta per tutte...
Tutti dicono di volerlo e subito, il ddl anticorruzione. Ma l'iter del provvedimento appare sempre più tortuoso. E sulla strada dell'approvazione spunta anche un emendamento salva-Ruby. Parole solenni sono venute dal presidente del Senato: "Sono fiducioso e ottimista - ha detto Renato Schifani - anche perché cercherò di dare una accelerazione ai lavori in commissione. C'è una richiesta ormai unanime che viene dal Paese di dotarlo di una legge che dia anche una risposta immediata ed efficace ai fatti di corruttela che stanno scuotendo pesantemente l'opinione pubblica". Pochissime ore dopo, però, il partito di Schifani - il Pdl - ha presentato un altro emendamento che avrebbe l'effetto di far saltare il processo milanese per il caso Ruby, in cui Berlusconi è accusato di concussione: oltre alla proposta di modifica che punta a concretizzare questo reato solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale - cioè l'ormai noto 'emendamento Sisto' - ne è spuntata un'altra che travolgerebbe i processi in corso perchè cambia di fatto la condotta della concussione.
Sarebbe ora di dire BASTAAAA...
Smettiamola con questa storia che per salvare il culo ad un vecchio satiro si debbano anche salvare i culi molto meno "nobili" di un innumerevole quantità di farabutti in sevizio continuato alla politica.
Si stabilisca una buona volta in modo ufficiale nella legge anticorruzione che da questa è esplicitamente esentato il cittadino Silvio Berlusconi, purchè, ovviamente, si ritiri a vita privata e rinunci ad ogni funzione pubblica (deve essere condizione obbligatoria per l'applicazione dell'esenzione).
Si viola l'articolo della Costituzione per cui tutti sono uguali davanti alla legge?
Ma quando mai siamo stati tutti uguali davanti alla legge?
Non prendiamoci per i fondelli da soli, evitiamo di cercare di sbattere in galera il vecchio satiro, perchè tanto non ci possiamo riuscire, ma cerchiamo di liberarcene una volta per tutte...
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giovedì 27 settembre 2012
Berlusconi, grazie per farci ricordare
Da Repubblica.it:
L'euro? Un grande imbroglio. L'inflazione? Se aumenta di un paio di punti, potrebbe favorire l'economia. La Germania? Non è stato un Paese solidale. E se uscisse dall'euro, non sarebbe una tragedia. E' un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla presentazione del libro di Renato Brunetta, che si intitola, appunto "Il grande imbroglio".
....
L'attacco alla Germania continua: "Il fiscal compact esprime in sé le idee di una politica imposta dalla Germania, paese egemone, che dovrebbe essere paese solidale e che invece ha rifiutato questa solidarietà". "Se la Germania uscisse dall'euro", dice ancora, "non sarebbe una tragedia". Per l'ex premier, infatti, sono due le strade possibili per aiutare l'Europa ad uscire dalla crisi: dare più poteri alla Bce oppure far sì che Berlino esca dall'euro, cosa che, chiosa, "non è una tragedia, anzi è una soluzione che molte banche tedesche prendono in considerazione".
....
Berlusconi non risparmia dure critiche al governo: "si è inoltrato in una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, ha sottratto soldi alle famiglie e li ha portati nelle casse dello Stato. Così facendo ha creato ansia, preoccupazione, paura del futuro: è il primo fattore che pesa sull'economia". E questo clima di paura, prosegue l'ex premier, "ci impoverirà sempre di più". Gli italiani, prosegue, sono "terrorizzati da questo stato di polizia tributaria".
Dopo diversi mesi passati con il Governo Monti in azione, un governo liberista, che ha difeso sopratutto le strutture bancarie, che ha sicuramente tenuto in piedi l'Italia ma con politiche al momento solo restrittive e un po' troppo classiste, stavamo sviluppando, almeno io ma credo di essere in abbondante compagnia, una reazione sempre più pesante allo stesso Governo Monti.
