Nel sito di Dibattitoscienza sono visibili le 10 domande inviate ai (troppi) candidati leader di coalizioni alle prossime elezioni politiche relative alla loro posizione sulla Scienza e su argomenti di interesse scientifico.
Questa iniziativa rappresenta la conclusione del percorso iniziato con l'invio di 6 domande di analogo argomento ai candidati alle primarie del CentroSinistra, con l'impegno di inviarle anche ai candidati a primarie di diversi schieramenti, che però non ci sono mai state. Le risposte ricevute sono state pubblicate, come le domande stesse, sul sito della rivista Le Scienze, e variamente commentate sui blog dei molti partecipanti all'iniziativa.
Ora proponiamo lo stesso meccanismo al massimo livello politico. E' stato creato un sito apposito per poter discutere delle possibili domande ed arrivare ad un elenco condiviso. Le domande ancora una volta sono ospitate sul sito de Le Scienze, che raccoglierà anche le risposte.
Ma la parte più interessante sarà ancora una volta l'insieme dei commenti, analisi e critiche alle risposte stesse che verranno fatte sui tanti blog indipendenti dei diversi partecipanti.
Da parte mia ritengo le prime tre domande le principali per definire una politica scientifica del paese, e sulle risposte a queste domande porrò particolarmente attenzione, privilegiando la seconda per un mio particolare interesse. Nei prossimi giorni cercherò di esplicitare le mie ragioni.
Ritengo anche che la decima abbia un contenuto ideologico particolarmente elevato, e forse eccessivo. Non mi sembra una domanda cui un politico sotto elezione possa rispondere onestamente. Ma il bello di un'iniziativa come questa è proprio che non è richiesta l'unanimità, e non c'è un padre-padrone che decide per tutti, come invece succede in altre esperienze di democrazia partecipativa (a parole)...
venerdì 18 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
Panini al Kamut®
Finalmente sono riuscito a fare dei panini come si deve.
Questo tipo di pezzatura di pane, tra 150 e 200 grammi, senza particolari lavorazioni, è sempre stata la mia bestia nera, riuscendo ad ottenendo dei risultati decenti solo raramente.
Questa volta ho cercato di sfruttare al meglio la recente capacità di fare un buon impasto con una adeguata struttura glutinica con la planetaria casalinga, che non è una vera impastatrice e dà facilmente problemi, e la migliore gestione dell'impasto che sono riuscito ad acquisire di recente.
Ho fatto dei panini semplici, con il 20% di farina di Kamut® e una media idratazione del 65%.
Ecco i miei Panini al Kamut® fotografati passo passo, come sempre.
Questo tipo di pezzatura di pane, tra 150 e 200 grammi, senza particolari lavorazioni, è sempre stata la mia bestia nera, riuscendo ad ottenendo dei risultati decenti solo raramente.
Questa volta ho cercato di sfruttare al meglio la recente capacità di fare un buon impasto con una adeguata struttura glutinica con la planetaria casalinga, che non è una vera impastatrice e dà facilmente problemi, e la migliore gestione dell'impasto che sono riuscito ad acquisire di recente.
Ho fatto dei panini semplici, con il 20% di farina di Kamut® e una media idratazione del 65%.
Ecco i miei Panini al Kamut® fotografati passo passo, come sempre.
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pane fatto in casa
venerdì 4 gennaio 2013
Riforme: una parola per tutte le stagioni
Sono abbastanza
vecchio da ricordarmi quando “riforma” era la parola d’ordine e la
caratteristica principale di quella parte politica di natura socialista che
però rifiutava come irrealizzabile l’idea di una rivoluzione profonda della
società e un superamento della sua struttura capitalista. Più modestamente,
riteneva possibile una moderazione degli egoismi capitalistici verso una
struttura sociale più egualitaria attraverso l’applicazioni di nuove leggi
ordinarie dello Stato. Queste nuove leggi, dovendo modificare la situazione di
rapporto di forze preesistente e abbastanza statica, erano chiamate “leggi di
riforma”.
