sabato 19 ottobre 2013

Benvenuti nel mondo degli autopubblicati


Con questo post voglio solo introdurre il tema e fare qualche considerazione derivata dalla mia esperienza di questi anni. Su questo argomento ci sono ampie discussioni in rete, e mi guardo bene dal volerle riassumere qui, né al momento voglio prendere una esplicita posizione sul problema, a parte per le esperienze personali che illustrerò. E’ certo un tema su cui penso di ritornare.
Da diversi anni in campo internazionale, e più di recente anche in Italia, si sta diffondendo l’uso dei libri elettronici, gli ebook. La loro diffusione, inizialmente molto temuta dagli editori tradizionali di libri di carta, non ha invece comportato una proporzionale riduzione della vendita di questi ultimi, risultando alla fine in un incremento delle vendite totali. Questo concetto non è stato ancora capito dagli editori italiani, che si sono arroccati in una difesa ad oltranza, boicottando gli ebook in ogni modo, ad incominciare dal prezzo di vendita, di poco inferiore al cartaceo e spesso superiore, in presenza di particolari campagne di sconti. Ma non è questo l’argomento di questo post, anche se meriterebbe una discussione approfondita.
La nascita di questa tecnologia e il contemporaneo sviluppo delle librerie on-line, naturalmente attrezzate per la loro vendita, ha ovviamente comportato, in poco tempo, l’apparizione di libri editi esclusivamente in formato elettronico. A parte piccoli problemi di formato, soprattutto per la volontà di Amazon di mantenere ad ogni costo un formato proprietario per tutti gli ebook venduti sulla sua piattaforma, e la frequente presenza, ossessiva in Italia, dei cosiddetti Digital Rights Management (DRM), cioè una limitazione inserita nel file digitale per impedirne la diffusione, analogo al fallimentare controllo di riproduzione per i CD musicali, la diffusione degli ebook è stata travolgente.
Poiché la produzione di un ebook è tutto sommato semplice, ad iniziare dagli Stati Uniti si sono incominciati a moltiplicare degli autori che hanno completamente saltato il passaggio da un Editore ufficiale, mettendo direttamente in vendita il proprio ebook su delle librerie on-line disposte ad ospitarli in cambio di una percentuale del prezzo. Non stiamo parlando di piccoli siti sconosciuti, ma di Amazon stessa che è stata proprio l’iniziatrice di tutta la faccenda. Il vantaggio da parte dello scrittore è un guadagno decisamente maggiore, anche in presenza di un prezzo di vendita molto minore del cartaceo, per l’alta percentuale sul prezzo stesso e la possibilità, nei casi più fortunati, di grossi volumi di vendita.
Non voglio qui entrare nella discussione su vantaggi o svantaggi di questa scelta per lo scrittore, perché il tema è complesso, ma voglio velocemente invece arrivare al punto che mi interessa di più ora, e cioè il significato di questo nuovo fenomeno per il lettore, specialmente il lettore italiano di letteratura fantastica.
Il primo vantaggio per il lettore è sicuramente il prezzo, perché il costo delle opere autopubblicate è normalmente molto basso, e spesso sono distribuiti inizialmente del tutto gratis.
Il primo svantaggio è ovviamente che si tratta di opere praticamente “scritte come vengono” con scarso o nullo lavoro di editing, di prelettura da parte di terzi e revisione assistita. Strafalcioni grammaticali e refusi vari sono la norma. Ma è uno svantaggio piuttosto limitato, perché ormai anche le maggiori Case Editrici hanno ridotto al minimo, e spesso annullato del tutto, l’editing professionale sulle opere pubblicate. Spesso si trovano refusi che anche un semplice correttore automatico avrebbe dovuto segnalare.
C’è però un altro svantaggio che deve essere preso in considerazione: è ben noto che in Italia ci sono più (aspiranti) scrittori che lettori, e la possibilità di eliminare il filtro rappresentato dalle scelte delle Case Editrici ha di fatto trasformato quella che era solo un’aspirazione in una realtà concreta.
In prima approssimazione non vi è stato un peggioramento qualitativo, e mi riferisco solo al settore del fantastico, perché ultimamente le scelte editoriali erano state di puntare ad un pubblico di lettori casuali, facilmente influenzabile da mode e belle copertine, dall’età sempre minore degli pseudo-scrittori di turno, ma la valanga di ebook di fantascienza, horror, fantasy, urban romance (i vampiri brilluccicosi) etc è tale che è addirittura impossibile seguirne l’apparizione, non dico leggerli.
Se volete un’idea dei numeri in questione date un’occhiata a questa recente pagina FaceBook dove da pochissimi giorni si presentano con le loro opere autori italiani del genere fantastico. Almeno quelli che hanno saputo dell’iniziativa.
Schiacciati dal numero esorbitante, diventa difficile scegliere, perché per fortuna tra questi c’è anche chi sa scrivere, chi ha delle belle idee, chi sa sviluppare delle storie… e qualche volta chi sa fare tutte e tre le cose…
Prima di aver fatto una ragionevole esperienza, aver potuto selezionare qualche autore che merita, bisogna inevitabilmente leggere delle grandi stupidaggini, il più delle volte scritte male, senza alcuna competenza stilistica, e questa ricerca, anche se non costa molti soldi, costa però un mucchio di tempo, che deve essere tolto a quello dedicato a leggere degli ottimi romanzi pubblicati da case editrici estere, ben selezionati, con un editing professionale e anche molto divertenti.
Per fare due esempi, ero stato piacevolmente sorpreso da New Babel di Laura Schirru, un ebook distribuito gratuitamente, da alcuni racconti di Alessandro Girola, di cui non ho ancora parlato, ma succede anche di incontrare cose come il recente Epopea dellaColonizzazione – Fase Uno di F. V. Ottavian (credo uno pseudonimo) che dovrebbe essere il primo di una serie ma dimostra solo l’incapacità dell’autore a narrare decentemente una storia.
Per riassumere il discorso, se l’autopubblicazione ha permesso a molti autori di superare i limiti spesso corporativi se non nepotistici delle Case Editrici ufficiali, in Italia la loro massa è tale che trovare le poche perle nel montone di rifiuti è davvero problematico.