Devo quindi ringraziare Berlusconi per queste sue parole, perchè mi hanno fatto ricordare da dove eravamo partiti, da quale situazione abbiamo faticato ad uscire, ammesso che ci siamo poi riusciti. Mi ha fatto ricordare sopratutto chi era stato il responsabile del disastro in cui eravamo precipitati, e che di quel responsabile non ci siamo ancora liberati, ma sta sempre lì a ricattare per quel che può (e può) il Governo Monti e spera di tornare a governare l'Italia, o perlomeno a continuare a condizionare pesantemente anche il prossimo governo.
Per cui l'irritazione verso il Governo Monti continua a sussistere, ma è temperata dalla consapevolezza che al momento attuale sarebbe molto difficile avere di meglio, e non è detto che sia possibile anche nel futuro, specialmente se la sinistra continua a dividersi e a litigare su questioni di principio, dimenticando i fatti di base su cui dovrebbe essere possibile trovare facilmente un accordo.
L'euro? Un grande imbroglio. L'inflazione? Se aumenta di un paio di punti, potrebbe favorire l'economia. La Germania? Non è stato un Paese solidale. E se uscisse dall'euro, non sarebbe una tragedia. E' un Silvio Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla presentazione del libro di Renato Brunetta, che si intitola, appunto "Il grande imbroglio".
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L'attacco alla Germania continua: "Il fiscal compact esprime in sé le idee di una politica imposta dalla Germania, paese egemone, che dovrebbe essere paese solidale e che invece ha rifiutato questa solidarietà". "Se la Germania uscisse dall'euro", dice ancora, "non sarebbe una tragedia". Per l'ex premier, infatti, sono due le strade possibili per aiutare l'Europa ad uscire dalla crisi: dare più poteri alla Bce oppure far sì che Berlino esca dall'euro, cosa che, chiosa, "non è una tragedia, anzi è una soluzione che molte banche tedesche prendono in considerazione".
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Berlusconi non risparmia dure critiche al governo: "si è inoltrato in una maggiore tassazione che ha colpito le famiglie italiane, ha sottratto soldi alle famiglie e li ha portati nelle casse dello Stato. Così facendo ha creato ansia, preoccupazione, paura del futuro: è il primo fattore che pesa sull'economia". E questo clima di paura, prosegue l'ex premier, "ci impoverirà sempre di più". Gli italiani, prosegue, sono "terrorizzati da questo stato di polizia tributaria".
Dopo diversi mesi passati con il Governo Monti in azione, un governo liberista, che ha difeso sopratutto le strutture bancarie, che ha sicuramente tenuto in piedi l'Italia ma con politiche al momento solo restrittive e un po' troppo classiste, stavamo sviluppando, almeno io ma credo di essere in abbondante compagnia, una reazione sempre più pesante allo stesso Governo Monti.
Devo quindi ringraziare Berlusconi per queste sue parole, perchè mi hanno fatto ricordare da dove eravamo partiti, da quale situazione abbiamo faticato ad uscire, ammesso che ci siamo poi riusciti. Mi ha fatto ricordare sopratutto chi era stato il responsabile del disastro in cui eravamo precipitati, e che di quel responsabile non ci siamo ancora liberati, ma sta sempre lì a ricattare per quel che può (e può) il Governo Monti e spera di tornare a governare l'Italia, o perlomeno a continuare a condizionare pesantemente anche il prossimo governo.
Per cui l'irritazione verso il Governo Monti continua a sussistere, ma è temperata dalla consapevolezza che al momento attuale sarebbe molto difficile avere di meglio, e non è detto che sia possibile anche nel futuro, specialmente se la sinistra continua a dividersi e a litigare su questioni di principio, dimenticando i fatti di base su cui dovrebbe essere possibile trovare facilmente un accordo.
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mercoledì 26 settembre 2012
Sallusti, le opinioni e i reati
Il giornalista
Alessandro Sallusti è stato definitivamente condannato a 14 mesi di carcere per
aver fatto pubblicare sul giornale Libero, di cui era Direttore Responsabile,
un articolo anonimo considerato diffamatorio. Che giornalisti vari diffamino
più o meno a piacere, è un fatto abbastanza scontato. Che diffamino qualcuno
che ha la forza di reagire e querelarli è già abbastanza più raro. Che poi si
finisca con un giudizio di colpevolezza con pena in carcere è quasi un caso
unico. Ma non per l’arbitrarietà del giudizio, ma per una semplice osservazione
che “cane non morde cane”, e che questi affari si “giudicano” normalmente in altra sede, e
con altri mezzi. Questo è stato evidentemente un caso particolare.