All’epoca la
struttura sociale era abbastanza definita, ed in Italia il predominio delle
rendite, sia agrarie che immobiliari e finanziarie, e queste ultime erano la
novità, stavano riprendendo il controllo dopo il troppo breve periodo di
sviluppo un po’ selvaggio del dopoguerra, che aveva per un momento portato
certe parti dell’industria italiana a competere con il resto del mondo in
termini di innovazione e ricerca. “Riforme” era quindi una parola d’ordine di
sinistra, per quanto moderata, e fatta poi propria anche dalla sinistra più
estrema quando il crollo economico dell’Unione Sovietica dimostrò che
l’abbattimento del capitalismo non era proprio dietro l’angolo, e oltretutto
non tanto auspicabile se fatto tanto per fare.
In Italia le
forze economiche “riformiste” furono sconfitte, con l’intera, o quasi,
imprenditorialità italiana che abbandonò ogni idea di competizione
internazionale in innovazione tecnologica per rifugiarsi nel più rassicurante
utero materno della rendita di posizione e del monopolio statale. Le imprese
produttive in settori tradizionali hanno dovuto fare dei veri e propri salti mortali
per sopravvivere, attraverso innovazioni di struttura originali ed apprezzate
anche all’estero, ma finendo inevitabilmente per doversi scontrare con la
concorrenza dei paesi emergenti, il loro basso costo del lavoro e i minori
controlli di qualità. Il risultato lo vediamo oggi.
Ma il mondo
andava avanti indipendentemente dai desideri degli imprenditori italiani, e la
natura stessa del capitalismo portava verso una sempre maggiore globalizzazione
delle sue strutture. Aiutata da “apprendisti stregoni” in pieno conflitto di
interessi, la liberalizzazione globale della finanza ha iniziato a ridurre,
fino a farle scomparire, le singole capacità nazionali, già deboli in proprio,
di controllo sull’aspetto finanziario, e di conseguenza su quello industriale
locale. La conseguenza è il mondo in cui viviamo ora, in cui sembra che per
poter continuare a sopravvivere bisogna rinunciare a molti dei livelli di
civiltà comune faticosamente conquistati negli anni precedenti.
Ma anche questa
rinuncia forzata viene chiamata “riforma”, e ritenuta indispensabile per la
sopravvivenza della struttura sociale attuale. Solo che se mentre prima si
volevano fare riforme in nome di un ideale di maggior uguaglianza, ora le
attuali riforme servono solo a mantenere, ed inevitabilmente aumentare, le
differenze economiche tra i diversi ceti sociali (non uso il termine “classi” a
ragion veduta, ma di questo aspetto ne dovrò riparlare).
Oggi, per le
prossime elezioni politiche, Mario Monti, il candidato che sarebbe stato
considerato il “candidato conservatore” per eccellenza nei due secoli
precedenti, si permette di definire “conservatori” Vendola, il rappresentante
di una sinistra tutto sommato molto moderata, la Camusso, segretaria del più
grande sindacato italiano, e Fassina, responsabile economico del Partito Democratico,
partito accusato da molti di essere troppo moderato.
Monti si
considera “riformatore” semplicemente perché vuole cambiare le regole
esistenti, indipendentemente dal fatto che sia per una maggiore equità sociale
o meno.
Non si rende
conto che rafforzare i rapporti di forza tra ceti sociali già in atto, aiutare
i forti ad essere più forti e rendere i deboli più deboli, anche se comporta
una modifica delle regole esistenti, non è né può essere mai considerata una “riforma”,
ma sempre e solo una “conservazione".
Se poi lo si fa
anche sotto il patronato della forza più conservatrice al mondo, sopravissuta
indenne e sempre potente a più di 2000 anni di storia, e sto ovviamente
parlando della Chiesa Cattolica, non ci possono essere più dubbi di chi sia il
vero “conservatore”.