giovedì 17 ottobre 2013

Non sono disposti nemmeno a fare finta

La Legge di Stabilità che è stata messa a punto in questi giorni sta già facendo morti e feriti.
Monti si è dimesso da Presidente di Scelta Civica, partito che ha fondato con grandi speranze di ricreare un Grande Centro e sconfitto inizialmente dagli elettori e ora dai vari Casini e Mauro, esponenti dei soliti vecchi potentati cattolici.
Fassina, dopo aver fatto alcune dichiarazioni piuttosto critiche sulla Legge di Stabilità, “sembra” intenzionato a dimettersi dal governo, ed Epifani “sembra” dargli ragione.
Il risultato degli infiniti compromessi che hanno portato a questa legge apparentemente sta scontentando tutti, con Berlusconi che, come al solito preoccupato solo dei suoi fatti personali, dopo aver scatenato i vari Brunetta contro la concorrenza della RAI, ora minaccia di far cadere il governo se non viene salvato da altre condanne in arrivo.
Mi sembra evidente che un governo che accetti di eliminare l’IMU su tutte le prime case (tranne quelle classificate A1 o A10) e di innalzare l’IVA al 22%, che poi per trovare le risorse necessarie è costretto a tagliare indiscriminatamente il trasferimento alle regioni, causando ovviamente l’aumento delle tasse locali, ad introdurre una nuova tassa sui Servizi Essenziali comunali, che praticamente equivale all’IMU ma non ha lo stesso significato patrimoniale e non colpisce nello stesso modo, a bloccare l’adeguamento all’inflazione a buona parte dei pensionati, a bloccare per altri due anni gli stipendi del pubblico impiego e a limitarne ancora le assunzioni anche in situazioni di carenza di organico ormai patologico, stia messo decisamente male.
C’è poi da considerare che la tanto strombazzata e “decisiva per la crescita” riduzione del “cuneo fiscale” si concretizza in un massimo aumento, per una ristrettissima fascia di reddito, di ben 24 € al mese, praticamente tutti ingoiati dall’aumento dell’IRPEF regionale nel Lazio, dove l’aumento è già stato deciso. Per tutti gli altri ci sarà una diminuizione netta.
Ma il titolo di questo post si riferisce ad un altro aspetto di cui sembra essersi persa completamente la memoria.
Qualcuno ricorda le grandi dichiarazioni per una necessaria, immediata, quasi pronta riduzione dei “costi della politica”?
Dopo alcuni scandali piuttosto spiacevoli, se ne riempivano la bocca tutti quanti, ed era una successione di proposte: riduzione del numero dei parlamentari, riduzione del loro stipendio a livello della media europea (si sarebbe dovuto dimezzarlo), eliminazione delle Province, eliminazione, o almeno fortissima riduzione, delle auto blu, riduzione del numero e dei compensi agli infiniti Presidenti e Consigli di Amministrazione delle più che infinite Società che gestiscono praticamente tutti i servizi comunali, specialmente delle grandi e medie città, senza che ci sia stato una riduzione dei dipendenti diretti.
Le soluzioni erano tante e tutte praticamente pronte per essere messe in atto.
Ne avete avuto più notizia?
Non solo non hanno ridotto di niente i costi della politica, ma non ne parlano nemmeno più, non hanno nemmeno fatto finta di fare qualcosa, tipo ridurre i rimborsi spese per i francobolli, o le spese per le carrozze a cavalli, cose come queste che non riducono niente ma possono essere usate per propaganda.
Nulla. Non è più un problema degno di interesse.
Ma il tempo e la volontà per dimezzare il massimo detraibile dall’IRPEF del premio delle Polizze Vita, attive ormai da anni e non più modificabili, invece l’hanno trovato.
Il tempo per non votare la decadenza di Berlusconi ed eliminare la sua protezione da altre accuse lo trovano sempre.
Il tempo per introdurre numeri falsi per i prossimi anni nella Legge di Stabilità, in modo che oggi appare tutto in ordine, ma domani ci dovranno essere nuove tasse e nuovi tagli lo trovano facilmente.
Solo il tempo per fare almeno finta di tagliare i costi della politica non si trova mai.

