Cercando di mettere ordine nelle migliaia di ebook che possiedo, sono capitato sui romanzi di Tanith Lee, molti dei quali giacciono anche in forma cartacea nella mia libreria e che non avevo più riletto dopo la prima volta.
Il ricordo che ne avevo non era molto positivo, nonostante la fama che l'autrice si era conquistata anche in Italia.
Per cercare di capire perché avessi un ricordo del genere, ho riletto questo Nata dal Vulcano che è stato il suo primo successo editoriale.
Il romanzo è scritto estremamente male, e solo la mia incapacità di capire questa semplice verità quando l'ho letto la prima volta molti anni fa mi aveva lasciato una impressione solo parzialmente negativa.
Un commento più articolato è leggibile sul mio sito.
venerdì 31 maggio 2013
mercoledì 6 marzo 2013
Batard al Farro Integrale
Una ricetta del tutto simile a molte altre che ho fatto. L'unica vera novità è nell'uso del Farro (Spelta) Integrale, che non avevo mai utilizzato prima. Ho però messo molta cura nel cercare di sfruttare bene tutte le nuove competenze che sono riuscito ad acquisire negli ultimi tempi. Dalla formazione della maglia glutinica, che per un impasto moderatamente idratato come questo non è facile con la planetaria casalinga, alle pieghe e alla formazione finale, con l'ultima lievitazione in un recipiente adatto. Ho anche indovinato i tempi di lievitazione e di cottura, e il risultato è stato molto superiore alle aspettative, e non solo esteticamente.
Qui potete trovare l'intera ricetta con tutto il procedimento fotografato passo-passo.
Qui potete trovare l'intera ricetta con tutto il procedimento fotografato passo-passo.
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lunedì 4 marzo 2013
Embassytown di China Miéville
Dopo l'eccellente trilogia del Bas-Lag, e specialmente con il suo primo episodio Perdido Street Station, che mi aveva veramente entusiasmato nonostante i suoi difetti stilistici, ritorno a leggere un romanzo di China Miéville, e questa volta il suo primo romanzo di fantascienza.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.
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venerdì 8 febbraio 2013
Il Vaticano e la punta dell'iceberg
Spesso ci lamentiamo dell'eccessiva ingerenza del Vaticano nelle questioni italiane, nella sua politica e nelle sue scelte morali. Ci lamentiamo di come certe parti politiche vengano spudoratamente sponsorizzate, nonostante il Concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica vieti questo tipo di intervento, e ci lamentiamo di come la morale cattolica venga assunta come morale generale dello Stato Italiano ed imposta per legge anche a chi cattolico non è e vorrebbe una morale diversa.
E' un problema grosso, che blocca lo sviluppo della nostra società, ma è, credo, solo la punta di un iceberg estremamente più grande e più pericoloso.
Alcuni degli ultimi avvenimenti dovrebbero convincere anche i più restii a considerare come reali ipotesi che possono sembrare di puro "complottismo". La situazione del Monte dei Paschi di Siena, al di là del puerile tentativo di coinvolgere nel suo scandalo il Partito Democratico, mostra invece una serie di intrecci di potentati economico-finanziari che vanno dal vertice della Banca Santander, di chiara appartenenza all'Opus Dei, allo IOR, di cui non occorre cercare appartenenze, ai maneggi della Banca d'Italia sotto la gestione di Antonio Fazio, Legionario di Cristo e probabile soprannumerario Opus Dei, con infinite altre ramificazioni tutte ascrivibili a persone della stessa appartenenza ideologica. Sono fatti ufficiali, ormai leggibili su tutti i quotidiani, se si vuole leggere, e coprono buona parte degli scandali finanziari degli ultimi anni, anche se non è difficile pensare che si colleghino con continuità a quelli di decenni fa, a Marcinkus e a Robero Calvi.
La situazione attuale deve essere arrivata a livelli tali da costringere anche la timorata Banca d'Italia ad intervenire con una certa durezza per imporre al Vaticano almeno un minimo di ottemperanza alle norme europee di controllo finanziario, in termini sostanzialmente di antiriciclaggio, attività che sembra essere stata sempre molto favorita dal nostro ingombrante vicino. Essere arrivati anche ad impedire l'uso di ogni carta di credito o bancomat nel Vaticano, con i pesanti effetti economici che comporta per le difficoltà al flusso turistico, blocco che continua dopo più di un mese, la dice secondo me molto lunga su quanto fosse stata stirata la corda di certe operazioni.
Il Vaticano non è quindi solo un elemento di ingerenza morale e politica in Italia, ma è anche una potenza economica che si è sempre mossa con estrema immoralità garantita da una impunità legale di fatto, condizionando direttamente la finanza italiana con conseguenze molto pesanti sui suoi cittadini.