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venerdì 21 dicembre 2012
Lieviti e Lievitazione
Ho aggiornato la mia pagina su Lieviti e Lievitazioni, inserendo una descrizione semplice, ma credo sufficientemente adeguata allo scopo, dei processi chimici innescati quando semplicemente si mescola dell'acqua alla farina.
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lunedì 17 dicembre 2012
Ingroia ad un passo dalla candidatura
Da Repubblica.it
"La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa", spiega il magistrato, in modo che l'organo di autogoverno della magistratura possa valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. "Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell'Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E' questo, di per sé, un bel segnale diffuso di libertà".
Poichè nessun essere umano cambia opinione in modo drastico, non è nero fino ad un certo istante e poi diventa improvvisamente rosso, ma il cambio di opinione si esplicita lentamente, anche se sicuramente non in modo lineare, questa decisione di Ingroia a me sembra spiegare molti aspetti del suo comportamento precedente. Non più quello di un magistrato super partes, ma sempre pìù quello di un soggetto politico di parte.
Poteva sembrare strano, ma purtroppo non lo era.
"La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa", spiega il magistrato, in modo che l'organo di autogoverno della magistratura possa valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. "Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell'Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E' questo, di per sé, un bel segnale diffuso di libertà".
Poichè nessun essere umano cambia opinione in modo drastico, non è nero fino ad un certo istante e poi diventa improvvisamente rosso, ma il cambio di opinione si esplicita lentamente, anche se sicuramente non in modo lineare, questa decisione di Ingroia a me sembra spiegare molti aspetti del suo comportamento precedente. Non più quello di un magistrato super partes, ma sempre pìù quello di un soggetto politico di parte.
Poteva sembrare strano, ma purtroppo non lo era.
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giovedì 13 dicembre 2012
The White Rose
The White Rose è il terzo volume della serie The Black Company, di cui ho già commentato il primo romanzo.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
Con The White Rose si conclude la vicenda di questa compagnia di mercenari nelle Terre del Nord, e posso quindi cercare di tirare un poco le somme su questa serie arrivata ormai al decimo volume, con altri due previsti nel prossimo futuro, ma iniziata nel 1984. Una longevità incredibile, con un successo che se non è stato particolarmente forte, è però continuo con continue ristampe dei volumi singoli o di Omnibus.
La lettura del secondo e terzo volume mi hanno portato ad apprezzare di più la vicenda, che inizialmente mi aveva lasciato piuttosto perplesso, perché non capivo le ragioni del suo successo. Si tratta di una Dark Fantasy con una struttura narrativa solida, ma anche con evidenti difetti. Tutto sommato una lettura piacevole.
Qui un mio commento più dettagliato.
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martedì 11 dicembre 2012
Ciriole al Kamut® ad Alta Idratazione
Con un impasto molto simile a quello delle
Baguette alla Segale, sostituendo la Segale con del Kamut®, ho fatto
delle Ciriole.
Grazie alla differenza di composizione e di formatura, ho ottenuto un pane molto diverso.
Dovrò lavorarci ancora per renderlo un mio prodotto fisso, ma la strada mi sembra quella giusta.
Qui la ricetta completa fotografata passo-passo.
Grazie alla differenza di composizione e di formatura, ho ottenuto un pane molto diverso.
Dovrò lavorarci ancora per renderlo un mio prodotto fisso, ma la strada mi sembra quella giusta.
Qui la ricetta completa fotografata passo-passo.
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venerdì 7 dicembre 2012
Brunetta a Otto e Mezzo
Onestamente non sono riuscito a capire la logica della sua presenza a questa trasmissione, a meno che non fosse un maldestro tentativo di sputtanarlo ulteriormente...
Non mi è mai piaciuto Otto e Mezzo, e mi è ancora piaciuto di meno questa sera...