PS - Poi c'è anche chi si lamenta di essere ormai costretto a sopravvivere dolorosamente con un semplice reddito di 12.000 € al mese frutto di cumulo di pensioni pubbliche.

http://www.today.it/rassegna/ripa-di-meana-12-mila-euro-al-mese.html

Dobbiamo avere grande comprensione per questi nostri sfortunati concittadini...

martedì 15 ottobre 2013

Pane in Cassetta

Ho provato per la prima volta a fare del pane in cassetta. Ho seguito fedelmente la ricetta di Giorilli su Panificando, perché mi è sembrata più equilibrata di altre.
Le dosi sono queste:

595 gr di farina 00
298 gr di latte
60 gr di burro
18 gr di lievito
18 gr di zucchero
12 gr di sale

Dopo aver impastato e lasciato riposare per 15 minuti, si forma un salsicciotto che si piega in due avvolgendolo su se stesso, mettendolo nello stampo a lievitare






dopo circa un'ora e mezza è diventato così ed è infornato a 200 ºC per 60 minuti












questo è come appare appena estratto dal forno e dallo stampo













questa è una fetta











il taglio con un coltello da pane appena seghettato risulta piuttosto facile e le fette risultano molto regolari








In conclusione, sono stato piuttosto soddisfatto del risultato.
C'è ancora da migliorare qualcosa, perché le fette mi sono sembrate un poco "deboli", e ho dovuto tagliarle piuttosto spesse per poterle utilizzare per delle tartine. L'impasto non ha riempito completamente lo stampo, forse perché necessita di qualche grammo in più, ma anche perché deve essere formato meglio prima di essere messo nello stampo stesso.
La prossima volta proverò con una farina fi forza un po' maggiore, aggiungendo qualche grammo e facendo più attenzione a riempire meglio e in modo più uniforme lo stampo.
Ma il sapore di questo pane non ha assolutamente niente a che vedere con quello commerciale. Abbiamo potuto fare delle tartine in cui il sapore degli ottimi ingredienti aggiunti si sposava perfettamente in bocca con il sapore burroso del pane.
Sto provando a surgelare qualche fetta. Vedremo fra qualche giorno se questo modo di conservazione si adatta a questo pane.

giovedì 10 ottobre 2013

Italia, paese di inoccupabili?