Però a me questo
giudizio piace molto. Sallusti è un personaggio molto antipatico, che si è
venduto, come giornalista, ad una parte politica in modo esplicito. Il cadere
in qualche incidente come questo l’aveva sicuramente messo in conto.
Normalmente quando si è condannati per reati di questo genere si finisce a
dover pagare delle cifre, anche notevoli, di denaro. Che per una persona nella
posizione di Sallusti significa sicuramente che non la paga lui, ma il giornale
o qualche assicurazione stipulata all’uopo (sempre a spese del giornale).
Per questo
ritengo questa sentenza molto esemplare, perché punisce il reo di un reato (non
di un’opinione) con una pena che “gli brucia” personalmente, e che non può
scaricare sul giornale come ha sempre fatto in precedenza.
Mi offro
volontario per portare a Sallusti delle arance fresche, purchè lui stia in
galera effettivamente (ma sembra già che ci siano poche speranze che questo sia
possibile).
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venerdì 21 settembre 2012
A Shadow in Summer
E' il primo episodio di una quadrologia di Daniel Abraham, un Fantasy originale che ha alla base una società di tipo orientale in cui il controllo del potere è affidato ai poeti, persone in grado di creare e legare a sè gli andat, idee e concetti astratti resi reali e vincolati, loro malgrado, alla volontà dei poeti. Quasi dei semidei con poteri straordinari, in grado di dare ai loro controllori il potere di dominare il mondo, ma anche di generare una forte opposizione.
Un'opera di alta qualità, un altro dei tanti esempi che il genere Fantasy non è (solo) quello che circola maggiormente nelle librerie italiane.
Il mio invito a questa lettura si può trovare qui:
http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Settembre2012.html
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sabato 11 agosto 2012
Il doping sportivo, Schwazer e l’ipocrisia
Con la “scoperta”
dell’uso di Epo da parte di Schwazer, uno dei favoriti per le gare di
marcia alle Olimpiadi di Londra,
si è assistito alle solite sceneggiate: da una parte pianti, confessioni,
assicurazioni che si è trattato di un errore di cui ci si pente, dimissioni
varie etcetera. Dall’altra sgomento, meraviglia, sorpresa, dichiarazioni che
l’ambiente è però in generale pulito, con la solita ricerca dei capri espiatori
di prammatica. In mezzo un’opinione pubblica divisa tra l’insulto becero e la
rassegnazione, con la prima parte ovviamente in molto maggiore esposizione
mediatica.
Nessuno che si
ponga veramente il problema, dopo questa ennesima dimostrazione, di cosa sia
veramente il doping e se sia davvero possibile eliminarlo, ammesso che lo si
voglia.
Io non sono
sicuramente un esperto, né ho competenze particolari, ma mi è bastato leggere
con una certa attenzione quello che è stato detto ufficialmente, raccogliere le
notizie di dominio pubblico, utilizzare la competenza scientifica che ho, per
concludere che si tratta di un problema che viene affrontato in modo molto
sbagliato, o magari in modo molto ambiguo proprio per non risolverlo. Intanto
già definire cosa si intenda per doping in ambito sportivo è difficile, perché
si arriva sempre a mettere un limite, a tracciare una riga netta tra “buono” e
“cattivo”, che nella realtà non esiste ed è una semplice convenzione molto
arbitraria. Nella semplice versione popolare in cui il doping consiste
nell’assumere della “chimica” per potenziare le prestazioni fisiche rientrano
sicuramente anche pratiche come seguire una dieta particolare, assumere
integratori e/o vitamine, e anche forzare con l’allenamento il proprio
organismo a produrre una quantità di molecole utili per il potenziamento
fisico. Anche l’assumere medicine per “migliorare” il proprio organismo preda
di una patologia rientra tutto sommato nella stessa scala di continuità. Non so
se mi sono spiegato bene, ma voglio dire che da una acclarata patologia a un evidente
super potenziamento dell’organismo esiste una continuità di condizioni in cui è
difficile porre la banda di “normalità sana”, per cui al di sotto si è malati e
al di sopra si è dopati, valida per tutti.