D'altra parte Brunetta è una delle persone più inutili di questo mondo. Non è intelligente, anche se pensa di essere un super, e non è nemmeno divertente come pagliaccio. Non capisco perchè continuare a proporlo in TV...
Non mi è mai piaciuto Otto e Mezzo, e mi è ancora piaciuto di meno questa sera...
D'altra parte Brunetta è una delle persone più inutili di questo mondo. Non è intelligente, anche se pensa di essere un super, e non è nemmeno divertente come pagliaccio. Non capisco perchè continuare a proporlo in TV...
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giovedì 6 dicembre 2012
Ritorna Berlusconi, panico in borsa
Berlusconi dichiara di voler ricandidarsi come aspirante Primo Ministro. Il suo partito, nel senso che è suo per pura proprietà, si spacca, ma una notevole quantità di suoi mantenuti, ed aspiranti a rimanere tali, si dichiara immediatamente entusiasta della soluzione.
Il ministro Passera fa una dichiarazione in cui reputa dannoso per l'Italia questa iniziativa, dichiarazione che nessuno gli aveva chiesto di fare, ma Passera è considerato un esponente molto ubbidiente dell'Opus Dei.
Il PDL (ma solo una parte anche se significativa) decide che questa esternazione è inaccettabile e toglie la fiducia al governo Monti.
La borsa di Milano crolla, unica in tutta Europa, e lo spread dei titoli italiani rispetto ai tedeschi aumenta di nuovo.
A parte questo, la situazione economica generale rimane tranquilla, perchè la speculazione finanziaria stava abbandonando l'attacco all'Italia, e ci metterà forse qualche altra ora per decidere se riprenderlo o meno...
Tutto questo ad un osservatore neutrale dovrebbe apparire come una farsa, un gioco di ruolo, senza nessuna correlazione con la realtà, diretta invece da valori concreti, di economia, di redditi individuali decrescenti, di povertà incombente, di un futuro senza speranze...
Ma Berlusconi dice che si candida proprio per questo... e a parte i suoi mantenuti ci sono anche altri che ci credono...
Per fortuna si è appena conclusa in modo ottimale la procedura delle primarie del centrosinistra per designare il candidato di questa coalizione ad essere il prossimo Primo Ministro. Il successo dell'iniziativa ha portato molto in alto l'indice di apprezzamento di questa coalizione, a fronte inoltre dei litigi interni dell'avversario principale.
Berlusconi decide di candidarsi... e cerca ancora una volta, come ha fatto spesso nel passato, di capovolgere il tavolo delle discussioni, di apparire come il vero ed unico possibile salvatore del paese... ma credo che ormai saranno pochi a dargli fiducia, visti i tantissimi precedenti, e la declassificazione delle notizie fino ad ora secretate di molti degli errori, o meglio delle puttanate, compiute da quell'illuso megalomane.
Rimane però attivo il ricatto di dover formare un governo tecnico affidabile, magari un nuovo governo Monti, perchè serve la fiducia dei mercati internazionali.
E' un brutto ricatto, che ha dalla sua parte una forza non trascurabile, dato che sono tanti in Italia a sperare in una continuazione di un governo classista come è stato il governo Monti attualmente in carica, comprese forze non politicamente ufficiali, vero Passera?
Io spero che il risultato delle elezioni dia ampia maggioranza ad un governo Bersani, che sarà necessariamente un governo equilibrato, che terrà fede agli impegni presi, ma che magari avrà al suo interno meno membri dell'Opus Dei, e spererei anche meno esponenti della finanza vaticana.
Se succede questo, sono sicuro che staremo tutti un po' meglio...
Il ministro Passera fa una dichiarazione in cui reputa dannoso per l'Italia questa iniziativa, dichiarazione che nessuno gli aveva chiesto di fare, ma Passera è considerato un esponente molto ubbidiente dell'Opus Dei.
Il PDL (ma solo una parte anche se significativa) decide che questa esternazione è inaccettabile e toglie la fiducia al governo Monti.