L'esternazione del Ministro del Lavoro Giovannini a seguito dell'indagine OCSE sulla preparazione alfabetica e matematica della popolazione, che vede l'Italia agli ultimi posti per entrambe le capacità, e che quindi considera generalmente gli italiani "inoccupabili", lascia qualche dubbio sulla sua capacità di comprensione del fenomeno.
L'analisi dettagliata del significato dell'indagine OCSE occuperebbe troppo spazio e sarebbe anche troppo specialistica per la comprensione degli "illetterati" italiani, ma una semplice osservazione dovrebbe essere sufficiente a far capire che il problema è reale ma complesso, e che il ministro semplicemente non ne capisce niente:
l'Italia è anche il paese industrializzato con il più basso rapporto tra laureati (totali) e popolazione, e la differenza è tale da essere stata evidenziata da molte analisi che hanno sempre concluso con la necessità per l'Italia di aumentare il numero di laureati. Solo che i laureati italiani, quelli seri, in materie scientifiche forti, non trovano lavoro in Italia all'altezza della loro preparazione e emigrano in massa all'estero, dove trovano accoglienza con posti ad alta remunerazione e con garanzie di occupazione impossibili in Italia. In parole più povere: abbiamo pochi laureati e non ci servono.
Il ministro Giovannini potrebbe giustificare questo fatto non discutibile, perché è un fatto sperimentale, con la sua ipotesi del tutto astratta della "inoccupabilità" degli italiani?
Non è forse che non sono gli italiani ad essere "sbagliati", ma il sistema industriale italiano ad essere del tutto insufficiente, senza imprenditori disposti a scommettere sull'innovazione e senza un sistema del credito disposto a finanziare il rischio.
Il sistema economico italiano, nel suo complesso, perché eccezioni di alto valore ci sono, è sostanzialmente dedito a sfruttare le rendite, che siano dirette o di posizione poco importa.
Ma il Ministro del Lavoro non sembra rendersene conto.
Mi spiegate che interessi sta difendendo questo incapace?

mercoledì 9 ottobre 2013

Cosa è successo nel frattempo

Dato il lungo intervallo in cui non ho postato niente in questo blog, invece di fare tanti post per recuperare il passato, cerco di riassumere in un unico post quello che ho fatto in questo periodo. Ovviamente i pensieri, le considerazioni, le imprecazioni e gli insulti che hanno avuto origine a vario titolo in questo periodo sono andati definitivamente persi.
Per quanto riguarda il pane non ci sono state molte novità, un poco per il periodo estivo che non permette una panificazione facile in assenza di cella di lievitazione, e un poco perché sto mettendo a punto qualche ricetta piuttosto restia a farsi controllare.

 L'unica cosa nuova è stata la ricetta definitiva delle Batard al Farro Integrale, che entra ufficialmente tra i miei standard.
Ho però aggiunto due nuove pagine sulle tecniche: la Cottura del Pane e I Miglioranti. La prima è un'esposizione semplice ma credo scientificamente corretta dei processi chimici e fisici che avvengono durante la cottura. La seconda è un'illustrazione di alcuni composti del tutto naturali e spesso usati per ragioni salutistiche che possono essere utilizzati nella preparazione del pane per dare qualche vantaggio strutturale.

Ho invece letto e presentato diversi romanzi di fantascienza e di fantasy.



Incominciando da una recensionecompleta, non un semplice invito di lettura del romanzo di Neal Stephenson Cryptonomicon. Un romanzo che sfugge una facile definizione di genere e che rappresenta la prima opera non post-cyberpunk di Stephenson. Un romanzo che rappresenta ancora uno sviluppo della tecnica narrativa di questo grande scrittore, con molti difetti, ma che deve assolutamente essere letto.





Poi diversi Consigli di Lettura mensili:




Un consiglio non molto positivo per l'ultima opera pubblicata in Italia di Andrzej Sapkowskj, Il Tempo della Guerra











Un ottimo thriller fantascientifico, ultima opera di Greg Bear: Hull Zero Three










Il ricordo di un vecchio romanzo di Michael Moorcock: Il Mastino della Guerra








Ma sono già pronti gli inviti alla lettura per i prossimi mesi, e una nuova recensione.
Spero anche di tenere vivi gli interventi sui fatti policici e culturali dell'attualità.

martedì 8 ottobre 2013

Non mi piace essere preso in giro

Ho abbandonato questo blog per parecchio tempo. Voglio ora vedere se riesco a risvegliarlo con un minimo di presenze in lettura. Sicuramente ci vorrà del tempo e una certa costanza da parte mia.
Incominciamo da una considerazione.