Vi è poi da
considerare che come ci sono tante discipline sportive diverse, così ci sono
tanti tipi di doping. Quando è richiesto uno sforzo prolungato è importante
avere un efficace sistema di rifornimento di ossigeno da parte del sangue, e
quindi i vari interventi che hanno afflitto ad esempio il ciclismo, dove il
doping è così generalizzato da interessare non solo i dilettanti, ma anche i
“ciclisti della domenica”, perché, parafrasando una frase di un vecchio film
western di Sergio Leone sull’uomo con il fucile e quello con la pistola, in
questo caso si può dire che se un atleta “normale” incontra un atleta dopato, quello
“normale” è un atleta sconfitto, tanti sono i vantaggi di un doping anche non
fortissimo. Ma ci sono anche sport dove al momento della gara l’atleta può
risultare completamente “pulito”, solo che durante gli allenamenti gli è
necessario assumere sostanze che permettano al suo fisico di sopportare il peso
durissimo degli allenamenti stessi, al fine di sviluppare la massa muscolare
adatta al tipo di sport in questione.
C’è poi il caso
di chi è geneticamente predisposto ad una più efficiente produzione delle
molecole necessarie per favorire le attività sportive. E’ normale considerare
una persona del genere un atleta naturalmente più dotato. Ma questo apre
ovviamente la strada verso la possibiità di selezionare adeguatamente il
patrimonio genetico, in un modo qualsiasi, al momento non è importante il come,
per favorire la nascita di atleti naturali superiori. E’ di questi giorni
l’accusa da parte di ambienti statunitensi alla Cina di aver effettuato “doping
genetico” per il caso di una giovane nuotratice che ha avuto performance
notevoli nelle ultime olimpiadi (qui e qui). Anche in campo americano vi è stato un caso di
risultati eccezionali sempre da parte di una giovane nuotatrice, e l’accusa
verso la Cina potrebbe far pensare, ad un estraneo ignorante sospettoso come
me, che in realtà si sentano in grosso ritardo nei riguardi di una tecnica
innovativa, mentre il loro caso potrebbe rientrare probabilmente nelle
tecnologie più tradizionali.
Sembrerebbe
quindi che, al di là delle dichiarazioni ufficiali scontate, la ricerca verso
prestazioni sportive sempre superiori sia continua su molti fronti, molti dei
quali sono definibili come doping alla luce della legislazione attuale, mentre
altri sono estremamente sospetti ed in lista di esame.
D’altra parte al
momento attuale la “lotta al doping” consiste solamente nel cercare la presenza
nel sangue o nelle urine di un atleta di una qualsiasi sostanza compresa in un
definito elenco. In questo elenco ci sono anche sostanze di uso medico comune,
utilizzate per curare malattie vere, il cui uso, quando necessario, comporta
procedure complesse, fastidiose e non sempre irreprensibili. Ovviamente il
gioco vero è la continua gara tra chi cerca di scoprire nuove molecole in grado
di favorire le prestazioni sportive e chi deve scoprire l’esistenza di queste
molecole e farle inserire nell’apposito elenco, sviluppando anche la tecnologia
per poterle riconoscere in modo il più semplice ed economico, perché si tratta pur
sempre di analizzare migliaia di atleti. E’ ovviamente una gara ad handicap, in
cui la parte che cerca di scoprire il doping è perennemente svantaggiata,
lavorando solo di rimessa. Se poi si aggiunge che il ritmo delle analisi è, per
ogni atleta, molto blando e non sempre casuale, la frittata è fatta. Si ha il
risultato sotto gli occhi di tutti. Una notizia di questi giorni è quella di un
uso massiccio del Viagra da parte di atleti cui è richiesto uno sforzo
concentrato, uso che avrebbe lasciato “tracce visibili” documentate da alcunefoto.