La borsa di Milano crolla, unica in tutta Europa, e lo spread dei titoli italiani rispetto ai tedeschi aumenta di nuovo.
A parte questo, la situazione economica generale rimane tranquilla, perchè la speculazione finanziaria stava abbandonando l'attacco all'Italia, e ci metterà forse qualche altra ora per decidere se riprenderlo o meno...
Tutto questo ad un osservatore neutrale dovrebbe apparire come una farsa, un gioco di ruolo, senza nessuna correlazione con la realtà, diretta invece da valori concreti, di economia, di redditi individuali decrescenti, di povertà incombente, di un futuro senza speranze...
Ma Berlusconi dice che si candida proprio per questo... e a parte i suoi mantenuti ci sono anche altri che ci credono...
Per fortuna si è appena conclusa in modo ottimale la procedura delle primarie del centrosinistra per designare il candidato di questa coalizione ad essere il prossimo Primo Ministro. Il successo dell'iniziativa ha portato molto in alto l'indice di apprezzamento di questa coalizione, a fronte inoltre dei litigi interni dell'avversario principale.
Berlusconi decide di candidarsi... e cerca ancora una volta, come ha fatto spesso nel passato, di capovolgere il tavolo delle discussioni, di apparire come il vero ed unico possibile salvatore del paese... ma credo che ormai saranno pochi a dargli fiducia, visti i tantissimi precedenti, e la declassificazione delle notizie fino ad ora secretate di molti degli errori, o meglio delle puttanate, compiute da quell'illuso megalomane.
Rimane però attivo il ricatto di dover formare un governo tecnico affidabile, magari un nuovo governo Monti, perchè serve la fiducia dei mercati internazionali.
E' un brutto ricatto, che ha dalla sua parte una forza non trascurabile, dato che sono tanti in Italia a sperare in una continuazione di un governo classista come è stato il governo Monti attualmente in carica, comprese forze non politicamente ufficiali, vero Passera?
Io spero che il risultato delle elezioni dia ampia maggioranza ad un governo Bersani, che sarà necessariamente un governo equilibrato, che terrà fede agli impegni presi, ma che magari avrà al suo interno meno membri dell'Opus Dei, e spererei anche meno esponenti della finanza vaticana.
Se succede questo, sono sicuro che staremo tutti un po' meglio...
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martedì 27 novembre 2012
La sostenibilità della Sanità italiana
Il primo Ministro Monti, in una delle tante esternazioni che
ultimamente gli riescono facili, anche se poi è tutto un rincorrersi a
cercare di mettere pezze e/o smentire questo e quello, ha fatto la
seguente affermazione
"Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento"
Da Repubblica.it
Correzioni e smentite, insieme a interpretazioni di quali avrebbero dovuto essere le nuove modalità di finanziamento, da una totale privatizzazione della sanità a nuove tasse dedicate, si sono abbattute come uno tsunami su tutti i media.
Mi chiedo se Monti, nel pronunciare quelle parole avesse chiaro cosa stava dicendo, o stava solo parlando in libertà, proponendo un possibile, ma per lui non reale, problema.
Nel primo caso le preoccupazioni di chi vede l'ennesimo e più forte tentativo di privatizzare quella che è probabilmente la maggiore fonte di ricchezza del futuro sarebbero decisamente fondate, e quindi un deciso cambio di governo, con idee del tutto contrarie, diventerebbe essenziale.
Nel secondo caso, che personalmente non credo sia del tutto da escludere, Monti dimostra tutti i suoi limiti come politico. Chi lo consiglia, e spero ci sia qualcuno con esperienza politica addetto a quello scopo, dovrebbe assolutamente impedirgli di parlare in questo modo.