Credo che preoccuparsi solo della parte visibile dell'iceberg sia pericoloso, perché, come sempre, è la parte nascosta, e molto più grande, che può fare i danni maggiori.
E' un problema grosso, che blocca lo sviluppo della nostra società, ma è, credo, solo la punta di un iceberg estremamente più grande e più pericoloso.
Alcuni degli ultimi avvenimenti dovrebbero convincere anche i più restii a considerare come reali ipotesi che possono sembrare di puro "complottismo". La situazione del Monte dei Paschi di Siena, al di là del puerile tentativo di coinvolgere nel suo scandalo il Partito Democratico, mostra invece una serie di intrecci di potentati economico-finanziari che vanno dal vertice della Banca Santander, di chiara appartenenza all'Opus Dei, allo IOR, di cui non occorre cercare appartenenze, ai maneggi della Banca d'Italia sotto la gestione di Antonio Fazio, Legionario di Cristo e probabile soprannumerario Opus Dei, con infinite altre ramificazioni tutte ascrivibili a persone della stessa appartenenza ideologica. Sono fatti ufficiali, ormai leggibili su tutti i quotidiani, se si vuole leggere, e coprono buona parte degli scandali finanziari degli ultimi anni, anche se non è difficile pensare che si colleghino con continuità a quelli di decenni fa, a Marcinkus e a Robero Calvi.
La situazione attuale deve essere arrivata a livelli tali da costringere anche la timorata Banca d'Italia ad intervenire con una certa durezza per imporre al Vaticano almeno un minimo di ottemperanza alle norme europee di controllo finanziario, in termini sostanzialmente di antiriciclaggio, attività che sembra essere stata sempre molto favorita dal nostro ingombrante vicino. Essere arrivati anche ad impedire l'uso di ogni carta di credito o bancomat nel Vaticano, con i pesanti effetti economici che comporta per le difficoltà al flusso turistico, blocco che continua dopo più di un mese, la dice secondo me molto lunga su quanto fosse stata stirata la corda di certe operazioni.
Il Vaticano non è quindi solo un elemento di ingerenza morale e politica in Italia, ma è anche una potenza economica che si è sempre mossa con estrema immoralità garantita da una impunità legale di fatto, condizionando direttamente la finanza italiana con conseguenze molto pesanti sui suoi cittadini.
Credo che preoccuparsi solo della parte visibile dell'iceberg sia pericoloso, perché, come sempre, è la parte nascosta, e molto più grande, che può fare i danni maggiori.
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venerdì 18 gennaio 2013
Su Dibattitoscienza le domande definitive ai candidati alle politiche
Nel sito di Dibattitoscienza sono visibili le 10 domande inviate ai (troppi) candidati leader di coalizioni alle prossime elezioni politiche relative alla loro posizione sulla Scienza e su argomenti di interesse scientifico.
Questa iniziativa rappresenta la conclusione del percorso iniziato con l'invio di 6 domande di analogo argomento ai candidati alle primarie del CentroSinistra, con l'impegno di inviarle anche ai candidati a primarie di diversi schieramenti, che però non ci sono mai state. Le risposte ricevute sono state pubblicate, come le domande stesse, sul sito della rivista Le Scienze, e variamente commentate sui blog dei molti partecipanti all'iniziativa.
Ora proponiamo lo stesso meccanismo al massimo livello politico. E' stato creato un sito apposito per poter discutere delle possibili domande ed arrivare ad un elenco condiviso. Le domande ancora una volta sono ospitate sul sito de Le Scienze, che raccoglierà anche le risposte.
Ma la parte più interessante sarà ancora una volta l'insieme dei commenti, analisi e critiche alle risposte stesse che verranno fatte sui tanti blog indipendenti dei diversi partecipanti.
Da parte mia ritengo le prime tre domande le principali per definire una politica scientifica del paese, e sulle risposte a queste domande porrò particolarmente attenzione, privilegiando la seconda per un mio particolare interesse. Nei prossimi giorni cercherò di esplicitare le mie ragioni.
Ritengo anche che la decima abbia un contenuto ideologico particolarmente elevato, e forse eccessivo. Non mi sembra una domanda cui un politico sotto elezione possa rispondere onestamente. Ma il bello di un'iniziativa come questa è proprio che non è richiesta l'unanimità, e non c'è un padre-padrone che decide per tutti, come invece succede in altre esperienze di democrazia partecipativa (a parole)...