Non so quanto
questo sia vero, ma sembrerebbe in ogni caso che dalle prossime olimpiadi anche
il Viagra sarà compreso nel famoso elenco. Nel frattempo è stato usato
liberamente. Se si vuole combattere il doping seguendo questa strada, bisogna
allora investire grosse somme in laboratori e personale specializzato per
ridurre il più possibile il gap temporale tra la scoperta di una molecola
dopante, e il suo riconoscimento come tale, inserimento nell’elenco delle
sostanze proibite e lo sviluppo di una tecnica di identificazione. Inoltre la
frequenza di controllo di ogni singolo atleta deve diventare molto alta,
coprendo ogni periodo della sua attività. Certamente i costi sarebbero
estremamente alti, ma non vedo altra soluzione.
C’è poi chi ritiene,
secondo me con argomenti non proprio trascurabili, che la lotta al doping è
impossibile, per tutto quello detto prima, e che quindi sia molto meglio
lasciarlo libero ma sotto un certo controllo medico. E’ un’argomentazione molto
simile a quella che si è dimostrata corretta contro il proibizionismo
dell’alcol, e a quella portata avanti a favore della liberalizzazione e
controllo della prostituzione. D’altra parte lo sport professionistico è ormai
esclusivamente uno spettacolo, e quindi è più ragionevole usare le categorie di
valore adatte a questa classificazione che quelle moraleggianti relative ad una
generica attività ludica umana, ma sostanzialmente privata. Non dobbiamo
dimenticare che tra le attività spettacolari erano comprese, fino a qualche tempo
fa, anche scontri armati il cui obiettivo era la morte di uno dei partecipanti
, o scontri violenti in cui la menomazione fisica era un risultato abbastanza
frequente. Viviamo pur sempre in una società in cui è considerato normale che
per sopravvivere, e nemmeno tanto bene, si facciano lavori usuranti e spesso
estremamente pericolosi. Perché allora non ammettere che a fronte di un
guadagno di livello superiore non possa essere possibile affrontare un rischio
fisico controllato?
Onestamente io
non ho una risposta, non so decidere cosa sia meglio, perché vedo i problemi
che entrambe le soluzioni lascerebbero aperti.
Quello di cui
sono sicuro è però che continuando come ora è sostanzialmente una pagliacciata.
Si lascia completamente vivo l’interesse al doping, anche se clandestino,
perché la probabilità di essere scoperti è relativamente bassa rispetto al
guadagno potenziale, ma quando si becca qualcuno, per caso o per volontà
politica, lo si mette alla gogna come se il poveretto fosse un peccatore terribile
e non invece una semplice vittima del sistema come di fatto è.
Ovviamente a
livello dirigenziale risultano tutti angioletti, perché la “lotta al doping”
loro la perseguono ufficialmente, anche se di fatto, come è evidente a chiunque
sappia guardare appena dietro le apparenze, lasciano liberi tutti di fare
quello che vogliono. Di questa pagliacciata loro il prezzo non lo pagano mai.
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domenica 5 agosto 2012
Invito alla lettura di Agosto 2012
I Mendicanti di Spagna
di Nancy Kress
Urania (2008) (Beggers in Spain - 1993)
Il primo romanzo di una serie che non ho ancora continuato a leggere. Come spesso nelle opere della Kress, lo spunto di partenza è biologico, o meglio un'estrapolazione più o meno ragionevole di un argomento scientifico in campo biologico. In questo caso si tratta della possibilità di ridurre con una modifica genetica la necessità del sonno negli essere umani.
Continua su http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Agosto2012.html
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mercoledì 6 giugno 2012
De Gregorio: il Senato nega l'arresto
Da Corriere.it:
L'Aula del Senato con 169 no, 109 sì e 16 astenuti boccia, a scrutinio segreto, la richiesta dei pm di arresti domiciliari per il senatore del Pdl Sergio De Gregorio coinvolto nell'inchiesta sul faccendiere Valter Lavitola. Il Senato ribalta così il verdetto della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Votano a favore Pdl e Lega contro il Pd e Idv.
Non vi è dubbio che a volte la Magistratura sembri esagerare con la detenzione preventiva, quasi a voler imporre una qualche specie di punizione a persone che, si sa, riusciranno, per potere personale, a scamparla. Un po' come ha sempre fatto a ben più bassi livelli la Polizia quando, arrestando piccoli delinquenti o intervenendo in manifestazioni politiche, sembra dire: lo so che ti rilasciano subito, ed allora io intanto ti spacco la faccia. Situazioni del genere ne sono successe tante, e sono sicuramente poco edificanti per il nostro Sistema Giustizia.