In ogni caso se ne può derivare la conclusione che il costo del nostro Sistema Sanitario Nazionale è alto, e forse troppo alto per le nostre attuali risorse. Questa sarebbe una considerazione accettabile, ovviamente di fronte a documentazione concreta e non taroccata. Ma la conseguenza sarebbe quella di trovare il modo di razionalizzare le spese in modo da ridurle senza ridurre gli effetti sui pazienti, e chiunque abbia frequentato ospedali pubblici ma anche e sostanzialmente ospedali e cliniche private sa bene che di margini di risparmio ce ne sono a iosa.
A me però preme ricordare una precedente, e di molto poco, esternazione del nostro Primo Ministro, quella che condannava l'esistenza di resistenze corporative tra gli insegnanti delle nostre scuole. In un mio precedente post avevo invitato Monti, che giustamente si lamentava dei legami corporativi ancora forti nella nostra società, ad incominciare ad agire contro quelli evidentemente più forti, quelli che condizionano la nostra economia e anche l'intera struttura sociale. Ad incominciare, ad esempio, a scardinare completamente le corporazioni dei medici e dei farmacisti, che sono anche quelle che rendono molto più costoso del necessario il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Lo vedi, Monti, che le soluzioni semplici ed efficaci esistono?
Bisogna però che attacchi i veri poteri che bloccano l'Italia, non sempre e solo i pensionati e i lavoratori senza peso contrattuale, come hai fatto in modo pesante e molto poco sociale fino ad ora...
Per non parlar della Chiesa...
"Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento"
Da Repubblica.it
Correzioni e smentite, insieme a interpretazioni di quali avrebbero dovuto essere le nuove modalità di finanziamento, da una totale privatizzazione della sanità a nuove tasse dedicate, si sono abbattute come uno tsunami su tutti i media.
Mi chiedo se Monti, nel pronunciare quelle parole avesse chiaro cosa stava dicendo, o stava solo parlando in libertà, proponendo un possibile, ma per lui non reale, problema.
Nel primo caso le preoccupazioni di chi vede l'ennesimo e più forte tentativo di privatizzare quella che è probabilmente la maggiore fonte di ricchezza del futuro sarebbero decisamente fondate, e quindi un deciso cambio di governo, con idee del tutto contrarie, diventerebbe essenziale.
Nel secondo caso, che personalmente non credo sia del tutto da escludere, Monti dimostra tutti i suoi limiti come politico. Chi lo consiglia, e spero ci sia qualcuno con esperienza politica addetto a quello scopo, dovrebbe assolutamente impedirgli di parlare in questo modo.
In ogni caso se ne può derivare la conclusione che il costo del nostro Sistema Sanitario Nazionale è alto, e forse troppo alto per le nostre attuali risorse. Questa sarebbe una considerazione accettabile, ovviamente di fronte a documentazione concreta e non taroccata. Ma la conseguenza sarebbe quella di trovare il modo di razionalizzare le spese in modo da ridurle senza ridurre gli effetti sui pazienti, e chiunque abbia frequentato ospedali pubblici ma anche e sostanzialmente ospedali e cliniche private sa bene che di margini di risparmio ce ne sono a iosa.
A me però preme ricordare una precedente, e di molto poco, esternazione del nostro Primo Ministro, quella che condannava l'esistenza di resistenze corporative tra gli insegnanti delle nostre scuole. In un mio precedente post avevo invitato Monti, che giustamente si lamentava dei legami corporativi ancora forti nella nostra società, ad incominciare ad agire contro quelli evidentemente più forti, quelli che condizionano la nostra economia e anche l'intera struttura sociale. Ad incominciare, ad esempio, a scardinare completamente le corporazioni dei medici e dei farmacisti, che sono anche quelle che rendono molto più costoso del necessario il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Lo vedi, Monti, che le soluzioni semplici ed efficaci esistono?
Bisogna però che attacchi i veri poteri che bloccano l'Italia, non sempre e solo i pensionati e i lavoratori senza peso contrattuale, come hai fatto in modo pesante e molto poco sociale fino ad ora...
Per non parlar della Chiesa...
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