Questa iniziativa rappresenta la conclusione del percorso iniziato con l'invio di 6 domande di analogo argomento ai candidati alle primarie del CentroSinistra, con l'impegno di inviarle anche ai candidati a primarie di diversi schieramenti, che però non ci sono mai state. Le risposte ricevute sono state pubblicate, come le domande stesse, sul sito della rivista Le Scienze, e variamente commentate sui blog dei molti partecipanti all'iniziativa.
Ora proponiamo lo stesso meccanismo al massimo livello politico. E' stato creato un sito apposito per poter discutere delle possibili domande ed arrivare ad un elenco condiviso. Le domande ancora una volta sono ospitate sul sito de Le Scienze, che raccoglierà anche le risposte.
Ma la parte più interessante sarà ancora una volta l'insieme dei commenti, analisi e critiche alle risposte stesse che verranno fatte sui tanti blog indipendenti dei diversi partecipanti.
Da parte mia ritengo le prime tre domande le principali per definire una politica scientifica del paese, e sulle risposte a queste domande porrò particolarmente attenzione, privilegiando la seconda per un mio particolare interesse. Nei prossimi giorni cercherò di esplicitare le mie ragioni.
Ritengo anche che la decima abbia un contenuto ideologico particolarmente elevato, e forse eccessivo. Non mi sembra una domanda cui un politico sotto elezione possa rispondere onestamente. Ma il bello di un'iniziativa come questa è proprio che non è richiesta l'unanimità, e non c'è un padre-padrone che decide per tutti, come invece succede in altre esperienze di democrazia partecipativa (a parole)...
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domenica 6 gennaio 2013
Panini al Kamut®
Finalmente sono riuscito a fare dei panini come si deve.
Questo tipo di pezzatura di pane, tra 150 e 200 grammi, senza particolari lavorazioni, è sempre stata la mia bestia nera, riuscendo ad ottenendo dei risultati decenti solo raramente.
Questa volta ho cercato di sfruttare al meglio la recente capacità di fare un buon impasto con una adeguata struttura glutinica con la planetaria casalinga, che non è una vera impastatrice e dà facilmente problemi, e la migliore gestione dell'impasto che sono riuscito ad acquisire di recente.
Ho fatto dei panini semplici, con il 20% di farina di Kamut® e una media idratazione del 65%.
Ecco i miei Panini al Kamut® fotografati passo passo, come sempre.
Questo tipo di pezzatura di pane, tra 150 e 200 grammi, senza particolari lavorazioni, è sempre stata la mia bestia nera, riuscendo ad ottenendo dei risultati decenti solo raramente.
Questa volta ho cercato di sfruttare al meglio la recente capacità di fare un buon impasto con una adeguata struttura glutinica con la planetaria casalinga, che non è una vera impastatrice e dà facilmente problemi, e la migliore gestione dell'impasto che sono riuscito ad acquisire di recente.
Ho fatto dei panini semplici, con il 20% di farina di Kamut® e una media idratazione del 65%.
Ecco i miei Panini al Kamut® fotografati passo passo, come sempre.
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venerdì 4 gennaio 2013
Riforme: una parola per tutte le stagioni
Sono abbastanza
vecchio da ricordarmi quando “riforma” era la parola d’ordine e la
caratteristica principale di quella parte politica di natura socialista che
però rifiutava come irrealizzabile l’idea di una rivoluzione profonda della
società e un superamento della sua struttura capitalista. Più modestamente,
riteneva possibile una moderazione degli egoismi capitalistici verso una
struttura sociale più egualitaria attraverso l’applicazioni di nuove leggi
ordinarie dello Stato. Queste nuove leggi, dovendo modificare la situazione di
rapporto di forze preesistente e abbastanza statica, erano chiamate “leggi di
riforma”.
All’epoca la
struttura sociale era abbastanza definita, ed in Italia il predominio delle
rendite, sia agrarie che immobiliari e finanziarie, e queste ultime erano la
novità, stavano riprendendo il controllo dopo il troppo breve periodo di
sviluppo un po’ selvaggio del dopoguerra, che aveva per un momento portato
certe parti dell’industria italiana a competere con il resto del mondo in
termini di innovazione e ricerca. “Riforme” era quindi una parola d’ordine di
sinistra, per quanto moderata, e fatta poi propria anche dalla sinistra più
estrema quando il crollo economico dell’Unione Sovietica dimostrò che
l’abbattimento del capitalismo non era proprio dietro l’angolo, e oltretutto
non tanto auspicabile se fatto tanto per fare.