Io sono sempre stato favorevole ad una tassa patrimoniale, anche se preferirei una più precisa tassa sulle rendite. Dato che tassare le rendite sarebbe come cercare di acchiappare delle anguille, impossibile se non si sa come fare, meglio un'onesta e non ben bilanciata tassa patrimoniale sulle case.
Ma su tutte.
Perché un patrimonio significa semplicemente il possesso di un valore. Quel valore non dipende dal reddito di chi lo possiede, è un valore e basta. Quindi una patrimoniale deve tassare il valore e basta. Sbaglia quindi chi vuole modulare la tassa sul reddito, perché sarebbe un'ulteriore tassa sul reddito che favorirebbe ancora una volta gli evasori.
Si può intervenire nel moderare l'effetto sulla prima casa, anche se dal punto di vista di una tassa patrimoniale è scorretto, solo per alleggerire il peso per la maggior parte dei cittadini italiani, che considerano la casa in cui abitano non un valore ma un diritto, indipendentemente dal valore che ha.
Vista la situazione generale, una franchigia il cui valore è da definire in base anche alle necessità del fisco (e del tener conto però che non si tassano assolutamente le vere rendite) è accettabile.
La proposta di emendamento presentata dal Partito Democratico di aumentare la franchigia fino a rendere totalmente esente dall'IMU le case con rendita catastale di 750 €, se ho capito bene la proposta, mi sta del tutto bene.
Quello che invece mi sembra assurdo, al limite dell'imbecillità, e per cui mi sento preso in giro, è la dichiarazione che appare praticamente su tutti i giornali per cui questa proposta farebbe pagare l'IMU solo alle case di lusso.
Ma chi fa queste dichiarazioni sa di cosa sta parlando? Sa cosa è una casa con reddito catastale di 750 € in qualunque città di ragionevoli dimensioni? Sa il danno politico che ha fatto al Partito Democratico con questa dichiarazione?
Se non lo sa, si dimettesse da ogni carica politica che ha al momento, perché non ne è sicuramente degno, non per un partito che si dice di sinistra.

sabato 1 giugno 2013

Batard Rustica alla Segale Integrale

Da quando ordino le farine direttamente ai molini mi posso sbizzarrire nella loro scelta. Avevo voluto provare la Tipo 2, la farina base del Pane di Lariano, ma quella di Bongiovanni è troppo debole per poter essere usata in proporzione rilevante da un dilettante come me, per cui avevo smesso di usarla. Poi ho visto che invece le caratteristiche della Tipo 2 Buratto di Marino sono ben adatte per il mio tipo di pane e me ne sono procurato un sacchetto. Inoltre volevo anche provare ls Segale Integrale di Bongiovanni, che a vista sembra macinata più fine ed è più omogenea di quella Marino che uso abitualmente.
Ho deciso allora di fare queste Batard Rustiche alla Segale Integrale. Il risultato mi ha proprio soddisfatto, ed entrambe le farine hanno passato l'esame.
Qui la ricetta completa e la documentazione fotografica.

venerdì 31 maggio 2013

Nata dal Vulcano

Cercando di mettere ordine nelle migliaia di ebook che possiedo, sono capitato sui romanzi di Tanith Lee, molti dei quali giacciono anche in forma cartacea nella mia libreria e che non avevo più riletto dopo la prima volta.
Il ricordo che ne avevo non era molto positivo, nonostante la fama che l'autrice si era conquistata anche in Italia.
Per cercare di capire perché avessi un ricordo del genere, ho riletto questo Nata dal Vulcano che è stato il suo primo successo editoriale.
Il romanzo è scritto estremamente male, e solo la mia incapacità di capire questa semplice verità quando l'ho letto la prima volta molti anni fa mi aveva lasciato una impressione solo parzialmente negativa.
Un commento più articolato è leggibile sul mio sito.

mercoledì 6 marzo 2013

Batard al Farro Integrale

Una ricetta del tutto simile a molte altre che ho fatto. L'unica vera novità è nell'uso del Farro (Spelta) Integrale, che non avevo mai utilizzato prima. Ho però messo molta cura nel cercare di sfruttare bene tutte le nuove competenze che sono riuscito ad acquisire negli ultimi tempi. Dalla formazione della maglia glutinica, che per un impasto moderatamente idratato come questo non è facile con la planetaria casalinga, alle pieghe e alla formazione finale, con l'ultima lievitazione in un recipiente adatto. Ho anche indovinato i tempi di lievitazione e di cottura, e il risultato è stato molto superiore alle aspettative, e non solo esteticamente.
Qui potete trovare l'intera ricetta con tutto il procedimento fotografato passo-passo.

lunedì 4 marzo 2013

Embassytown di China Miéville

Dopo l'eccellente trilogia del Bas-Lag, e specialmente con il suo primo episodio Perdido Street Station, che mi aveva veramente entusiasmato nonostante i suoi difetti stilistici, ritorno a leggere un romanzo di China Miéville, e questa volta il suo primo romanzo di fantascienza.
Come illustro meglio nella mia presentazione come suggerimento del mese, la straripante fantasia di questo scrittore è sempre presente, ma questa volta alcuni dei suoi tipici difetti pesano molto di più, perché da un romanzo di fantascienza ci si aspetta una struttura razionale più definita, senza troppe cose lasciate inspiegate.
Rimane sicuramente un romanzo da leggere, ma con un mio giudizio qualitativo non altissimo.