Detto questo, che è un problema generale e che meriterebbe un'attenzione un poco maggiore, rimane il fatto che tutti i cittadini sono uguali (o dovrebbero esserlo) davanti alla legge, e la necessità dell'autorizzazione da parte della Camera di appartenenza per i nostri Deputati e/o Senatori è stata introdotta esclusivamente per evitare casi di persecuzione politica, non certo per difenderli da accuse di reati comuni, per i quali la persecuzione politica non esiste di principio.
Quindi la difesa di De Gregorio da parte dei suoi sodali è semplicemente una difesa corporativa che non dovrebbe assolutamente esistere, e la concessione dell'autorizzazione dovrebbe avvenire praticamente in modo automatico appurato che si tratta di un'accusa di reato comune, e senza elementi evidenti di falsa accusa. De Gregorio è effettivamente coinvolto in una turpe faccenda di truffe varie. Che poi sia giudicato giuridicamente colpevole o meno, a questo livello non importa. E' un cittadino come gli altri e risponde alla magistratura come gli altri.
Tra l'altro, io uno con la faccia di De Gregorio lo metterei in galera a prescindere, per conclamato inquinamento ambientale...
L'Aula del Senato con 169 no, 109 sì e 16 astenuti boccia, a scrutinio segreto, la richiesta dei pm di arresti domiciliari per il senatore del Pdl Sergio De Gregorio coinvolto nell'inchiesta sul faccendiere Valter Lavitola. Il Senato ribalta così il verdetto della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Votano a favore Pdl e Lega contro il Pd e Idv.
Non vi è dubbio che a volte la Magistratura sembri esagerare con la detenzione preventiva, quasi a voler imporre una qualche specie di punizione a persone che, si sa, riusciranno, per potere personale, a scamparla. Un po' come ha sempre fatto a ben più bassi livelli la Polizia quando, arrestando piccoli delinquenti o intervenendo in manifestazioni politiche, sembra dire: lo so che ti rilasciano subito, ed allora io intanto ti spacco la faccia. Situazioni del genere ne sono successe tante, e sono sicuramente poco edificanti per il nostro Sistema Giustizia.
Detto questo, che è un problema generale e che meriterebbe un'attenzione un poco maggiore, rimane il fatto che tutti i cittadini sono uguali (o dovrebbero esserlo) davanti alla legge, e la necessità dell'autorizzazione da parte della Camera di appartenenza per i nostri Deputati e/o Senatori è stata introdotta esclusivamente per evitare casi di persecuzione politica, non certo per difenderli da accuse di reati comuni, per i quali la persecuzione politica non esiste di principio.
Quindi la difesa di De Gregorio da parte dei suoi sodali è semplicemente una difesa corporativa che non dovrebbe assolutamente esistere, e la concessione dell'autorizzazione dovrebbe avvenire praticamente in modo automatico appurato che si tratta di un'accusa di reato comune, e senza elementi evidenti di falsa accusa. De Gregorio è effettivamente coinvolto in una turpe faccenda di truffe varie. Che poi sia giudicato giuridicamente colpevole o meno, a questo livello non importa. E' un cittadino come gli altri e risponde alla magistratura come gli altri.
Tra l'altro, io uno con la faccia di De Gregorio lo metterei in galera a prescindere, per conclamato inquinamento ambientale...
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lunedì 4 giugno 2012
Pagnotte Rustiche al Farro Dicocco
Avendo capito almeno a livello elementare come gestire impasti molto idratati, ed avendo capito anche che una autolisi di parte delle farine prima dell'impasto finale può rendere più semplice l'ottenere una buona maglia glutinica e un'alta idratazione, ho continuato i miei esperimenti con queste Pagnotte Rustiche al Farro Dicocco, con farina di Tipo 2 di Tibiona e un'idratazione del 75%. Idratazione forse troppo alta per le mie capacità attuali, che mi ha reso molto difficile la gestione dei panetti prima di infornarli, ma che ha dato risultati piuttosto soddisfacenti.
Quste le pagnotte
e questo l'interno
Quste le pagnotte
e questo l'interno
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