In Italia le
forze economiche “riformiste” furono sconfitte, con l’intera, o quasi,
imprenditorialità italiana che abbandonò ogni idea di competizione
internazionale in innovazione tecnologica per rifugiarsi nel più rassicurante
utero materno della rendita di posizione e del monopolio statale. Le imprese
produttive in settori tradizionali hanno dovuto fare dei veri e propri salti mortali
per sopravvivere, attraverso innovazioni di struttura originali ed apprezzate
anche all’estero, ma finendo inevitabilmente per doversi scontrare con la
concorrenza dei paesi emergenti, il loro basso costo del lavoro e i minori
controlli di qualità. Il risultato lo vediamo oggi.
Ma il mondo
andava avanti indipendentemente dai desideri degli imprenditori italiani, e la
natura stessa del capitalismo portava verso una sempre maggiore globalizzazione
delle sue strutture. Aiutata da “apprendisti stregoni” in pieno conflitto di
interessi, la liberalizzazione globale della finanza ha iniziato a ridurre,
fino a farle scomparire, le singole capacità nazionali, già deboli in proprio,
di controllo sull’aspetto finanziario, e di conseguenza su quello industriale
locale. La conseguenza è il mondo in cui viviamo ora, in cui sembra che per
poter continuare a sopravvivere bisogna rinunciare a molti dei livelli di
civiltà comune faticosamente conquistati negli anni precedenti.
Ma anche questa
rinuncia forzata viene chiamata “riforma”, e ritenuta indispensabile per la
sopravvivenza della struttura sociale attuale. Solo che se mentre prima si
volevano fare riforme in nome di un ideale di maggior uguaglianza, ora le
attuali riforme servono solo a mantenere, ed inevitabilmente aumentare, le
differenze economiche tra i diversi ceti sociali (non uso il termine “classi” a
ragion veduta, ma di questo aspetto ne dovrò riparlare).
Oggi, per le
prossime elezioni politiche, Mario Monti, il candidato che sarebbe stato
considerato il “candidato conservatore” per eccellenza nei due secoli
precedenti, si permette di definire “conservatori” Vendola, il rappresentante
di una sinistra tutto sommato molto moderata, la Camusso, segretaria del più
grande sindacato italiano, e Fassina, responsabile economico del Partito Democratico,
partito accusato da molti di essere troppo moderato.
Monti si
considera “riformatore” semplicemente perché vuole cambiare le regole
esistenti, indipendentemente dal fatto che sia per una maggiore equità sociale
o meno.
Non si rende
conto che rafforzare i rapporti di forza tra ceti sociali già in atto, aiutare
i forti ad essere più forti e rendere i deboli più deboli, anche se comporta
una modifica delle regole esistenti, non è né può essere mai considerata una “riforma”,
ma sempre e solo una “conservazione".
Se poi lo si fa
anche sotto il patronato della forza più conservatrice al mondo, sopravissuta
indenne e sempre potente a più di 2000 anni di storia, e sto ovviamente
parlando della Chiesa Cattolica, non ci possono essere più dubbi di chi sia il
vero “conservatore”.
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venerdì 21 dicembre 2012
Lieviti e Lievitazione
Ho aggiornato la mia pagina su Lieviti e Lievitazioni, inserendo una descrizione semplice, ma credo sufficientemente adeguata allo scopo, dei processi chimici innescati quando semplicemente si mescola dell'acqua alla farina.
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lunedì 17 dicembre 2012
Ingroia ad un passo dalla candidatura
Da Repubblica.it
"La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa", spiega il magistrato, in modo che l'organo di autogoverno della magistratura possa valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. "Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell'Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E' questo, di per sé, un bel segnale diffuso di libertà".
Poichè nessun essere umano cambia opinione in modo drastico, non è nero fino ad un certo istante e poi diventa improvvisamente rosso, ma il cambio di opinione si esplicita lentamente, anche se sicuramente non in modo lineare, questa decisione di Ingroia a me sembra spiegare molti aspetti del suo comportamento precedente. Non più quello di un magistrato super partes, ma sempre pìù quello di un soggetto politico di parte.
Poteva sembrare strano, ma purtroppo non lo era.
"La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa", spiega il magistrato, in modo che l'organo di autogoverno della magistratura possa valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. "Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell'Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E' questo, di per sé, un bel segnale diffuso di libertà".
Poichè nessun essere umano cambia opinione in modo drastico, non è nero fino ad un certo istante e poi diventa improvvisamente rosso, ma il cambio di opinione si esplicita lentamente, anche se sicuramente non in modo lineare, questa decisione di Ingroia a me sembra spiegare molti aspetti del suo comportamento precedente. Non più quello di un magistrato super partes, ma sempre pìù quello di un soggetto politico di parte.
Poteva sembrare strano, ma purtroppo non lo era.
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giovedì 13 dicembre 2012
The White Rose
The White Rose è il terzo volume della serie The Black Company, di cui ho già commentato il primo romanzo.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
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